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Come comunica il gatto

Non tutti sanno che il nostro meraviglioso felino domestico comunica molto più di quello che pensiamo e, riuscire a capire il comportamento del nostro micio e saper interpretare i loro gesti è importante per impostare una buona convivenza

Non tutti sanno che il nostro meraviglioso felino domestico comunica molto più di quello che pensiamo e, riuscire a capire il comportamento del nostro micio e saper interpretare i loro gesti è importante per impostare una buona convivenza. Chi ha in casa più di un gatto si sarà accorto che non ne esistono due uguali, ognuno ha la propria personalità. Il carattere, nei gatti, varia a seconda degli individui, ma le differenze possono dipendere anche dalle caratteristiche della razza e dall’ambiente in cui vivono. Il gatto “parla” e nel suo linguaggio usa tutto il corpo, non solo il miagolio. Quando il cucciolo strofina, o striscia, il muso sulle spalle della mamma o sulle gambe dell’uomo, vuole esprimere affetto, riconoscenza, disponibilità e spesso, nel compiere questi gesti, fa le fusa o emette piccoli richiami sonori per attirare l’attenzione. Anche il pelo ritto accompagnato da soffi minacciosi è un segnale inconfondibile: è il suo modo di reagire quando si sente aggredito. Vivere con un gatto significa dunque capire il suo linguaggio, esattamente come lui impara a fare con il nostro. Vediamo alcuni esempi.
Il Miagolio: Interpretare il miagolio è forse più complicato, ma con un po’ di pratica possiamo imparare a riconoscerne il significato del miagolio del nostro micio. Nel miagolio è diversa l’intonazione e la durata del suono, c’è un miagolio per chiedere cibo…. inconfondibile e insistente, uno per salutare, uno per farsi aprire la porta o la finestra di una stanza, uno per litigare con un altro gatto. Alcune razze sono più chiacchierone di altre, primo fra tutti il siamese.
Le Fusa: Il suono più facile da riconoscere sono senz’altro le fusa, che secondo gli esperti hanno lo stesso significato del sorriso umano per esprimere contentezza, ma anche dimostrare che si è sereni e tranquilli. Il piacevole “ron ron” del micio é spesso accompagnato da un atteggiamento rilassato, con gli occhi socchiusi, tipico di chi è pronto vuole farsi coccolare. Pare che i gatti usino le fusa anche per autorigenerarsi!
La pasta: un gesto che chi ha un gatto conosce  molto bene:“impasta” con le zampe anteriori il grembo del suo umano. È un comportamento infantile che il gatto manterrà per tutta la vita. Quando vede una persona seduta o sdraiata, il micio riceve segnali simili al richiamo di mamma gatta per la poppata. Così ridiventa cucciolo, ed esegue sulla pancia o sulle ginocchia tutti quei movimenti di impastatura (detta anche “danza del latte”), necessari a procurarsi il latte materno.
Ama strofinarsi contro le gambe delle persone: È il suo rituale di benvenuto, il suo modo di salutarci. Ma, nello stesso tempo, è un modo per sentire l’odore e per marchiare l’uomo con il suo. Lo scambio di odori è molto importante per il gatto e lo fa sentire più a suo agio con noi. 
Ringhi e Soffi: Sono segni di aggressività e di difesa. Il gatto soffia quando è spaventato, ma attacca solo se non può evitarlo. 
Orecchie:  Se micio è  tranquillo tiene le orecchie diritte, orientate verso i lati della testa e le muove seguendo in suoni che attirano la sua attenzione. Se invece è spaventato, le abbassa sempre più man mano che la paura aumenta, fino ad appiattirle completamente sulla testa quando è terrorizzato, e quindi pronto ad attaccare. 
Coda: I movimenti della coda rivelano le sue intenzioni, quando saluta  porta la coda alta. Se indeciso muove lentamente la coda a destra e a sinistra, ma quando la agita come una frusta, con movimenti nervosi, significa che è in collera…
E molto altro si potrebbero dire su questo fantastico compagno di vita di cui ancora poco sappiamo e per ora chiudiamo  con una citazione di Walter Scott, poeta e scrittore britannico del 1800: I gatti sono esseri misteriosi. Nelle loro menti vi è molto di piu' di quanto possiamo immaginare.