Peschiera, basta tir sulla Mirazzano-Vimodrone

L’associazione “Quei Bovi di San Bovio” ha scritto alla Città Metropolitana richiedendo un sopralluogo sulla SP160, il rinnovamento della segnaletica e la sistemazione del manto stradale

In verde il tragitto corretto che dovrebbero percorrere i mezzi pesanti in direzione Peschiera Borromeo

In verde il tragitto corretto che dovrebbero percorrere i mezzi pesanti in direzione Peschiera Borromeo

Il ribaltamento di un mezzo pesante era solo questione di tempo, «le banchine stanno cedendo»

Peschiera Borromeo, la strada provinciale 160 conosciuta come Mirazzano-Vimodrone si ritrova al centro di numerose polemiche. Ogni giorno infatti, la strada viene percorsa da molti mezzi pesanti, che erroneamente imboccano la SP160 dalla Rivoltana, a causa della modifica della viabilità della SP14, che ha portato all'eliminazione dello svincolo per Peschiera in prossimità dell’Idroscalo per chi arriva da est. Ciò che è accaduto lunedì 8 febbraio, ovvero il ribaltamento di un tir proprio sulla Mirazzano-Vimodrone, era solo questione di tempo. La strada in questione infatti è da considerare già “al limite” per il passaggio di due automobili, inoltre la banchina presenta dei cedimenti laterali in vari punti del percorso, che non hanno retto all'ennesimo passaggio di un camion. I servizi di soccorso hanno ulteriormente danneggiato il manto stradale, che ha rischiato letteralmente di franare. 

La gravità della situazione ha spinto l’associazione “Quei Bovi di San Bovio” a scrivere direttamente alla Città Metropolitana di Milano, precisamente al Settore Progettazione e Manutenzione Stradale - Zona Est. Nella lettera l’associazione fa presente come i molti mezzi pesanti, spesso di provenienza estera, a causa di una segnaletica contradditoria sbaglino strada. I tir che arrivano dalla Rivoltana, in direzione Milano, svoltano sulla SP160 creando traffico in corrispondenza della rotonda del quartiere San Felice-Segrate, e invece di svoltare in direzione Peschiera Borromeo percorrendo la nuova bretella tra SP160 e SP 15bis, proseguono dritto. A quel punto i tir si trovano in una via senza uscita, infatti: «Trovano poco dopo i cartelli che indicano il divieto di transito – spiegano nella lettera – in un punto in cui la carreggiata contiene malamente le dimensioni di quei mezzi, rendendo impossibile qualsiasi manovra di inversione di marcia, con conseguente blocco della viabilità. Inoltre il manto stradale, specie in corrispondenza delle banchine, è mancante, creando buche e instabilità della guida in caso di affiancamento di veicoli nei due sensi di marcia». 

Le richieste mosse da “Quei Bovi di San Bovio” sono essenzialmente due, a partire da un sopralluogo per valutare «Il rinnovo della segnaletica stradale, di opportune dimensioni e visibilità, che indichi il divieto di transito ai mezzi pesanti, posta prima dell’ultima rotonda utile per eventuale inversione-correzione di marcia» in aggiunta alla «sistemazione del manto stradale, che rappresenta un serio pericolo per il controllo della guida dei veicoli». 

Misure semplici, necessarie ed efficaci che faranno in modo di scongiurare eventuali incidenti o ribaltamenti in futuro, per la sicurezza di tutti i conducenti che percorreranno la SP160. 

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