Zambia, uno Stato in ginocchio in cerca di aiuto

Elisabetta Pupillo della Onlus "Ali d'Aquila" descrive la grave situazione dello Zambia, e l'associazione organizza una cena di beneficenza all'oratorio di Bettola

Missionari della diocesi di Milano in Zambia

Missionari della diocesi di Milano in Zambia

Ali d'Aquila lancia un SOS di solidarietà per aiutare lo Zambia

La Onlus “Ali d’Aquila” opera nello stato dello Zambia, che da giugno 2015 sta vivendo una gravissima crisi economica che non trova però spazio sui giornali, le radio, le televisioni e i social network. A farci prendere coscienza della situazione, è Elisabetta Pupillo, operatrice della suddetta Associazione che ha scritto quanto segue: 

Partendo con qualche premessa, sul mercato mondiale, tutti i paesi, ma in particolar modo quelli del terzo mondo, hanno subito una forte crisi dovuta alla svalutazione della moneta cinese (il cui valore è calato di circa il 4%) e al rafforzamento del dollaro. Alcuni stati hanno tentato manovre economiche estreme, nel tentativo di non crollare: è il caso dello Zambia, che ha stampato più valuta rispetto alla propria copertura aurea, causando una svalutazione notevole della loro moneta. Il prezzo del rame, che è la prima risorsa zambiana, é crollato, causando un notevole decremento dei guadagni statali. Nel 2013, per motivi politici, è stato varato l'aumento di tutti gli stipendi. Questa manovra ha però creato un meccanismo perverso di disequilibrio: molti privati hanno dovuto licenziare il personale perché il costo del lavoro é diventato troppo caro. Contemporaneamente l’azienda elettrica statale ha messo a disposizione una grossa quantità di energia elettrica, superiore a quella che poi realmente era in grado di distribuire. Questo ha creato un aumento della domanda che non è però sostenibile sulla base dell’energia effettivamente a disposizione. Per risolvere il problema, hanno iniziato a comprare l' energia elettrica da altri stati. Questa spesa ha però causato un vuoto nelle casse statali, che ha determinato l'impossibilità di pagare gli stipendi dei dipendenti e le altre spese. Lo stato si è dunque trovato in trappola. Non essendo forte sul mercato internazionale, ha dovuto utilizzare tutte le risorse economiche a sua disposizione, chiedendo anche prestiti alle proprie aziende. L azienda che ha maggior liquidità è proprio quella elettrica. Si sono creati dunque dei debiti verso l’esterno (per pagare l’energia elettrica comprata dall’estero e per l’importazione di materie prime) e verso l’interno (per pagare l’energia elettrica e i prestiti forniti, con i relativi interessi). La ditta di energia elettrica, per aumentare le proprie entrate, ha dunque iniziato a vendere la propria elettricità al di fuori del paese, così che, a fronte di un aumento della domanda interna, non c'è copertura sufficiente a garantire continuità nel corso della giornata, con la disponibilità che si ha solo ad orari alterni e sempre diversi. Ci sono problemi anche nel mondo del lavoro: le miniere e le ditte che ricevono elettricità ad orari variabili ed incontrollabili, possono produrre solo quando hanno energia, con grave calo della produzione. Infine, le aziende “estere” pagano l’energia in dollari allo stato zambiano.
Questo meccanismo ha comportato la svalutazione della moneta interna (kwacha), perché le importazioni si pagano in dollari, ma poi in Zambia si vende in kwacha. Il kwacha vale sempre meno, così che i prodotti interni in realtà costano il 33% in più. Lo Zambia è un paese rurale con pochissime banche e non si può andare a prelevare ogni volta che si deve fare un qualsiasi acquisto, sperando che nel frattempo il cambio sia migliorato. C'è poi un'aggravante: una situazione del genere in Zambia non era mai successa, motivo per il quale nessuno ha soldi in valute diverse da quelle che circolano nel paese.

Questo è il quadro della situazione.
Come si traduce in termini pratici? Facciamo due esempi. Hai deciso di comprarti una casa e hai valutato che il tutto ti sarebbe costato 115.200 kw? In Zambia si paga un servizio alla volta, e se nel frattempo sono aumentati gli stipendi minimi, la benzina, il cemento, il prezzo si alzerà di conseguenza, perché il contratto non resta bloccato. Questo significa che nel giro di poco il tutto ti viene a costare il 33% in più. E se non puoi pagare cosa fai?
O ti disperi, o ti prostituisci, o chiedi un aiuto… Ma a chi, se tutto lo stato è in ginocchio? Pensate voi se vi trovaste in una situazione del genere come sareste in disperazione. Anche l’Italia è in una situazione difficile, ma vorremmo solo portare tutti a riflettere sui meccanismi perversi che possono portare uno stato già povero di suo, ad essere ancora più in difficoltà.

E' così che dei paesi poveri, in mano a forze politiche straniere, rischiano di restare vittime di lotte interne immotivate, dove le tribù potrebbero trovarsi una contro l'altra.
Il risultato sarà una mancanza totale di  controllo che potrebbe portare ad una guerra civile dagli esiti devastanti: perdita di vite umane, distruzione, fame, disequilibrio, denutrizione, caos e sofferenza. Lo Zambia è stato proclamato stato indipendente il 24 Ottobre 1964, e a distanza di 60 anni rischia di nuovo di essere sottomesso alle potenze straniere. E’ responsabilità dei paesi occidentali quella di denunciare situazioni simili, di difendere chi si trova in difficoltà sia economiche che di potere.

Facciamo quindi un appello: ci sono numerosissimi operatori italiani in Zambia in questo momento, laici e consacrati, che stanno lavorando per accompagnare la popolazione zambiana verso una crescita intellettuale ed economica. Uno di questi è un nostro concittadino, don Paolo. Costoro oggi sono inseriti in un meccanismo più grande di loro, nel quale lo scoraggiamento per il fatto di non sapere come aiutare e come sostenere moralmente queste persone è il sentimento preponderante, perché loro per primi sono succubi di queste dinamiche economiche diaboliche.
Possiamo fare qualcosa? Forse sì. Non tutti magari, ma chi può, anche solo con la rinuncia ad un unico caffè,  potrebbe aiutarci a donare respiro a qualche famiglia zambiana.


Parte quindi un SOS di solidarietà: chi volesse dare un contributo,anche con un semplice e piccolo gesto, può rivolgersi all'associazione Ali d'aquila ONLUS alidaquilaonlus@gmail.com che collabora già da anni a sostegno dei missionari italiani in Zambia.

Inoltre invitiamo tutti a partecipare ad una cena beneficenza il 17 ottobre presso l'oratorio di Bettola, Peschiera Borromeo (prenotazione  obbligatoria scrivendo al nostro indirizzo e-mail o chiamando il 3391693675) e il 24 Ottobre ad una conferenza dove padre Giulio Albanese ci aiuterà a comprendere meglio le realtà  dei paesi in via di sviluppo (ore 21.00, sempre presso l'oratorio di Bettola).

Elisabetta Pupillo per Associazione Ali d’Aquila ONLUS