C’era un po’ di Pantigliate al Maracanã: intervista al guardalinee Renato Faverani

Sebbene il Mondiale in Brasile per la nostra Nazionale non sia andato per il verso giusto, una piccola soddisfazione gli italiani se la sono potuta comunque togliere. Motivo di orgoglio, la direzione arbitrale della finale Germania-Argentina firmata Rizzoli, Stefani e Faverani.

La triade italiana della finale mondiale

La triade italiana della finale mondiale Rizzoli, Stefani e Faverani

Una terna tutta italiana che ha rappresentato egregiamente, con una conduzione quasi impeccabile, il nostro tricolore. Un trio che dal 2007 ad oggi ha diretto tutti i più prestigiosi tornei internazionali: dalla finale di Coppa del mondo per club nel 2011 alla finale di Champions League a Wembley nel 2012 , fino ad arrivare alla finale Mondiale di quest’anno. Ma c’è anche un pizzico di Pantigliate al Maracanã. A rappresentare la cittadina del Sud Est Milano è proprio l’assistente arbitrale Renato Faverani, quarantaquattrenne, residente da anni nel paese: «Ho iniziato a svolgere questa attività nel lontano 1986 dopo aver smesso la pratica calcistica presso l’U.S. Pantigliate. Se vent’anni fa mi avessero detto che avrei arbitrato una finale Mondiale mi sarei fatto una grossa risata». Un palmares invidiabile, quello del giovane arbitro, che ha collezionato circa una sessantina di presenze in gare europee, tra Champions e Europa League, e centosettanta in Serie A. Felice per essere stato designato per la finale Mondiale si è definito all’inizio molto euforico, almeno fino al momento in cui a prevalere è stata la concentrazione e il senso di responsabilità: «La finale di coppa del mondo è l’evento più seguito in assoluto. In quel momento rappresenti la Fifa, l’Uefa e l’Italia. È importante gestire la tensione e in questo mi ha aiutato molto l’esperienza nella finale di Champions di due anni fa». Come già sottolineato, la conduzione della terna è stata in linea con le più rosee aspettative tanto che a fine gara sono arrivati i complimenti sia da parte del responsabile Uefa Collina che del premier Matteo Renzi. Il Mondiale in Brasile non ha registrato particolari tafferugli o episodi di violenza tra le varie tifoserie. A conferma di ciò, lo stesso Faverani ha dichiarato: «È stato un Mondiale all’insegna del fair play. Il clima è stato davvero positivo. Mi auguro che tutta questa positività sia stata recepita e possa essere riversata anche nel nostro Campionato». Al termine dell’intervista, il guardialinee pantigliatese ha voluto lasciare un messaggio ai giovani che vogliono intraprendere questa carriera: «L’arbitro non è solo una divisa ma è un modo di essere, di vivere la vita di tutti i giorni. A me ha fatto molto bene seguire questo percorso perché questa attività ha forti valori educativi, aiuta a comprendere tutti quegli aspetti che si riversano nella vita privata. Il solo fatto di far parte della nostra associazione ti rende più maturo, ti insegna a rispettare delle regole, indipendentemente dal traguardo che si raggiunge. Ripeto spesso ai ragazzi che a volte il loro limite è dettato dal limite che essi stessi si pongono, quindi, non bisogna mai demordere ma crederci e impegnarsi per raggiungere il massimo, gradino dopo gradino». 

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