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«Addio ad altri 300mila mq agricoli. Il sindaco Checchi di San Donato li cosparge di cemento per 20 milioni»

A lanciare l’allarme è l’Associazione per il Parco Sud Milano Onlus, che nel 2013 ha fatto richiesta di inserire i 300 mila mq agricoli nel Parco Sud, ma senza ottenere mai risposta

L'area che presto sarà cementataa

L'area che presto sarà cementataa

«Realizzare un mega centro ludico-sportivo, con palazzetto dedicato a eventi e concerti del tipo Forum di Assago e con tanto altro su un terreno agricolo di 300mila mq: è questa la grande idea del sindaco dal cuore di cemento Andrea Checchi che, già nel Piano di Governo del Territorio (PGT) firmato nel 2010, aveva previsto su quest’area un “polo di attrazione” per la metropoli e oltre. Tanto che anche la società dell’Inter, nel 2013 (e successivamente anche il Milan) aveva messo gli occhi su questo territorio incapsulato tra autostrade e tangenziali», a dichiararlo l’Associazione per il Parco Sud Milano Onlus in un post sulla sua pagina Facebook. La disamina sull’argomento continua: «Ma in questo terreno, in linea d'area a un km scarso dal Borgo e dall’Abbazia medioevale di Chiaravalle, vi si trovano anche (a nord) i resti della Cascina San Francesco dell’Accesio: un antico complesso di edifici cascinali d’epoca medioevale un tempo al servizio della comunità dei frati cistercensi di Chiaravalle, le cui strutture, oggi non più utilizzate e in stato di degrado, serbano la memoria del passato agricolo comunale e per questo andrebbero recuperate e valorizzate. Il Piano territoriale di Coordinamento del Parco Agricolo Sud Milano considera il complesso abbaziale tra le “emergenze storico-architettoniche” e l’area circostante ambito agricolo con una importante storia del sistema delle marcite. La Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del PGT di San Donato individua in quest'area un punto di forza del sistema ambientale nel Progetto Loto per la valorizzazione del Parco della Vettabbia e il corridoio ecologico nel rispetto al parco delle Abbazie, da Milano a Melegnano. L’area, contigua alle superfici del Parco Agricolo Sud Milano, infatti, è inserita in un prezioso ambito territoriale denominato “Valle dei Monaci”. La matrice agricola dell’area, benché interclusa all’interno d’importanti infrastrutture viarie, è ancora leggibile in ampi ambiti unitari, e andrebbe salvaguardata, come scritto, nero su bianco, anche nel PGT del comune: “Il Piano attuativo previsto dal PGT per l’ambito di trasformazione che comprende anche la cascina San Francesco dell'Accesio dovrà dare degli indirizzi per il suo recupero e la destinazione d’uso per funzioni compatibili con il mantenimento della sua composizione e struttura edilizia”. Non solo, ancora nel PGT si legge “si segnala anche in ambito urbano il permanere dei principali nuclei rurali storici (cascina Roma, Osterietta, Triulzo superiore e inferiore) che in parte sono già stati oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia come la cascina Osterietta, Roma e adibiti a funzione residenziale o pubbliche mentre negli altri, il PGT prevede la possibilità del recupero con funzioni compatibili ad esigenze di tutela a testimonianza del passato del Comune”. Ma è meglio incassare 20 milioni di oneri di urbanizzazione».

L’Associazione ambientalista ricorda di aver cominciato questa battaglia iniziata già nel 2012: «È un dato di fatto il rilevante consumo di suolo cui sono sottoposti i comuni di San Donato Milanese (55,6% di antropizzazione del territorio) e Milano (78,81%); i dati risalgono ambedue i valori al 2009 -ultimi dati disponibili- e in questi ultimi 10 anni San Donato non ha certamente arretrato nella parte alta della classifica dei comuni più cementificati della provincia. Per queste ragioni, già nel 2012 ci eravamo mossi, insieme ad altre associazioni del territorio, tra cui il WWF sud Milano, per chiedere alle amministrazioni pubbliche preposte di preservare a verde quest’area, inserendola nel perimetro del Parco Agricolo Sud Milano. Richiesta caduta nel vuoto. E il sindaco Checchi, che ricopre anche la carica di presidente dell’assemblea dei sindaci del Parco Agricolo Sud Milano, si guarda bene dal sollecitare al Direttivo dell’Ente a esaminare la nostra richiesta: sempre pronti a togliere terreni al Parco Sud, ma mai a inserirli, benché diversi Comuni ne abbiano fatto richiesta. Aggiungiamo che, nel recente incontro tra il WWF Sud Milano e l’amministrazione comunale, è stato riferito che Sport Life City, la società realizzatrice dell’opera, alla fine dei lavori, se avanzeranno dei soldi, provvederà a restaurare la cascina di San Francesco dell’Accesio! Bontà loro».

Secondo i volontari della onlus tutto questo porterà al peggioramento della qualità ambientale, dell'aria e patologie: «Nel progetto da 170 milioni della società Sport Life City, che evidentemente prevede un afflusso pesante al centro sportivo (il solo palazzetto tipo Forum di Assago è in grado di ospitare 20mila persone), inserisce anche un ulteriore sbocco sulla tangenziale: il congestionamento veicolare dell’area e il tasso di d’inquinamento dell’aria andrebbero irrimediabilmente a peggiorare la situazione. Ma 20 milioni di Euro alle casse del Comune, fanno gola. E poi, a San Donato c’è anche il policlinico pubblico/privato pronto a soccorrere i pazienti: a questa struttura il sindaco ha assicurato l’ampliamento dei parcheggi. Dove? Ovviamente nel Parco Agricolo Sud Milano. Ricordiamo che lo studio POEMI (Pollution and Emergency in Milan) condotto da 5 ospedali milanesi ha evidenziato che le polveri sottili causano nell'area milanese una riduzione della aspettativa di vita di 2-3 anni (contro gli 8-9 mesi di media Europea, 3 nei paesi scandinavi). La qualità dell’aria nel Comune di San Donato, così come nei Comuni confinanti, rappresenta uno degli aspetti di maggiore criticità dal punto di vista delle condizioni ambientali e della salute dei cittadini. È evidente che le migliaia di nuovi veicoli i transito in questo territorio porterebbero a un ulteriore aggravamento della situazione. Ma 20 milioni sono una buona esca per tralasciare aspetti di rilevanza come la salute pubblica e la salvaguardia del territorio. Ancora una volta - conclude malinconicamente il comunicato social - battersi per il buon senso, come fanno gli ambientalisti, è una battaglia persa. E i mulini a vento pare non finiscano mai».

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