L’emergenza profughi e il mercato immobiliare: le case invendute messe a disposizione dell’accoglienza

A Oggiono in provincia di Lecco, 4 appartamenti su 12 invenduti pronti ad accogliere i richiedenti asilo

Riccardo De Corato

Riccardo De Corato

Una complesso costruito in edilizia convenzionata

«Adesso agli immigrati danno anche le case – commenta il Consigliere regionale di Fratelli d'Italia,  Riccardo de Corato -, 22 migranti saranno ospitati negli alloggi di via Bersaglio nonostante il centrodestra stia facendo di tutto per evitarlo. Le  case invendute della cooperativa in liquidazione Brianza Nuova, saranno gestite dalla cordata di cooperative siciliane Ippocrate di Enna e Azione sociale di Caccamo. Come al solito il Governo usa la Lombardia come centro accoglienza e questa volta le cose vengono anche fatta in grande visto che ai migranti andranno degli appartamenti. Inutile dire i problemi di sicurezza che questa decisione porterà a un comune di 9mila persone. È inutile sottolineare il deprezzamento delle case vicine a quelle invendute destinate agli immigrati. Siamo vicini ai cittadini che protestano e in Regione faremo la nostra parte presentando un'interrogazione per capire cosa si può fare per impedire l'arrivo dei pullman a Oggiono».
Il sindaco della Lega Nord di Oggiono, Roberto Paolo Ferrari ha dichiarato in un intervista su Lecco Notizie: «Noi siamo in una situazione di palese incapacità del Governo di gestire questa situazione. Dopo due anni di arrivi e sbarchi quotidiani la logica non può più essere ‘prendiamoceli tutti’ perché in questo modo porti all’esasperazione i cittadini, ed è quello che sta accadendo. A Oggiono, nonostante la contrarietà della nostra Amministrazione, vorrebbero collocare 22 persone ad un costo di 32,90 euro ognuno, corrispettivo che incasserà la cooperativa che gestirà l’affare. Li vorrebbero collocare in 4 alloggi realizzati con una formula dell’edilizia residenziale convenzionata, per meglio spiegarmi, appartamenti a canone agevolato per giovani coppie e comunque famiglie più in difficoltà. Ci tengo a precisare che alcuni dei nuclei familiari che già avevano pagato la cooperativa che ha realizzato questi alloggi ha dovuto entrare e finirsi i lavori da soli perché la cooperativa è in liquidazione. E ora vogliono metterci questi 22 migranti. Come sindaco non mi sono mai opposto ad accogliere profughi, quindi persone con diritto d’asilo. Per fare un esempio, nella parrocchia di Oggiono oggi ci sono tre persone soggette a protezione internazionale: chi scappa dalle guerre deve essere accolto, chi invece viene in Italia per avere una situazione migliore (che poi è tutto da verificare da dove vengono, se davvero la situazione è così tragica) mi dispiace ma le norme della civile democrazia dicono che tu non puoi rimanere qui se non sei in regola con i permessi».
Giovanni Bartoli, liquidatore della cooperativa ha dichiarato: «A seguito di sollecitazioni, abbiamo messo a disposizione della Prefettura e della cordata di istituzioni quattro dei nostri appartamenti, sui 12 tuttora invenduti: i numeri dimostrano che non ci siamo affatto lanciati con la bava alla bocca sul bando della Comunità montana, per partecipare alla “mangiata” del secolo».

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