«Quell’appalto, se lo prenda»: i 120mila euro che comprarono Melegnano

«Mia moglie per entrare in ospedale ha fatto il concorso non so quante volte. Ora – dichiara Daniele, 38 anni e due figli – ci sono cento dipendenti dell’impresa di pulizie che rischiano il posto». Sono i frutti della Compagine, il gruppo di dirigenti e imprenditori che secondo i giudici hanno corrotto e turbato le aste di appalto per le pulizie nell’Azienda Ospedaliera di Melegnano.

Oggi l’Azienda è commissariata: gli indagati confessano uno dopo l’altro; all’assessore regionale Mario Mantovani – il protettore politico del sistema illecito melegnanese, stando alle intercettazioni – è stata revocata la delega alla sanità. È la Compagine di Melegnano, la «compagnia bella» di Bruno Greco, Enzo Costa (imprenditori nelle pulizie), Patrizia Pedrotti e Paolo Moroni (ex direttrice amministrativa ed ex direttore generale) e Gianstefano Frigerio, indagati all’interno dell’inchiesta sulla Cupola degli Appalti riguardante 10 aziende sanitarie lombarde. Hanno messo in piedi un «sistema illecito» che ha mosso una mazzetta da 120mila euro. Gianstefano Frigerio, ex DC ed ex Tangentopoli, loro coordinatore occulto, vantava che Mantovani fosse «uno dei suoi vecchi».

Nell’ufficio di Frigerio
Melegnano venne aggiudicata a Greco giovedì 13 dicembre 2012. Greco entra nell’ufficio milanese di Frigerio – la centrale direttiva del sistema, in via Doria – e Frigerio, detto il Professore, è al telefono. Chiede se hanno mandato una lettera ai dirigenti. Arriva Greco. «Ho due argomenti di cui parlarle, il primo è Melegnano» lo accoglie il Professore, che valuta giusto il criterio di proroga per il contratto di Greco: «Per quell’appalto, se lo prenda, visto che ha un rapporto privilegiato con Patrizia Pedrotti» gli dice. Ma Greco ha altro da dire: mostra i muscoli. È un anno che non paga i dipendenti. Butta giù le carte: «Abbiamo del personale che da anni sostituisce altro personale addetto al centralino. Facchinaggio, trasporto, consegna medicinali e altro – inizia Greco –. Io Pedrotti l’ho vista poco tempo fa, giovedì scorso in tarda mattinata [il 6 dicembre, ndr], all’appuntamento c’era un certo Marchetti...». «Moroni, sì. Un consulente di Moroni» annuisce Frigerio. «Ecco – continua – gliel’ho detto alla Pedrotti, che io ho necessità di incassare i soldi. Non sono più in grado di pagare il personale, gliel’ho detto. Da Pedrotti io non ricevo soldi dall’anno scorso. Mi ha detto che ha problemi a sbloccare i soldi. Tutto nasce da quando gestiva la Troiano, da quando la questione la gestiva lei. Io però non voglio prendermi carico dei problemi di Pedrotti – incalza – la realtà è che io già da due amministrazioni non prendo i soldi: Cordone l’anno scorso [il direttore amministrativo prima della Troiani, ndr] mi ha pagato le fatture senza problemi, ma è andato via, da quando sono venute le amministrazioni dopo Cordone io non ho mai ricevuto il pagamento della fattura; Pedrotti mi ha dato appuntamento il 21 gennaio: se non avrò i soldi, io il 15 non riuscirò a pagare gli stipendi. Sono disposto a mandare a casa il personale, a sospendere il servizio già da domattina...». «Non c’è bisogno di tutto questo...» interviene Frigerio. «Professore, un’altra cosa – aggiunge Greco –. Appena uscito Marchetti io sono rimasto da Pedrotti e mi ha detto di aver parlato con lei, che le ha detto di mettere a posto le cose, mi ha detto di stare tranquillo...». «Sì. Abbiamo parlato anche delle proroghe...» conferma Frigerio. «A Pedrotti – continua Greco – ho parlato anche di Co.Lo.Coop, della Ferco, mi sembra che Pedrotti sia un po’ prevenuta nei confronti di Pascuzzi...». Frigerio prende in mano la discussione. «Pascuzzi è migliorato in questo periodo – rassicura –. Ho chiamato Pedrotti. L’ho informata che lei è un nostro amico, una persona nel giro della giunta regionale; e quindi bisogna trattarla bene. Ora sto facendo partire le proroghe dei contratti in scadenza. Sto verificando proprio le date – accenna –. Però c’è un secondo argomento, Greco, quell’accordo che avevamo per il San Carlo...».

«Sono venuti a prendere una delibera»
Il Marchetti nominato nell’intercettazione è Piercarlo Marchetti, consulente in Azienda dall’ottobre 2012. Né indagato né con accuse a carico, è nell’ufficio gare, responsabile delle aree contratti come dichiara online il suo curriculum vitae. Fu direttore amministrativo in Azienda nel 2002-2004 per i poli di Vizzolo, Melzo, Cernusco, Gorgonzola e Cassano d’Adda. Nelle intercettazioni, il 10 maggio 2013 Enzo Costa dice che «Marchetti avrebbe dovuto dargli copia della delibera»: il documento di assegnazione dell’appalto a Greco e a Costa stesso? Lo raggiungiamo al cellulare. «Se sono stato io – risponde Marchetti – a consegnare la delibera? C’è un verbale. È una cosa completamente diversa. So che sono venuti a prendere una delibera e che allegato c’era un verbale. Ma non rilascio interviste».

Marco Maccari