Melegnano, le negano il ricovero e perde il bambino

Il feto è stato soffocato dal cordone ombelicale, a niente è valso il cesareo d’emergenza, e i genitori sporgono denuncia

È un caso di malasanità o si tratta di una fatalità?

All’ospedale Vizzolo Predabissi di Melegnano si è consumato un dramma che chiede verità. Una madre ha perso il proprio bambino che sarebbe dovuto nascere il 18 gennaio. I problemi sono iniziati il 2 gennaio, quando la donna ha lamentato forti dolori all’addome, da qui la corsa in ospedale nel pomeriggio. Giunta al pronto soccorso dell’ospedale Vizzolo Predabissi è stata rassicurata in seguito alla visita ginecologica. Le dissero che tutto era nella norma, rimandandola a casa dopo appena due ore, ma la visita non deve essere stata approfondita. Infatti intorno alle ore 20 è costretta a correre nuovamente in ospedale: oltre ai dolori presenta perdite di sangue. Il battito del bambino è difficile da rilevare, a questo punto scatta il ricovero. La preoccupazione è palpabile, e si decide di anticipare il parto tramite cesareo d’emergenza. L’intervento però è inutile. Il feto è ormai morto, soffocato dal cordone ombelicale.
Si sarebbe potuto evitare? La madre è stata dimessa troppo frettolosamente? È un caso di malasanità o si tratta di una fatalità? I genitori sono sotto shock. Il bambino, che si sarebbe dovuto chiamare Jonathan, era sano, e la gravidanza era proceduta finora nel migliore dei modi, poi il dramma. I genitori del bimbo vogliono la verità, vogliono sapere se vi siano o meno dei responsabili, e per questo motivo hanno sporto denuncia ai Carabinieri.
Un episodio simile si verificò in provincia di Varese lo scorso aprile. Una donna incinta venne dimessa dall'ospedale di Cittiglio dopo essere stata anch’essa rassicurata sulla salute del feto. E questo nonostante i forti dolori all’addome e la perdita di liquido amniotico. Quattro giorni dopo però, avvenne il tragico epilogo, con il ricovero d’urgenza, e la morte del bimbo.

Sul caso di Melegnano è stata aperta un’inchiesta. Ora sarà svolta la necessaria autopsia sul piccolo, e tutte le cartelle mediche inerenti sono state poste sotto sequestro. Sarà la Procura di Lodi a far luce sulla vicenda, ma nulla potrà dare pace ai genitori che hanno perso il proprio bambino.