Dehors di Pandino: trovata una soluzione

Il consiglio comunale ha votato una modifica al regolamento dehors ideata con Confcommercio-: addio alle catenelle. Ma l'assessore Fornoni non ci sta.

«È stato necessario un supplemento di verifiche, dall'esito non scontato - ha spiegato il sindaco Donato Dolini -. Abbiamo effettuato degli incontri con gli esercenti e con i loro rappresentanti. Data la ragionevolezza dei temi presentati, abbiamo definito una soluzione che incontra le esigenze di tutti, ma sempre nel rispetto del Codice della Strada».
Ha aggiunto l'assessore al commercio Alessio Marazzi: «Partiamo dal presupposto che abbiamo mantenuto possibilità di realizzare il dehor». (Il Cantuccio, bar in piazza, ha ricevuto in giornata dall'Ufficio Tecnico il benestare alla realizzazione del suo). «Abbiamo però eliminato la possibilità di delimitare l'area con una catenella sorretta da paletti, sostituendola con le fioriere. Per il proprietario c'è l'obbligo di lasciare un metro e 20 di spazio tra il muro e l'area tavolini per il transito dei pedoni in sicurezza. Il termine perentorio entro cui uniformare il colore degli arredi esterni è portato da tra cinque anni».
Soddisfazione è stata espressa dai consiglieri di minoranza, che però si sono astenuti dalla votazione a causa dei tempi troppo ristretti per la modifica, che non avrebbero permesso loro di verificare se la novità è stata benaccolta dagli esercenti. La minoranza ha invitato ad adottare sempre un iter collaborativo: il capogruppo leghista Massimo Labò ha ricordato che “l'Amministrazione perdeva la tassa di occupazione del suolo pubblico e gli esercenti rischiavano di passare l'estate senza i tavolini. Si è fatto un passo avanti, è un fatto positivo: lavoriamo ancora così".
Il collega Pdl Mauro Sampellegrini si è complimentato: «Questa è una vittoria della minoranza, ma anche della maggioranza. L'accordo è stato trovato dopo discussioni lunghe e acerrime. Ben vengano iniziative di questo tipo».
La voce fuori dal coro è stata quella dell'assessore ai lavori pubblici, Fabio Fornoni, che si è astenuto dalla votazione perché non ha condiviso il modo di procedere e il cambiamento di rotta, oltre alla guerra scatenata dai commercianti contro l'Amministrazione: «La mia riflessione sull'argomento è amara. Dopo un anno e mezzo di lavori, eravamo giunti a una soluzione, che ora andiamo a modificare; è lo specchio di come è difficile lavorare in Italia». Ha ricordato che la scelta dei dehors era legata al far rispettare il Codice della Strada, che i paletti con catenelle sono stati proposti e promossi dagli stessi baristi che poi li hanno rinnegati e hanno dichiarato che quella soluzione era per loro troppo impegnativa ed onerosa; insomma una "scelta prima concordata, poi ostracizzata, facendola passare per una scelta fatta dall'Amministrazione senza spiegarne le ragioni”. «La minoranza stessa si è schierata e ha supportato le critiche che ci venivano mosse - continua Fornoni -. Non è questa la visione politica che io immagino per il mio paese. Solo Confcommercio ha sgelato la guerra fredda in corso, mettendo tutti attorno a un tavolo. Mi auguro che la Pandino del futuro si confronti con le varie necessità ed esigenze con il rispetto da parte di chi con l'Amministrazione si relaziona, con serietà e consapevolezza. Questa variazione è un passo in avanti, ma mi astengo dalla votazione».
Silvia Tozzi

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