dopo una giornata all’oratorio con il fratello e gli amici, quando un’auto lo ha investito

è successo sabato 29 gennaio, in via 2 Giugno, a Peschiera Borromeo

Andrea De Nando, 15 anni, è stato investito sabato 29 gennaio 2010, verso le 18.30, in via 2 Giugno a Peschiera Borromeo, in prossimità di un semaforo posto alla fine di una zona priva di sufficiente illuminazione e dove le auto di solito procedono non rispettando il limite dei 50 km/h.
Il ragazzo è parso subito in critiche condizioni. I primi soccorsi dati dai passanti hanno evidenziato le copiose ferite sul corpo e la perdita di conoscenza. Sembra, anche un arresto cardiaco. Sul posto è accorsa dopo circa 10 minuti una pattuglia della Polizia locale, e dopo più di 20 minuti una ambulanza del 118. Una lunghissima attesa per un equipaggio proveniente da via Carducci, la stessa via da dove sono partiti i primi soccorsi della Polizia locale. I paramedici hanno proseguito nel massaggio cardiaco per oltre 30 minuti, ma il giovane è stato caricato sull’ambulanza senza segni di miglioramento. Dopo due ore al Policlinico San Donato, è stato dichiarato morto.
Il ragazzo, che abitava a Peschiera, rientrava a casa con gli amici e il fratello, dopo una giornata trascorsa all’oratorio. L’auto che ha investito il giovane proveniva da Pantigliate, in direzione Milano; non c’erano segni di frenata sull’asfalto, l’auto si è fermata 10 metri dopo l’incrocio. L’uomo alla guida, in evidente stato di choc, trasportava la moglie e i due giovani figli, anche loro terrorizzati dall’accaduto. Gli amici del povero ragazzo investito hanno reagito inveendo contro l’autista; in particolare, il gemello di Andrea ha accusato l’uomo di essere passato con il rosso e ad alta velocità. Una scena straziante: gli amici del giovane erano sdraiati sul prato antistante al semaforo, in preda alla disperazione. Solo l’intervento degli agenti ha riportato la calma.
Il comandante della Polizia locale di Peschiera Borromeo, raggiunto telefonicamente, ha preferito non aggiungere altro in merito alle dinamiche dell’incidente. Ha solamente riconfermato l’eccessiva velocità di marcia del veicolo e sfatato ogni mormorio circa eventuali precedenti penali addossati al conducente.