Luca Zambon sempre più solo, la delibera su Bellaria non piace a nessuno

La protesta corre in rete, sotto accusa la gestione urbanistica affidata al consulente urbanistico del Sindaco

Il Sindaco di Peschiera Borromeo - Luca Zambon

Il Sindaco di Peschiera Borromeo - Luca Zambon

Peschiera Borromeo - Le proteste sulle iniziative della Giunta Zambon sono bipartisan, da destra e sinistra un fuoco incrociato, terreno dello scambio di idee è la rete con i suoi social. A leggere i post nei vari gruppi cittadini, a supporto dell’azione politica del Sindaco di Peschiera Borromeo sembra non esserci più nessuno. Sotto accusa è la gestione in tandem con Silvio Chiapella, ex Assessore all’Urbanistica della Giunta Tabacchi e attualmente consulente urbanistico di Luca Zambon. L’accelerata che Silvio Chiapella ha imposto alla vicenda di Bellaria non piace proprio a nessuno. Tutti chiedono trasparenza e chiarezza. Abbiamo raccolto qualche commento qua e là in giro per  i social, e ve li proponiamo:
- Paolo Spreafico Consigliere Comunale del Movimento 5 stelle interviene su Facebook  in una discussione avviata dal suo collega Davide Toselli :«Con la delibera di Giunta del Dicembre 2014, incaricano il funzionario responsabile del settore pianificazione del territorio del Comune di Peschiera Borromeo a riesaminare i presupposti giuridici e fattuali delle decisioni assunte dalla giunta Falletta per l'annullamento parziale del PII. Lo stesso funzionario, ha ricoperto incarichi importanti e fondamentali nella redazione, preparazione e stesura della pratica di approvazione del PII nel 2007. In pratica, si chiede ad un tecnico se sia sicuro che quello che hai fatto sia o meno giusto? Scusate, ma secondo voi, un piccolo conflitto di interessi esiste?»
- Francesco Ortugno ex segretario del PD cittadino nella stessa discussione lancia un duro attacco alla attuale dirigenza: «A Peschiera ci sono alcuni che come i galleggianti seguono la corrente, cambiando idee velocemente. Cambiando partiti e movimenti. Cavalcando il cambiamento per stare sempre a galla. Galleggiare e seguire il flusso pur di gestire il potere. Gente che sta dietro le quinte facendo mettere la faccia ad altri. Ed é così che la politica perde di credibilità ed il cambiamento diventa solo una parola vuota per slogan comunicativi atti ai propri soliti fini. Un sindaco nuovo, slegato da quella vicenda e quegli interessi, con un minimo di capacità politica avrebbe scelto nuovi consulenti e consiglieri politici per sbrogliare la vicenda. Ma quale ente o società nel fare un controllo, chiede un auditing a chi é artefice della vicenda?».
- Samuele Ghilardi attivista dell’Associazione Peschiera Bene Comune è molto critico con la agenda della Giunta:« Purtroppo l'impressione che se ne trae è che questa vicenda sia il primo punto nell'agenda di questa amministrazione, che tutta la campagna elettorale, la direzione della macchina amministrativa, le scelte di bilancio, siano state fatte per riprendere questo progetto. Ripeto: è l'impressione che se ne ottiene, sicuramente a discapito di chi anche all'interno non è d'accordo. Bellaria non è l'unico problema di Peschiera, ma così facendo sta diventando il problema principale in quanto sta condizionando la vita del nostro comune, la sua politica e il suo assetto economico…»
- Antonio Falletta ex Sindaco e capogruppo di Forza Italia in Consiglio Comunale lancia un appello ai Consiglieri del Partito Democratico: «È’ uno scandalo. Nonostante il parere dei Vigili del Fuoco e dell’Asl sulla pericolosità del deposito di perossidi, giovedì sera Zambon chiederà al Consiglio comunale di votare una delibera con questo passaggio: “…il deposito di perossidi, sostanze queste non assimilabili agli esplosivi, non presenta alcuna condizione di pericolo per le costruzioni di cui al PII di Bellaria…”. L’Asl invece ritiene che le lesioni provocate dall’onda d’urto potrebbero colpire i residenti con  la rottura vetri e possibili lesioni dovuti ai frammenti di vetro, che comprendono tutto il lotto 3 e parte del lotto 1.  A causa della sovrappressione pari a 0,01 bar il pericolo è esteso fino a 200 metri dalla fonte. Ma non solo. La distanza minima di sicurezza, in linea retta è pari a m.87,5 ovvero a 77,5 metri dal muro di cinta della ditta. Lo hanno scritto anche i Vigili del Fuoco. Faccio un appello di responsabilità ai consiglieri comunali della maggioranza: non rendetevi complici di questa illegittimità, pensate bene a cosa state votando!».
Nelle ultime ore è nato anche un gruppo su Facebook “Fermiamo Zambella”, acronimo fra Zambon e Chiapella, dove sono stati caricati tutti i documenti dell’Affaire Bellaria in modo che chiunque possa farsi un idea.