Spunta il nome dell'imprenditore peschierese Pier Franco Pirovano nelle indagini sul caso Penati

Il nome del geometra peschierese Pier Franco Pirovano è spuntato fuori nell’ambito delle indagini sul caso Penati (nella foto, Filippo Penati). Da quanto risultato da alcune ispezioni, il nome del costruttore sarebbe stato ritrovato all’interno di alcuni file contenuti in una chiavetta usb, sequestrata la scorsa settimana all’architetto Renato Sarno, il “collettore delle tangenti” di Filippo Penati, come definito dalla Procura di Monza.

Pier Franco Pirovano è il fondatore del gruppo edilizio “Pirovano Group”, sorto parecchi anni fa proprio a Peschiera Borromeo, in via Matteotti 55. 

Lo scorso martedì, il quartiere generale del costruttore peschierese sarebbe stato perquisito dalle Fiamme Gialle. Il motivo di questa operazione, sarebbe un finanziamento di 100mila euro, presumibilmente versati sul conto di Penati, per un affare non ancora chiaro alla magistratura. All’interno della chiavetta sequestrata a Sarno, gli inquirenti avrebbero trovato alcuni file in cui sarebbe contenuta la contabilità delle mazzette che gravitano intorno al caso Penati. E proprio lì sarebbe comparso il nome di una delle società di Pirovano. 

A remare contro il costruttore Peschiere è un passato burrascoso, in cui lo stesso Pirovano era stato condannato per corruzione a una pena di tre anni di detenzione, ma poi assolto in appello insieme all’ex primo cittadino di Peschiera Borromeo, Marco Malinverno. 

Ma perché è stato messo in dubbio il finanziamento fatto dalla società di Pirovano? Innanzitutto, perché si tratterebbe del finanziamento più corposo tra quelli fatti nei confronti di “Fare Metropoli”, la fondazione dell’ex Presidente della Provincia. In secondo luogo, perché la Procura sembra abbia deciso di considerarlo da subito illecito, senza bisogno di fare ulteriori accertamenti. Il legale di Pirovano, Giuseppe Bana, ha comunque ribadito che il costruttore non aveva interessi su Sesto San Giovanni.

Insomma, da una parte un costruttore che, a detta di qualcuno, dovrebbe essere libero di finanziare e sostenere chi gli pare. Dall’altra, un giro di tangenti i cui nomi implicati sono ancora tutti da scoprire.   

Susanna Tosti