San Donato: braccio di ferro senza fine Comune/negozianti in merito alle multe per le affissioni pubblicitarie

Gli esercenti abbassano le serrande e espongono striscioni di protesta. L’assessore: «Nessuna vessazione, chiediamo solo il rispetto delle regole»

Vetrina

Vetrina A San Donato prosegue lo scontro tra negozianti e Comune in merito alle affissioni

Non si placa il muro contro muro tra alcuni esercenti sandonatesi e il Comune, in merito alle sanzioni comminate da Ica Tributi, società concessionaria della riscossione dell'imposta sulla pubblicità. Le polemiche erano esplose la scorsa estate, quando alcuni commercianti erano stati fatti oggetto di una vera e propria pioggia di multe per mancato o errato pagamento della tassa sulla pubblicità. Era il caso, ad esempio, di sanzioni relative a targhette con scritti gli orari di apertura, disegni sulla vetrina o lavagnette con frasi recanti il menù del giorno. Nonostante l’apertura di un tavolo di confronto a riguardo, lo scontro tra l’Ente e gli esercenti non si è mai placato e questi ultimi, accusando i vertici comunali di voler fare cassa alle loro spalle, a fine novembre avevano indetto una protesta che li portò ad  affiggere uno striscione recante la dicitura “Tassa sulla pubblicità, un bel modo per il Comune di mettersi in vetrina”. Anche alla luce di ciò, per gettare maggior luce sulla questione, l’Amministrazione ha reso noti i risultati relativi all’attività svolta da Ica in questi mesi. «L’attività di verifica su cartelli e insegne svolta a partire da febbraio 2014 – recita una nota diramata dall’Ente - ha fatto emergere 426 oggetti d'imposta (insegne e cartelli) mai denunciati oppure erroneamente denunciati. Di queste solo quelle di 3 contribuenti hanno generato ricorsi in Commissione Tributaria; 154 sono state regolarizzate e pagate dai contribuenti; 82 invece sono state oggetto di annullamento o sospensione perché ritenute meritevoli di accoglimento. Per le rimanenti 121 posizioni, infine, i rispettivi contribuenti non hanno presentato istanza di revisione, per cui si procederà con la riscossione coattiva». «Da parte nostra – ha commentato Massimiliano Bella, assessore al Commercio - non c’è alcuna volontà vessatoria nei confronti dei commercianti. I negozianti tuttavia devono sapere che esistono disposizioni e leggi nazionali molto chiare, che regolano cartellonistica e insegne, che vanno sempre e comunque rispettate».
Redazione Web     

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