Vigile del fuoco morto a San Donato: gli sarà intitolata la caserma di Pieve Emanuele

Lo conferma Gioacchino Giomi, capo del Corpo Nazionale dei vigili del fuoco. Intanto la Procura di Milano ha aperto due fascicoli per incendio colposo e omicidio colposo. Ancora da accertare le cause del rogo mortale

Pinuccio La Vigna

Pinuccio La Vigna

La Vigna avrebbe dovuto sposarsi a breve

Profondo dolore e incredulità scuotono ancora i vigili del fuoco del distaccamento volontario di Pieve Emanuele, di cui faceva parte Pinuccio La Vigna, morto nella serata di venerdì 6 aprile mentre spegneva l’incendio scoppiato alla Rykem di San Donato. Domenica 8 aprile il capo del Corpo Nazionale dei vigili del fuoco, Gioacchino Giomi, ha voluto far visita ai colleghi di La Vigna, che hanno assistito impotenti alla morte del loro amico e collega, travolto del cedimento di una trave del tetto del capannone. Per l’occasione, Giomi ha reso nota l’intenzione di intitolare la caserma di Pieve proprio al pompiere volontario 49enne

Intanto le operazioni dei vigili del fuoco per domare il rogo di via Marcora a San Donato sono proseguite fino alla mattinata di sabato 7 aprile, quando le fiamme sono state estinte. Tuttavia, per l’intero fine settimana appena concluso, l’area è stata tenuta sotto stretta osservazione onde prevenire altri focolai. In loco sono intervenuti anche gli specialisti del nucleo Nbcr (Nucleare biologico chimico radiologico), che hanno scongiurato la presenza di possibili forme di contaminazione. Allo stato attuale sono in pieno svolgimento le indagini dei carabinieri della Compagnia di San Donato, coordinate dalla Procura di Milano. Nello specifico, il pubblico ministero Francesco Ciardi ed il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano hanno aperto due distinti fascicoli d’inchiesta contro ignoti come “atto dovuto”. Il primo, per il reato di incendio colposo, è volto a chiarire le cause dello scoppio del rogo alla Rykem, mentre il secondo riguarda la morte di Pinuccio La Vigna ed ipotizza il reato di omicidio colposo

Secondo le prime informazioni trapelate, si tenderebbe ad escludere l’ipotesi dell’atto doloso all’origine delle fiamme che hanno avvolto il capannone dove La Vigna ha perso la vita: al momento l’ipotesi più probabile è infatti quella del cortocircuito. Sempre stando a quanto emerso finora, pare che la struttura fosse piena di materiale, soprattutto plastico, probabilmente anche più del consentito. Anche a ciò sarebbero imputabili la violenza e la persistenza delle fiamme, che sono state domate con non poca difficoltà. In tal senso, si attendono gli sviluppi delle indagini della Procura, che saranno chiamate a far luce anche su questo aspetto. 

Ad ogni modo rimangono cordoglio e sgomento per la morte di Pinuccio La Vigna, originario di Campobasso ma da anni residente a Pieve Emanuele, che prestava il suo servizio volontario come vigile del fuoco con amore e dedizione. Il dolore più grande, oltre a quello dei colleghi ed amici, è quello della compagna, con la quale il 49enne avrebbe dovuto a breve convolare a nozze.

Alessandro Garlaschi 

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Le operazioni di spegnimento sono proseguite anche il giorno successivo

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