Migrante ospite dell’ex Ambra Hotel di San Zenone riduce in fin di vita un operatore

L’ivoriano di 19 anni, rimproverato dal dipendente della struttura, un egiziano di 56 anni, ha reagito colpendolo con un pugno alla testa. L’uomo lotta ora fra la vita e la morte

L'ex hotel Ambra di San Zenone

L'ex hotel Ambra di San Zenone

Grimoldi (Lega): «Presto interrogazione parlamentare»

Voleva portarsi del cibo in camera, infrangendo così una regola del centro d’accoglienza. Quando un dipendente della struttura, un egiziano di 56 anni, glielo ha impedito, lui lo ha colpito con violenza alla testa, mandandolo in fin di vita. Sarebbero queste le motivazioni, secondo quanto ricostruito dai carabinieri della stazione di Melegnano e dai colleghi della Compagnia di San Donato, dietro la brutale aggressione consumatasi domenica 25 marzo all’ex Ambra Hotel di San Zenone al Lambro, che ospita circa 160 richiedenti asilo. Protagonista un 19enne della Costa d’Avorio, ospite della struttura da circa 6 mesi, che è stato arrestato dai militari con l’accusa di lesioni gravissime. La sua posizione, però, potrebbe decisamente aggravarsi in relazione all’evolversi delle condizioni cliniche dell’operatore ferito. Quest’ultimo, infatti, si trova attualmente ricoverato in prognosi riservata al Policlinico di Milano per una emorragia cerebrale e lotta tra la vita e la morte. 

La struttura che ospita i richiedenti asilo, sita in via Maestri del Lavoro 3, un tempo era la sede dell’hotel Ambra, poi chiuso per fallimento. Venduta all’asta nel 2015, venne acquistata dalla Fondazione Fratelli di San Francesco d'Assisi che ne fecero un centro per ospitare circa 150 migranti provenienti dalla zona sub-sahariana. Di fatto, quindi, l’ex hotel Ambra è divenuto da poco meno di tre anni il più grande centro d’accoglienza del Sudmilano. La tragica aggressione di domenica 25 marzo rappresenta solo l’ultima di una serie di più o meno gravi intemperanze avvenute al suo interno. L’episodio più eclatante risale allo scorso di dicembre, quando circa una ventina di richiedenti asilo occuparono l’accesso alla Tangenziale Esterna per protestare contro la mancata concessione dello status di rifugiato politico ad alcuni di loro.

«Non appena il Parlamento sarà pienamente operativo – ha fatto sapere l’Onorevole Paolo Grimoldi, deputato della Lega - presenterò un'interrogazione al ministro degli Interni per chiedere un intervento immediato sulla situazione del centro di accoglienza di San Zenone al Lambro, alle porte di Milano, dove domenica un richiedente asilo ivoriano ha aggredito e gravemente ferito un operatore. Chiederò al ministro di verificare le condizioni di sicurezza di questa struttura, lo status di questi richiedenti asilo, peraltro quasi tutti sub sahariani che si trovano ospitati in Lombardia da oltre un anno, e chiederò la chiusura di questo centro, per restituire sicurezza al territorio. É assurdo – conclude l’esponente del Carroccio - che un piccolo comune di meno di 5000 abitanti debba ospitare 150 richiedenti asilo, un numero assolutamente sproporzionato».

Alessandro Garlaschi 

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