Bus elettrico, allungamento metropolitana e viabilità sulla Sp 415 Paullese: la questione è più complicata di quel che sembra

La risposta del nostro lettore Cesare in merito alle dichiarazioni sulla fattibilità del progetto

Lettera in risposta:
Sono stato rimproverato, tacciato di incompetenza e ignoranza, in merito a quanto da me sostenuto sull'ipotesi di prolungamento del servizio di trasporto, da San Donato M3 a Paullo, con una linea esercita utilizzando dei bus elettrici e dove mi prendevo la libertà di uno sfottò indicando come la loro vera definizione fosse il termine filobus.
Vede, egregio Sig. Giancarlo, le non mi conosce e non sa quali sono le mie competenze, ma diciamo che sono un cittadino abbastanza informato e come può vedere nel video potrà capire che conosco benissimo i nuovi e innovativi mezzi di trasporto alimentati a batterie o ibridi.
Resto comunque perplesso in merito alla loro effettiva utilità se non utilizzati nello stesso modo del video, ovvero come hanno fatto in Malesia, paese in cui hanno realizzato la linea del video, una struttura imponente e completamente isolata dalla normale circolazione degli altri veicoli, una vera e propria Bus Rapid Transit, quindi, se si dice che si vuole realizzare una linea BRT con caratteristiche simili a quelle del video i fondi ci sono, mi chiedo come mai non ce ne sono abbastanza per il prolungamento della metropolitana, anch'essa da fare in superficie?
Se invece si vogliono fare le nozze coi fichi secchi, semplicemente sostituendo gli attuali bus termici con bus a batterie, lasciandogli usare la Paullese, congestionata ed ennesima opera incompiuta come tante, allora siamo alla solita idea speculativa, utile a chi venderà gli eventuali bus elettrici e mi fermo qui.
Inoltre lei parla di insostenibilità riguardo i costi di costruzione e di gestione della linea su ferro, interpretando male la mia proposta in merito alla fermata di Peschiera, della quale proponevo la dislocazione in superficie alla periferia del centro abitato per evitare di fare un costosissimo scavo sotto il fiume Lambro e per tutta la lunghezza del centro abitato, ma ha tenuto conto del costo economico ed ecologico che implicherebbe l'uso dei bus a batterie? Che siano essi al litio o al piombo, cambia solo la loro resa e capacità, ha calcolato il costo del loro smaltimento quando saranno esaurite? E se gli impianti fotovoltaici o simili possono essere utili alla ricarica delle batterie, non lo possono essere altrettanto per alimentare i motori elettrici di una elettromotrice su ferro?
Certo, in un mondo utopico, sarebbe bello che tutto ciò che circola sulle nostre strade fosse elettrico ed a emissioni zero, ma da dove la prendiamo tutta questa energia per ricaricare i mezzi, le utenze domestiche ecc. ecc., se abbiamo stupidamente rinunciato all'energia atomica?
So per certo che un mezzo elettrico alimentato direttamente da una linea ha una resa maggiore ed è meno energivoro di un mezzo alimentato a batterie, non fosse solo per il fatto che un treno trasporta comodamente centinaia di utenti, a fronte dei 50/60 massimo per ogni bus, ed e sicuramente più sostenibile sotto tutti gli aspetti.
Inoltre continuo a sostenere che, per come è stata realizzata la TEEM, sia un'opera inutile, costata moltissimo in termini economici e ambientali, insisto nel dire che sarebbe stata molto più utile per intercettare il traffico pesante su gomma se fosse stata realizzata una bretella autostradale dall'interconnessione tra A1/A21 di Piacenza e la A/4 all'altezza di Dalmine, avrebbe intercettato prima il traffico pesante diretto a Nord-Est della regione ed evitato la congestione della tangenziale Est, visto che a conti fatti costa molto meno della TEEM e giusto per completare il discorso, basta vedere la situazione dei conti della TEEM circa i mancati introiti per lo scarso numero di utenti, mancate entrate che dovranno essere coperte, come da contratto, con i soldi delle tasse che noi tutti paghiamo, correggetemi se sbaglio.
Invece, se parliamo di costi e sostenibilità economica per il prolungamento della M3, sempre che le previsioni di spesa e gestione siano state fatte prendendo in esame i dati più recenti, ma a me non risulta, ritengo che sia sbagliato pensare che per fare le opere pubbliche e di pubblica utilità dobbiamo aspettare investitori privati, il trasporto pubblico deve essere e rimanere “pubblico” a tutti gli effetti, gli investimenti privati pregiudicherebbero la sostanza del servizio, ovvero la capillarità, comodità e il costo elevato per il raggiungimento di guadagni che il pubblico non deve prevedere perché sostenuto dalla fiscalità generale, al fine di raggiungere una rendita ecologica che abbatterebbe l'inquinamento, apporterebbe grandi giovamenti alla salute pubblica anche riducendo il traffico veicolare e pertanto gli incidenti stradali con tutte le complicazioni e i costi connessi, in tal modo il saldo economico finale sarebbe sicuramente a vantaggio di tutti i cittadini oltre ad avere un effettivo risparmio.
Come vede, la bocciatura dell'ipotesi di collegamento con i bus elettrici, mezzi sicuramente utili se utilizzati in ambito urbano, non nasce da un pregiudizio nei confronti dei proponenti ma bensì da una discreta conoscenza delle dinamiche connesse alla mobilità di massa. Mobilità che essendo rivolta verso l'esterno di una “Città Metropolitana” come Milano non può basarsi su soluzioni simili a pannicelli caldi, specie se si può disporre di “ingenti finanziamenti europei”. Le proposte devono vedere molto più in là delle scadenze elettorali a cui sono affezionati i nostri politici, come per esempio immaginare un prolungamento della metropolitana fino a Crema, prevedendo un'interconnessione con la linea ferroviaria per Cremona e quindi ampliare, e di molto, il bacino di utenza per questa linea, alla faccia di chi sostiene che non è sostenibile.

Paullo, 18/11/2017
Cesare A.

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