Expo 2015, una grande sfida

Il commento di Padre Giuseppe Paparone, sull'inaugurazione dell'esposizione universale

Finalmente ci siamo. L’expo è decollata: i gufi, i disfattisti e i pessimisti di ogni genere non hanno vinto, l’Italia ha dimostrato di avere molte più risorse positive di quanto essa stessa crede e più di quanto i media, in genere, non lascino intravedere. Sono molto contento perché qualcosa di buono si sta realizzando, si può realizzare. Sono contento perché dobbiamo sempre gioire del bene che si riesce a concretizzare, da qualunque parte esso venga. Sono contento in modo speciale per questo straordinario evento mondiale, che dona a tutti la possibilità di riflettere, aiutati da tante competenze mondiali, sul tema prioritario, basilare della alimentazione e della sostenibilità dei nostri sistemi produttivi. Possiamo, insieme, se vogliamo, in questa occasione, fare un esame di coscienza globale, sia a livello comunitario che personale, sul modo in cui utilizziamo, consumiamo, sprechiamo o condividiamo i beni primari del cibo, dell’acqua, dell’aria, beni indispensabili a tutti e che non dovrebbero per nessuna ragione essere appannaggio di una sola parte a discapito di altri. 
Condividiamo tutti la stessa natura umana, con le stesse esigenze, e dobbiamo necessariamente condividere ciò che a questa  natura è necessario. Penso che ognuno di noi, alla luce di queste riflessioni, potrebbe dare il proprio contributo alla buona riuscita di questo evento. Penso che ognuno di noi dovrebbe documentarsi e lasciarsi accompagnare a individuare modi concreti e personali per poter partecipare positivamente. Qualcuno ha lavorato duramente per noi, per anni; oggi ci viene data la possibilità di fare qualcosa, anche noi, a livello personale. Anche un mezzo di divulgazione come questo giornale può essere uno strumento utile per suggerire azioni e comportamenti individuali efficaci. Purtroppo, noi, in genere, ci lamentiamo di chi fa e ci aspettiamo che tutto avvenga sempre al meglio per il nostro benessere e per le nostra comodità. Questa volta cerchiamo di non aspettarci semplicemente e ingenuamente di ricevere qualcosa, cominciamo noi a dare il nostro contributo personale.Il mio ragionamento riguarda senz’altro tutti, atei e credenti, ottimisti e pessimisti: una qualità dignitosa di vita per tutti i popoli viene prima di ogni specificazione culturale, ideologica, religiosaMa ai credenti, come sacerdote, devo rivolgere l’invito a una considerazione ulteriore, perché chi crede nel Dio della Bibbia sa che il creato è stato pensato per l’uomo e all’uomo è stata affidata la sua custodia e il suo sviluppo e ne è quindi responsabile. Che l’EXPO possa diventare una occasione preziosa per prenderne coscienza e agire di conseguenza.
fra Giuseppe

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