Grande successo e partecipazione alle Primarie, ma la vittoria è solo il primo passo e neanche il più arduo

Il 2 dicembre gli elettori del Centrosinistra non sono mica andati a smacchiare le zebre, non sono mica andati a tagliare le unghie ai rinoceronti. Sono andati a votare il candidato premier della coalizione di Centrosinistra. Ed è stato un grande successo delle Primarie.

Ed è stato un grande successo delle Primarie. Milioni di cittadini, ordinatamente, pacificamente, hanno partecipato alle votazioni indette per scegliere il candidato premier del Centrosinistra. Qualche riflessione sui numeri: hanno votato circa 3 milioni di persone, alle ultime elezioni politiche il Partito Democratico ha ricevuto il consenso di circa 12 milioni di elettori senza riuscire a raggiungere un numero sufficiente di deputati e senatori per permettergli di governare. Quindi il lavoro da fare per riuscire a governare e governare bene è ancora lungo. Bisogna definire eventuali alleanze, con chi e quali saranno i contenuti del programma. Il vincitore delle Primarie dovrà rivedere sia la riforma del mercato del lavoro sia quella delle pensioni. Dovrà sanare il conflitto di interessi, dovrà liberare l'informazione e di conseguenza la RAI dai partiti e dai gruppi di potere, dovrà riformare la giustizia, dovrà abbassare l’imposizione fiscale e nel contempo rilanciare l’economia, dovrà sconfiggere la corruzione ormai endemica.
Quello che si prospetta è un compito improbo che solo se sostenuto da tutta la coalizione potrà avere successo. Quello che serve all’Italia è un governo di cambiamento, di discontinuità rispetto all’ultimo governo politico, sia nei modi, sia nei contenuti ma soprattutto nelle persone, come d’altronde già affermato da Bersani. Le primarie sono state un segnale positivo e si è visto che la gente è interessata a partecipare, la politica ha ripreso un ruolo degno. Il merito è sia di Bersani che ha ricevuto una forte legittimazione popolare, sia di Renzi che ha ridato smalto al Pd ed è stato capace di generare emozioni, idee e opinioni che erano parzialmente sterilizzate nel Pd. Adesso non bisogna fare smorzare la novità che è stata alla base delle Primarie, non si può pensare che adesso le decisioni sul programma e sui candidati ritornino in quelle che una volta erano le fumose stanze delle varie segreterie. La vittoria è stata solo una tappa e probabilmente neanche la più ardua, il traguardo è lontano, anche se temporalmente vicino, ma oggi il PD e il Centrosinistra sono più forti di quello che erano pochi mesi fa. Bisogna che essi riescano a cavalcare la spinta propulsiva delle Primarie ponendosi un altro sogno: quello di cambiare il paese Italia e di renderlo più simile alle grandi democrazie europee e mondiali.
“La politica è la dottrina del possibile” - Otto von Bismarck
Moreno Mazzola
moreno.mazzola@tin.it