Hiv, anche la disinformazione contribuisce all'aumento dei contagi e delle vittime

Di Aids si parla sempre meno ma questo flagello non è stato debellato, non è stato sconfitto, anche se il silenzio attuale attorno a questa malattia fa pensare il contrario e questo potrebbe portare a un rilassamento sul fronte della prevenzione specialmente tra i più giovani. Questa malattia - ancora presente e attiva - comporta un cambiamento significativo sul fronte dei rapporti umani, una consapevolezza nei comportamenti da tenere soprattutto in materia sessuale.

Fra 25 anni l'Aids diventerà la terza causa di morte globale, dopo le malattie cardiache e l'infarto. Un quadro d'insieme tutt'altro che rassicurante. L’Aids, sindrome da immunodeficienza acquisita (Acquired Immune Deficiency Syndrome), ha ucciso più di 25 milioni di persone dalla sua apparizione nel 1981. La malattia è molto presente nell’Africa sub-sahariana, dove colpisce maggiormente le donne. In quest’area si contano due terzi dei nuovi casi di contagio, anche se il loro numero è calato rispetto ai 2,2 milioni del 2001. Qui più di 22 milioni di persone convivono con l’Aids, circa il 61% di adulti infettati sono donne. La situazione sembra favorevole a una piccola inversione di tendenza: ci si ammala meno dell’anno precedente ma, proprio per questo, non bisogna abbassare il livello di attenzione perché il calo è dovuto sia a una modifica dei comportamenti, sia all’efficacia dei nuovo farmaci retrovirali, non a un vaccino.
Sono ancora troppi i dubbi e le incertezze che accompagnano la malattia, anche nel nostro Paese. Come l'errata convinzione che esista un vaccino in grado di immunizzare dall'Aids. In Italia circa il 27% dei giovani crede che un vaccino sia disponibile. Mentre negli Stati Uniti, la percentuale scende al 2%. La disinformazione si trasforma, inevitabilmente, in un comportamento a rischio: le nuove infezioni da Hiv in Italia sono circa 3.000-3.500 l’anno. Cifre allarmanti, ma che da sole non bastano a dare un'idea precisa dell'emergenza. Dietro ai numeri ci sono le storie vere di uomini, donne e bambini. Persone che vivono ogni giorno sul crinale di una vita non più normale, con le gioie e i dolori, le vittorie e le sconfitte di una vita appesa al filo dell'Aids.
Purtroppo, oltre alle difficoltà oggettive quotidiane, devono fare i conti anche con l'altro fronte della malattia, altrettanto implacabile: il pregiudizio e l'indifferenza. Pregiudizio ed indifferenza che, intrinsecamente connessi alla disinformazione, formano un cocktail pericoloso sul fronte della prevenzione; sarebbe opportuno che chi è proposto alla crescita culturale delle persone e al loro benessere si impegni di più: scuole in particolare, Asl, istituzioni dovrebbero promuovere tematiche di informazione e approfondimento.
Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa – Albert Einstein
Moreno Mazzola
moreno.mazzola@tin.it