L’autonomia degli enti locali è stritolata dal patto di stabilità

C’è un malessere che si sta diffondendo nei comuni, che si propaga all’interno degli uffici dell’ente e che trova esplicitazione nel consiglio comunale: il patto di stabilità.

Moreno Mazzola

Moreno Mazzola .

Le condizioni nelle quali lo Stato permette di operare ai Comuni in termini di Bilancio non consentono di elaborare soluzioni con l’autonomia e libertà che sarebbe necessario e che la Costituzione della Repubblica Italiana riconosce. Come se trattasse di un federalismo al contrario, i Comuni trasferiscono allo Stato una parte delle risorse disponibili. Lo sforzo che è fatto è di costruire un bilancio che consenta di garantire e migliorare il livello di servizi erogati alla nostra comunità. Per garantire ciò, non avendo margini di manovra su tagli alla spesa e contenimento di costi le varie Amministrazioni comunali si vedono costrette a fare ricorso alla leva fiscale  per recuperare le risorse necessarie a sostenere il livello di servizi offerti o in alternativa a tagliare il livello dei servizi offerti. Un’Amministrazione si caratterizza sempre per il livello dei servizi che mette a disposizione dei cittadini. Questo federalismo al contrario, serve a dare un efficace contributo allo Stato in termini di riduzione del debito (salvo poi constatare che il debito complessivo dello Stato in questi anni è comunque andato aumentando). Ognuno deve fare la propria parte di sacrifici per riportare il nostro Paese fuori dalla condizione di grave crisi che trova le sue radici nelle scelte errate compiute nel passato, ma un ripensamento del patto di stabilità interno che oggi è una spada di Damocle sulle decisioni di entrata e di spesa dei Comuni dovrebbe essere preso seriamente in considerazione. Sono noti a tutti che i continui e consistenti tagli dei trasferimenti statali e regionali spingono la quasi totalità dei comuni a incrementare i tributi per assicurare i servizi fondamentali.  Ne consegue comunque che c’è la necessità di una svolta, il contributo del sistema dei Comuni al risanamento finanziario e della spesa pubblica complessiva è un dato acclarato e ogni anno i Comuni migliorano i conti di tutta la Pubblica Amministrazione costringendo però i comuni a una progettualità condizionata dal rispetto del patto di stabilità. È evidente che o si cambia profondamente approccio o i Comuni sono destinati a un definitivo affondamento. L’autonomismo sancito dalla Costituzione in questi anni è stato a più riprese violentato: ora è necessario tornare alla Costituzione e valorizzare la presenza dello Stato più vicina ai cittadini rappresentata dai Comuni.

“Fintanto ché l'uguaglianza non sarà perseguita in termini reali, con adeguate leggi, il popolo si ritroverà sempre povero ed in miseria.” - Carl William Brown

1 commenti

Donatello De Mercurio :
Ogni tanto qualcuno si accorge che il tanto ventilato federalismo, mai messo in atto dal governo centrale, tanto meno dall'attuale governo Renzi, è diventato una sorta di presa dei fondelli dei cittadini succubi ormai di una sorta di centralismo sfrenato | venerdì 31 ottobre 2014 12:00 Rispondi

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