L'etica della politica

Da molte voci si alza l’idea che sia possibile e giusta una politica slegata dall’etica

Un argomento che è essenziale nella vita civica di una comunità riguarda l’etica della politica. Inutile dire quale sia l’importanza che riveste una riflessione prettamente etica su un ambito come quello della politica in cui le scelte dell’amministratore condizionano per molti anni la vita dell’intera comunità. Da molte voci si alza l’idea che sia possibile e giusta una politica slegata dall’etica. Idea che a ben vedere si rivela sbagliata poiché porterebbe a cadere nel cinismo e alla perdita di valori a cui spesso le società, complesse e multiculturali, si trovano davanti. Lo stiamo sperimentando sulla nostra pelle: ci siamo tristemente abituati a una condotta disonesta e corrotta. Come cittadini siamo chiamati ad intervenire in prima persona per evitare che ciò succeda, soprattutto per mezzo di una partecipazione attiva e critica alla vita politica. Come politici inoltre siamo tenuti a un’opera più complessa che prevede, contemporaneamente, i processi di rinnovamento e di custodia. Rinnovamento per le evidenti mancanze dell’attuale classe politica dirigente, rinnovamento dei vecchi processi partitici, rinnovamento con nuove risposte a vecchi problemi, ma anche custodia; non tutto è sempre da buttare a priori perché il malcontento generale ha portato degli insoddisfatti. In politica come in tutti gli ambiti della vita le persone si dividono in leader, o presunti tali, e in follower. 
Alcune delle caratteristiche del leader riguardano: la responsabilità personale, per le decisioni prese ma anche quelle non prese; la trasparenza sulle scelte fatte e i criteri attuati; la sobrietà, in generale, nella politica e nella vita privata; la competenza, ma anche saggezza nell’uso della sua competenza; il saper rilanciare i beni comuni, nel pieno rispetto dei diritti dei cittadini; il saper prendere decisioni, magari scomode; deve avere gli occhiali per vedere vicino e gli occhiali per vedere lontano; deve riuscire ad arrivare a patti e a mediazione con gli altri perché nessuno di noi da solo ha la verità e la soluzione e anche il nostro avversario può avere un’idea giusta. Il leader non deve abbandonare i cittadini singoli ma deve vigilare e tutelarli non delegando completamente il suo ruolo ai gruppi di pressione. Il leader non può farsi sostituire dai privati ma deve partire dall’etica della qualità della vita di ogni cittadino staccandosi eventualmente da ogni posizione di conflitto d’interesse che potrebbe collegarlo a qualsivoglia gruppo. Ignorare che esistono tantissime realtà diverse, non aprire la porta a tutti i cittadini, pensare che si possa risolvere tutto con una imparzialità studiata a un tavolo ristretto, favorirà solo lo scontro sociale. La responsabilità di non aver saputo mantenere la pace sociale se non si partirà dai diritti, dalla dignità e dal rispetto collegandoli alla vita buona di ognuno, sarà solo della politica e del leader se non avrà la capacità di guardare oltre. A ognuno il suo: i diritti non sono né una concessione né un premio della lotteria, e nemmeno un’ unica ricetta. Il leader nella concezione etica della politica deve aprire la porta a tutti i cittadini e alle diverse esigenze. 

Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora, ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi.” –  Enrico Berlinguer

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