Primarie Pd: un momento democratico o resa dei conti ?

Dopo il segretario Pierluigi Bersani, il Sindaco di Firenze Matteo Renzi, la consigliera regionale veneta Laura Puppato, il deputato democratico quarantenne Sandro Gozi, capogruppo Pd in commissione Politiche Ue alla Camera.Il quale propone un ticket al suo compagno di area Pippo Civati. Se Civati accoglierà la proposta di tandem di Gozi, dunque, a correre in casa Pd saranno in quattro. Se invece Civati rifiuterà e correrà da solo, saranno in cinque.Ai quali vanno aggiunte le candidature alla premiership di esponenti di altre forze del Centrosinistra: il leader di SelNichiVendola, il consigliere comunale milanese di Api Bruno Tabacci, l’ex segretario del Psi Valdo Spini. Queste primarie appaiono fin qui come il congresso che il Pd non ha voluto svolgere prima. Le distanze di linea sono forti: continuità con Monti e dunque governo di larghe intese (Renzi e liberal), discontinuità e però accordo con l'Udc (Bersani). La gente comune però non capisce perché le primarie sembrino una resa di conti interna al Pd, dove c’è chi se la prende con Renzi perché deve terminare il mandato di Sindaco e riceve l’appoggio verbale di esponenti del Pdl, c’è chi se la prende con Bersani in quanto rappresentante della vecchia nomenclatura, c’è una forte sovraesposizione dei candidati a discapito dei programmi e delle idee. Io penso che le primarie dovrebbero essere un momento lieto di confronto, aperto a tutti e con regole chiare, dove gli elettori del Pd possano scegliere non solo il programma ma anche il candidato che meglio rappresenta la coalizione. Dopo le primarie invece ci deve essere rispetto delle scelte dei votanti e tutti i partecipanti dovrebbero lavorare per rafforzare la leadership del vincitore e mantenere coesa la coalizione. In questo momento di antipolitica, vedasi anche quanto successo nel Consiglio regionale del Lazio, se non siamo capaci di mantenere la politica al centro degli interessi dei cittadini corriamo il rischio di passare dalla stagione dei tecnici alla stagione del populismo. Il meccanismo delle primarie è un principio che ritengo importante e che rappresenta, in parte, la realizzazione del dettato costituzionale, perché i cittadini devono aver voce lungo tutta la vita democratica dell'organizzazione-partito, che comprende anche la fase che precede la consultazione elettorale. Per i partiti sono poi un'occasione per ricostruire e consolidare i legami democratici con tutti i cittadini, e non solo con gli iscritti. Quindi riportiamo al centro delle primarie i progetti e le proposte e non incentriamole sui personalismi o su diatribe interne al Pd, perché le primarie siano una ‘festa’ democratica e di confronto tra tutte le componenti della futura coalizione di Centrosinistra, che si vuole candidare a governare l’Italia.

moreno.mazzola@siemens.com

“Non esiste vento favorevole per chi non sa da quale parte andare” - Seneca