Superfestival di musica elettronica a Rho: il Time Warp unisce i giovani

Una data da ricordare quella del 29 settembre, dalle 20 alle 8: a Rho, negli hangar di Fiera Milano, è andato in scena uno spettacolo mai visto sui dancefloor italiani. Innanzitutto il popolo del Time Warp è riuscito laddove la politica stenta ancora a prendere le giuste misure.


Pur provenendo da diverse nazioni, anche da oltreoceano, i partecipanti parlavano una sola lingua, quella della fratellanza, del rispetto e della pacifica convivenza. Un movimento, quello dei giovani amanti della musica elettronica da cui si può, e si deve, imparare per avere un dialogo costruttivo con i giovani di tutto il mondo.
Innanzitutto l’organizzazione, quasi maniacale dell’evento, nulla è stato lasciato al caso. I manager della Cosmopop (gli organizzatori) hanno avuto una particolare sensibilità per la sicurezza; l’evento si è svolto nello spazio espositivo della Fiera Milano, che garantiva grandi aree, in modo da prevenire ogni forma di incidente. Tutto è stato studiato e analizzato a tavolino, messo in pratica da chi non si improvvisa organizzatore di eventi del genere, ma ha alle spalle un background importante e di prim’ordine.
Fin dall’ingresso è filato tutto liscio: i controlli, le procedure erano collaudate e si sono basate sull’assenza di imbuti agli ingressi in modo da evitare resse o code. Numeroso il personale di sicurezza, gli steward, i paramedici, la security, tutti pronti a fornire le risposte che cerchi. Avvisi sonori e un’ampia segnaletica visiva in tutte le lingue completavano le info necessarie agli avventori. In questo periodo, il biglietto di ingresso a Euro 70 ha fatto di per sé selezione all’ingresso: i partecipanti erano ragazzi “normali”, puliti, senza grossi tag di appartenenza a vari movimenti giovanili, sarebbero potuti essere il tuo vicino di casa, la studentessa che ogni mattina  aspetta con te l’autobus per andare a scuola.
Dopo 15 minuti in fila abbiamo ritirato i nostri accrediti che ci hanno consentito di fare video e foto ma niente ingresso al backstage, per cui non abbiamo potuto intervistare i mostri sacri della techno presenti all’evento. Poco male, dopo aver percorso un lungo corridoio siamo entrati nel primo dei quattro dance floor presenti. Una grande sensazione di spazio, all’angolo del grande hangar, una grande pista che, nonostante non occupasse neanche un sesto della superficie, ospitava circa tremila ragazzi che ballavano scatenati il ritmo che il deejay di turno diffondeva tramite un impianto audio da oltre 100.000 watt. La scenografia e le luci rendevano l’atmosfera elettrica e frizzante. Il fumo di scena si confondeva con il fumo delle sigarette, in deroga per una notte alle normative vigenti. Grandi boati dei dancers al cambio in consolle: Lele Sacchi, Sven Väth e Carl Cox hanno capitanato una line-up incredibile che tanto ha emozionato i partecipanti. Numerosi botteghini sparsi nell’area dell’evento cambiavano i soldi con fiches di cartone, appositamente studiate per l’evento; in questo modo, limitando la circolazione del denaro contante, ai botteghini hanno evitato spiacevoli episodi di microcriminalità. I fast food e le pizzerie presenti alla fiera hanno lavorato tutta notte: pizza, patatine e hamburger la facevano da padroni. Nei vari bar presenti negli hangar, però, la vera regina delle bevande era la Red Bull, l’energy drink più famoso del mondo nonché partner della manifestazione. Gli organizzatori, per evitare eccessi e per salvaguardare la salute, non hanno inserito fra i drink acquistabili ai bar i superalcolici. Oltre i soft drink più diffusi, si potevano acquistare birra (5%vol), vodke alla frutta (16%vol), Jäger-Tonic (un long drink a base di Jägermeister e acqua tonica con una gradazione alcolica non più alta della birra). Inoltre, alle 3 di notte, stop perentorio alla vendita degli alcolici. Solo the freddo e succhi di frutta fino all’alba.
Verso le 4, il servizio d’ordine e la polizia presente hanno avuto un po’ da fare per arginare il tentativo di sfondamento da parte di alcuni ragazzi senza biglietto di ingresso. Per garantire la sicurezza delle persone all’interno del grande party, i facinorosi sono stati dispersi senza grossi incidenti. Da segnalare come in tutta l’area esterna della Fiera, addirittura davanti agli ingressi e nel parcheggio, numerosi venditori abusivi vendevano abusivamente birre e alcolici in faccia agli organi di Polizia, vanificando così gli sforzi degli organizzatori di evitare la circolazione di alcolici dopo le 3 di notte.  Per la prossima data italiana, l’appuntamento è all’anno prossimo sempre a Milano, e per chi volesse provare l’ebbrezza della techno a tutto volume senza aspettare, prima di allora il Time Warp andrà in scena l’8 dicembre 2012 a Utrecht, per il 5° anniversario dell’edizione olandese.
Tutte le informazioni sul sito http://www.time-warp.de.

Giulio Carnevale

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