L'ipnosi regressiva

E tu, ti sei mai chiesto chi eri nella tua vita passata?

In passato mi è capitato spesso di assistere ad alcune sedute di ipnosi regressiva in veste di ossevatore, per analizzare i risultati apparentemente stupefacenti, con il mio consueto approccio razionale ed esprimere le mie valutazioni e considerazioni che ti racconterò in linea generale, nel corso di questo articolo. Prima di entrare nel vivo dell' argomento, lascia che ti spieghi in cosa consiste tecnicamente l'ipnosi regressiva: è quella pratica carica di pathos e di tensione in cui il soggetto, portato in uno stato ipnotico, riuscirebbe a regredire con la sua memoria nel passato, riuscendo a ricordare dettagli o esperienze che avrebbe vissuto.
Andando sempre più a ritroso con la memoria e superando il muro dei primi giorni della propria nascita si arriverebbe (ovviamente direi) a ricordare con dovizia di particolari alcuni accadimenti vissuti nella vita precedente, nella quale era un nobile, un ladro o un cavaliere valoroso.
E tu, ti sei mai chiesto chi eri nella tua vita passata? 
Trascurando tutta una serie di domande legittime e di incognite misteriose legate alla reincarnazione, sull'ipotesi del reale funzionamento dell' ipnosi regressiva tuttavia si possono sollevare diversi dubbi nonostante molte persone addette ai lavori la considerino attendibile, influenzando l'opinione comune (come succede di solito con le notizie che rincuorano le nostre paure più profonde, come la necessità di considerare possibile una vita passata e di conseguenza avere la speranza di una vita futura). Ma vediamo i punti in cui non regge il peso della verità e in cui invece si possono insinuare delle crepe con delle semplici osservazioni critiche....
Ad esempio il fatto che difficilmente si possano trovare dei riscontri a conferma della realtà regressiva non aiuta certo a dar credito a questa ipotesi; raccontare vagamente di essere stato un guerriero che trascorreva intere giornate a cavallo  per poi, un malaugurato giorno, perire in battaglia, non alimenta la veridicità  di questo tipo di ricordi. 
Un altro fattore fondamentale per indurre uno stato di ipnosi è creare e caricare nel clima della seduta e nella persona sottoposta a questa pratica, un alto livello di suggestione.
La suggestione infatti è un'arma potentissima ed un elemento essenziale perché inibisce i nostri strumenti cognitivi di analisi razionale dei dati e le nostre censure logico-critiche facendoci accettare tutte le informazioni ricevute in maniera passiva e remissiva enfatizzando così la possibilità di essere, appunto, suggestionati e quindi manipolabili.
Diventa così un circolo vizioso difficile da prendere seriamente in considerazione.... Inoltre se si considera che tutta l'impalcatura della regressione si baserebbe sul funzionamento della memoria allora sarebbe meglio andarci “con i piedi di piombo”...
Perché, come funziona la nostra memoria?
Il nostro cervello non è un registratore che trascrive tutti gli eventi, li immagazzina in un archivio e ce li può far rivedere quando vogliamo esattamente così come sono successi. 
Purtroppo no.... a maggior ragione in uno stato di “disarmo cognitivo”...
Il ricordo è un processo attivo in cui costruiamo i fatti ripescandoli dalla memoria e nel quale siamo fortemente condizionati dalla nostra situazione emotiva....
Questo vuol dire che difficilmente ricorderemo la nostra cena dello scorso lunedì, ad esempio, ma saremo pronti a ricordare il nostro pomeriggio di quel lontano 11 settembre 2001 oppure la nostra serata più recente del 9 luglio 2006 quando la nazionale italiana di calcio vinse i mondiali.  Come hanno dimostrato anni di ricerca sperimentale, la memoria adotta un procedimento “costruttivo”, o ancora meglio, “creativo” ed è fortemente legata alle emozioni intense.
Eppure siamo sempre disposti a giurare che i nostri ricordi siano accurati.
Ti farò un piccolo esempio per dimostrarti come il nostro recupero dei ricordi sia “creativo”. Immagina te stesso stamattina durante la tua colazione: probabilmente ti vedi seduto ad un tavolo con il tuo caffè o il tuo latte, pronto per essere bevuto oppure in piedi appoggiato ad un bancone del tuo bar abituale con una brioche in mano che sta per essere addentata.... ma molto probabilmente stai immaginando questa scena al di fuori del tuo corpo, è così?  quello che vedi nella tua mente infatti non è il vero punto di vista dal quale hai vissuto e quindi osservato quella scena, ma è soltanto una ricostruzione “facsimile” a quella vissuta realmente che risulta essere perciò più vicina ad una ricostruzione che ad un vero recupero del ricordo.
Dunque, sia in uno stato normale di veglia e a maggior ragione in uno stato di ipnosi, durante il richiamo mnemonico di un evento, si possono inserire involontariamente dei dettagli, delle fantasie o delle volontà mai realmente avvenute, avendo però la convinzione che i fatti si siano svolti esattamente come li stiamo ricordando.
I piccoli vuoti di memoria inconsapevoli vengono colmati involontariamente e senza consapevolezza di questo passaggio, dalla creazione di “falsi ricordi” (in americano confabulation) e possono dipendere da una serie di fattori come:  problemi strettamente legati alla memoria, oppure al sonno, traumi fisici e psicologici, neuroni poco abituati a “sforzi” simili e, a volte, a causa della nostra necessità inconscia di auto aggiustarsi un po' la realtà.
Tutte queste belle motivazioni costruiscono un bel “pacchetto ricordi” piuttosto alterato ma carico della stessa intensità  di un ricordo reale.
Un classico esempio che senza dubbio sarà più o meno accaduto a molte persone, può essere quello legato ad un ricordo particolare della nostra infanzia. Di quella volta che “quando ero piccolo è successa quella tal cosa....non lo dimenticherò mai...” “è andata proprio così”... Probabilmente non avevamo l'età per poterlo davvero ricordare, e nemmeno per poter mantenere perfettamente inalterato un ricordo così a lungo, ma ad oggi siamo ancora convinti di ricordarlo nei minimi dettagli...
Cosa ci da questa sicurezza? Nel caso di ricordi provenienti da un passato lontano ad esempio, può succedere di aver rivissuto quell'evento più e più volte dai racconti dei nostri genitori, dei nonni o degli amici presenti, e che probabilmente ci hanno trasmesso anche l'emozione vissuta enfatizzando magari qualche dettaglio alterando un po' la narrazione per renderla più divertente, paurosa oppure più epica ed ecco che un ricordo viene rielaborato, modificato, alterato e successivamente ricordato per come non è andato, diventando però la nuova realtà di quel ricordo.
Si è potuto dimostrare questo meccanismo, noto in psicologia come “sindrome dei falsi ricordi”, anche durante alcuni processi in tribunale in cui i pazienti ricordavano traumi e violenze mai realmente subite, ma che semplicemente attraverso gli stimoli, i suggerimenti e le suggestioni impartite dal terapeuta hanno innescato inconsciamente fantasie di questo tipo, così fortemente radicate da sembrare reali. 
I falsi ricordi per caratteristiche creano alterazioni e allucinazioni qualitative della memoria in cui si ricordano eventi mai accaduti realmente, come le pseudomnesie, e alterazioni quantitative come le allomnesie in cui il ricordo reale viene modificato, compensato, alterato o distorto.  Se abbiniamo quindi, alla fallacia della nostra memoria, anche lo stato di leggera alienazione che ci provoca la suggestione ecco creati tutti i presupposti per una buona (e fantasiosa) riuscita di una seduta ipnotica regressiva. Insomma, ora che sappiamo quanto la mente e la memoria umana possano essere malleabili, sarebbe più appropriato considerare la cosiddetta “regressione ipnotica” come una pratica senza alcun fondamento scientifico in cui si mischiano combinazioni di ricordi, elaborazioni successive, sogni e fantasie.
Tutto sommato sembra più saggio e produttivo concentrarci in questa vita....

Marco Pessina - Ghosthunter.it

1 commenti

annamaria.emanuelli. :
Se.ci.sono.i.fantasmi.perche.non.ci.aiutono.contro.il.male.,della.guerra.nel.mondo. | martedì 12 gennaio 2016 12:00 Rispondi

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