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L'abusivismo pubblicitario?
Un'anomalia tutta italiana. Un'indagine di Italia Nostra svela le normative di altri Paesi, tra cui Regno Unito, Francia e Spagna. Tutti più virtuosi di noi. In Gran Bretagna le autorità locali autorizzano l'installazione dei cartelloni secondo criteri di protezione del paesaggio e sicurezza stradale.
Divieto sulle autostrade, così come nelle zone rurali, residenziali, naturali e nei siti di interesse culturale. Per intenderci, circa il 45% di Inghilterra e Galles. Un regolamento di per sé non molto diverso da quello nostrano, se non fosse che in caso di irregolarità il magistrato inglese che definisce la sanzione deve tenere conto del profitto illecito proveniente dall'affissione abusiva. In altre parole, la penale non è mai inferiore al guadagno illegale. In Francia esistono delle “zone di pubblicità autorizzata”, al di fuori delle quali si rischiano multe salate. I cugini d'Oltralpe hanno poi allungato le distanze tra i cartelloni e diminuito la loro superficie. Sintetica, efficace e federalista la Spagna: a livello nazionale, fuori dai tratti urbani delle strade statali, è vietata qualsiasi forma di pubblicità. Sul locale, ogni comunità applica norme proprie. Ma anche in Italia esistono oasi di legalità. La Sardegna si distingue in positivo dal resto della penisola per la viabilità provinciale, mentre nella Provincia autonoma di Bolzano sono ammesse solo pubblicità di interesse pubblico, relative a prodotti tipici locali, insegne temporanee legate a eventi o pre-insegne in prossimità di aziende.Sara Marmifero
Elisa Murgese
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