Come difendersi da un coerede ingordo?

Egregio Avvocato,
Le sottoponiamo il nostro quesito sicure che Lei potrà fornirci il suo autorevole consiglio per la risoluzione del nostro problema. Siamo tre sorelle comproprietarie di un immobile del quale ne deteniamo il possesso in misura del 25% ciascuna; l'altro 25% è di proprietà di una quarta nostra sorella. Il suddetto immobile, pur essendo di proprietà esclusiva di noialtre quattro figlie, è stato utilizzato da nostra madre, fin dalla morte di nostro padre, come abitazione principale in qualità di coniuge erede.

Qualche anno fa la nostra quarta sorella, dicendo di volersi separare dal marito, se ne andò a vivere arbitrariamente assieme a nostra madre senza però aver mai cambiato residenza anagrafica e fino ad oggi senza aver fatto la separazione legale; per cui risulta sempre sposata e con residenza anagrafica a casa del marito. Ora, a seguito della morte di nostra madre avvenuta qualche mese fa, lei continua ad occupare indebitamente l'appartamento rifiutandosi di voler trovare un accordo comune affinchè potessimo metterlo in vendita e dividerci il ricavato in quattro. La sua assurda pretesa è quella di rimanerci dentro, da sola perchè ha due figli sposati, chissà per quanto tempo.
Secondo Lei, Egr. Avvocato, quali possono essere le possibili soluzioni più convenienti per tutte da adottare? Questa nostra sorella può pretendere - con la sola sua quota di 1/4 - di approfittarsi di noi e fare solo i suoi comodi? Le spese varie, per le utenze dei contratti ancora in essere, a carico di chi sono? E nel caso le pagasse lei, in quanto usufruisce dell'immobile, potrà vantare in seguito qualche diritto? E, ci permetta una cattiveria, noi tre abbiamo avuto sempre il sentore che nostra sorella ne approfitasse, con la scusa dell'incompatibilità col marito, per andarsene a casa di nostra madre quando era ancora in vita, per poi rimanerci per sempre. Infatti, alla luce di quanto successo, avevamo pienamente ragione di dubitare. A questo punto ci viene anche da pensare che il marito fosse stato d'accordo con lei su questa sceneggiata e magari trovarselo assieme a lei nella nostra casa. Comunque la nostra ferma intenzione è sempre quella di liberarci di questo immobile e venderlo per recuperare un po' di soldi per ciascuna di noi. Scusandoci per esserci dilungate per esporre al meglio la situazione, nel ringraziarLa anticipatamente per l'attenzione che ci dedicherà e per i suoi preziosi consigli, distintamente La salutiamo.
L.A.S.

Gentili Signore,

quando un bene è in comune tra più soggetti può capitare (anzi capita molto spesso) che solo qualcuno dei comproprietari (o anche solo uno di questi) si arroghi il suo godimento “esclusivo”, il più delle volte approfittando del fatto che non sempre la natura della cosa comune permette – contemporaneamente - l’uso individuale di ciascun partecipante.
Orbene, se è pur vero, in generale, che l’utilizzo che il singolo fa della cosa comune non deve essere necessariamente proporzionato alla quota a ciascuno spettante, come accade ad esempio nel caso in cui gli altri contitolari non la utilizzano e consentono a chi fruisce anche di una quota minima di sfruttare il bene in tutta la sua estensione, tuttavia, l’articolo 1102 del Codice Civile precisa che il godimento dell’uno non può arrecare danno agli altri partecipanti ovvero impedire loro di parimenti utilizzarlo.
Un esempio concreto della regola sociale - purtroppo per lo più ignorata- per cui la libertà dell’uno finisce laddove inizia quella degli altri.
Dal racconto che mi avete fatto, è evidente che la Vostra quarta sorella non ha, allo stato, alcuna intenzione di comportarsi semplicemente quale comproprietaria, ma come unica proprietaria, un titolo che, con gli anni, se Voi glielo consentiste, potrebbe anche ottenere usucapendo la casa con un godimento esclusivo protratto e continuato (Cass. Civile sez. II 25 marzo 2009 n. 7221).
I rimedi per evitare che questo accada - a fronte della perpetrata ostinazione di Vostra sorella di non accettare un accordo che tenga conto delle esigenze di tutti i soggetti coinvolti - sono essenzialmente due.
Il primo, che, tuttavia, ritengo praticamente di impossibile attuazione pratica, sarebbe quello di accordarvi al fine di vendere le Vostre tre quote dell’immobile ad un terzo, che, in tal modo, comprerebbe ¾ della casa.
Nel quesito della missiva non è molto chiaro se l’acquisto del Vostro diritto di proprietà, ciascuna per il 25%, sia stato a titolo originario o derivativo.
Dal tenore del racconto in cui avete precisato che Vostra madre ha abitato nella casa di cui si discute in qualità di coniuge erede dopo la morte di Vostro padre, suppongo che si ricada nella seconda delle ridette ipotesi, e, quindi, che abbiate ereditato l’immobile di Vostro papà.
Se così fosse, prima di procedere, dovreste informare, con una raccomandata AR, Vostra sorella della Vostra intenzione di vendere e a quale prezzo, così da consentirle di poter esercitare il suo legittimo diritto di prelazione entro i due mesi previsti dalla legge, trascorsi i quali sareste libere di vendere ad estranei.
Tuttavia, non vedo davvero quale acquirente sarebbe interessato a comprare una porzione di immobile occupato, peraltro, da uno dei comproprietari che non intende andarsene!Si tratta, dunque, di una mera possibilità da manuale a mio avviso.
La possibilità, invece, che realmente avete per tutelarvi è quella di promuovere un giudizio di divisione del “bene della discordia” dinanzi al Tribunale competente, cui sarà coinvolta a partecipare anche la vostra quarta sorella.
La divisione dovrà avvenire, se possibile, in natura, cioè trasformando le quote ideali dei partecipanti in porzioni fisiche della cosa. Se il carattere del bene, tuttavia, non consentisse o rendesse scomoda la divisione in natura, si procederà all’assegnazione a uno dei partecipanti, interessato ad averlo, che corrisponderà agli altri il valore in danaro della loro quota; oppure, nell’ipotesi in cui nessuno dei comproprietari fosse interessato, si procederà alla sua vendita con conseguente ripartizione del ricavato.
In merito, preciso che è possibile, a meno che non intendiate assumere questa iniziativa immediatamente, con molta probabilità prima di iniziare il ridetto giudizio, che sia necessario esperire una procedura finalizzata a cercare di trovare un’intesa fra le parti, chiamata mediazione.
Il recente “Decreto del Fare”, approvato dal Governo Letta, ha, infatti, reintrodotto tale istituto nonostante la Corte Costituzionale, con sentenza del 06.12.2012 n° 272 , G.U. 12.12.2012, avesse dichiarato l’illegittimità costituzionale del d.lgs. 4 marzo 2010, n. 28 nella parte in cui ne prevedeva il carattere obbligatorio per alcune materie, fra cui anche la divisione.
Mi esprimo in termini di mera probabilità in quanto tutti noi operatori di diritto siamo in attesa della Legge di conversione del richiamato decreto che ha preso come riferimento temporale proprio la legge di conversione per determinare l’operatività di tali novità (art. 84, comma II, Decreto legge 21 giugno 2013 n. 69, recante “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia).
Onestamente, portando la mia esperienza professionale, la mediazione, purtroppo, si risolve quasi sempre in un nulla di fatto, avendo come unico effetto quello di aumentare le lungaggini del sistema giustizia.
Se c’è una volontà conciliativa, infatti, l’accordo si può trovare ben prima di andare, a pagamento, davanti ad un mediatore. Diversamente, è assai improbabile che la parte che non ne vuole sapere di trovare un punto di incontro, si decida solo perché a chiederlo è un terzo, che non ha alcuna autorità di imporre alcunché.
Ma, detto questo, che costituisce solo lo sfogo di un professionista, stanco di dover spiegare ai clienti il motivo per cui le cause durano tempi irragionevoli, e tornando al Vostro caso, il mio consiglio è quello di rivolgervi immediatamente ad un Legale affinché rappresenti alla Vostra quarta sorella, magari con una prima lettera, la serietà delle Vostre intenzioni di veder tutelati i Vostri diritti di coeredi comproprietarie.
E’ possibile che questo determini una reazione da parte sua, il primo passo, si auspica, verso una definizione bonaria della vicenda, che potrebbe contemperare gli interessi di tutte. Ad esempio, se voi foste dell’avviso di considerare anche un’altra alternativa alla vendita, Vostra sorella potrebbe continuare ad abitare la casa e pagarvi un affitto, proporzionato naturalmente al fatto che ne è comproprietaria.
Se così non fosse, in ogni caso, come detto, lo strumento della divisione potrà garantirvi, con le “cattive”, di ottenere ciò che Vostra sorella si ostina ad ostacolare, e, cioè la vendita del bene.
Non solo.
Se vostra sorella, per tutto il periodo in cui il bene è rimasto in comunione, ne ha goduto in via esclusiva, senza un titolo giustificativo, dovrà corrispondervi i frutti civili dello stesso, quale ristoro della privazione pro quota del bene comune e dei relativi profitti, con riferimento ai prezzi di mercato correnti dal tempo della stima per la divisione a quello della pronuncia (Cass. 6 aprile 2011 n. 7881; Cass. Civile sez. II, 27 agosto 2012 n. 14652). Quindi dovrà “risarcirvi” in denaro il mancato uso del bene a causa della sua condotta contraria alla legge.
Per quanto concerne, infine , gli altri quesiti che avete posto alla mia attenzione, in linea generale, posso dirvi che i comproprietari devono partecipare, in misura proporzionale alla rispettiva quota, alle spese di gestione del bene comune, così come al pagamento delle imposte.
Mentre, per quel che riguarda le utenze, per evitare qualsivoglia tipo di problema, vi suggerisco di segnalare immediatamente l’avvenuto decesso di Vostra madre alle Società con cui la stessa aveva stipulato i relativi contratti, disdettandoli, informando, preventivamente, la vostra quarta sorella che procederete in tal senso nel rispetto della normativa.
Nonostante, infatti, siano tantissime le persone che, per i motivi più svariati, compresa la pigrizia, subentrano di fatto nelle utenze di cui risulta formalmente titolare un parente, spesso un genitore o un coniuge, venuto a mancare, è bene sapere che questa prassi non è lecita e, peraltro, attualmente, è anche oggetto di accertamenti poiché ostacola i controlli incrociati a fini fiscali.

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23 commenti

Manuela :
Buongiorno avvocato, abbiamo un problema in famiglia che non sappiamo come gestire, cerco di sintetizzare: 1. Padre e uno dei due figli (il figlio minore) nel 1970 costruiscono casa come coltivatori diretti, la costruzione viene pagata interamente dal figlio più piccolo (tutte le rate del mutuo sono a nome suo) 2. Nel 1971, fanno una scrittura privata non registrata presso un notaio, dove l'altro figlio maggiore firma che riconosce che la costruzione della casa è stata pagata dal fratello e non vanta nessun diritto. 3. Nel 1972 fanno il rogito della casa con il padre intestatario della casa. 4. Muore padre e fratello maggiore 5. I figli del fratello maggiore sono in comunione ereditaria da 22 anni con lo zio che si è pagato la casa. 6. Lo zio vuole dividere l'eredità (ci sono anche terre e capannoni), ma i nipoti pretendono anche una quota della casa e l'affitto arretrato per 22 anni della loro quota. 7. Preciso che nel 2004 lo zio si fa un contratto d'affitto unilaterale (per lavoro) di tutto il terreno in comunione compreso anche quello sotto casa che i nipoti disdicono dopo due anni. La domanda è: che diritti e doveri (x casa) hanno i figli del fratello maggiore nei confronti dello zio? Lo zio per quanti anni deve rendere l'affitto visto che ha utilizzato la casa in via esclusiva? La ringrazio moltissimo. | giovedì 30 ottobre 2014 12:00 Rispondi
sabrina :
Buongiorno avvocato le volevo chiedere una delucidazione in merito alla divisione di una proprietà fra tre fratelli esiste il diritto di decidere come figlio maggiore cosa fare della casa e gli altri due fratelli al seguito? Grazie e buona giornata | domenica 07 giugno 2015 12:00 Rispondi
Andrea De fazio :
Buonasera avvocato le volevo chiedere una delucidazione in merito alla divisione di una proprieta'(appartamento)fra tre sorelle,una di loro non essendosi mai sposata ha convissuto con i propri genitori ed attualmente vive ancora all'interno dell'appartamento le altre due (una mia madre)sono sposate,mia madre vive in un appartamento popolare mentre l'altra sorella ha un appartamento di proprieta',di comune accordo hanno deciso di recarsi dal notaio per la suddivisione dell'immobile.La mia domanda e':in caso di morte dell'attuale residente muore la casa viene suddivisa alle altre due sorelle in parti uguali?e nel caso in cui dovesse muorire una delle altre due sorelle come verrebbe suddivisa la proprieta'?grazie | venerdì 28 agosto 2015 12:00 Rispondi
Ugo Martellucci :
Egregio Avvocato, gradirei avere delucidazione su un problema dovuto alla corresponsione mensile di somme date da mia madre defunta ad un mio fratello. Mia Madre, ha corrisposto per parecchi mesi un'assegno mensile di €. 1.000,00 a mio fratello, per circa €. 50.000,00, con l'impegno sottoscritto da ambedue di restituzione, dopo la sua morte di un terzo della somma ai due fratelli coeredi. Alla morte di mia madre ho richiesto la mia quota a mio fratello ma, lo stesso si rifiuta di corrispondermi l'importo di €. 16.600,00 a me spettante. Esiste una norma che gli imponga la restituzione di quanto a me dovuto. In attesa di cortese riscontro, Le porgo distinti saluti. | sabato 17 ottobre 2015 12:00 Rispondi
riccardo :
Se ci riesci fammelo sapere.... potrei riavere 100.000.000. dati dai miei allo stesso modo al mio "anagraficamente parlando" fratello nel 1992...... ci si comprava un appartamento che oggi vale 250.000 euro.... vedi tu! purtroppo la legge non esiste..... anzi assiste chi è più furbo o prepotente! in bocca al lupo! | mercoledì 04 novembre 2015 12:00 Rispondi
Luisa :
Buona sera Avvocato. Vorrei sapere il suo parere riguardo ad una questione di eredità. Il nonno di mio marito, mancato quest'anno, ha lasciato in eredità un immobile senza testamento. Aveva tre figli, due dei quali, in passato (circa 25 anni fa), hanno già avuto in dono delle somme di denaro (rispettivamente 500 mila euro e 300 mila euro). Non c'è alcun documento che attesti queste "donazioni", sono passate semplicemente in cavalleria. L'altro figlio, il terzo, non ha mai percepito niente perché mai bisognoso visto che abitava con il defunto padre (ma ha sempre e cmq concorso alle spese quotidiane di casa). Non avendo lasciato alcuno testamento, la casa che ha lasciato, sembra si debba dividere per tre (i figli), e ovviamente questi, vogliono la loro parte ma a me non sembra assolutamente giusto perché, in passato, hanno preso già la loro parte. La legge può tutelare il terzo figlio in qualche modo o è stata solo negligenza del nonno a non lasciare un testamento? Si può fare qualcosa? La ringrazio in anticipo per un' eventualmente risposta. Luisa. | mercoledì 18 novembre 2015 12:00 Rispondi
Agnese D'Addato :
Buongiorno Avvocato, vorrei chiederle cortesemente in quale percentuale dovrebbero essere ripartite le spese condominiali per un appartamento posto al secondo piano ereditato da tre fratelli e occupato dalla morte della mamma tre anni fa da un fratello come prima casa e che attualmente ha sempre pagato lui tutte le utenze già a suo nome e le spese condominiali. Le due sorelle non hanno mai preteso nessun affitto in cambio delle spese condominiali e del pagamento dell'Imu. Ma ora in attesa della vendita dell'appartamento vorremmo riscuotere un simbolico affitto accollandosi le spese condominiali spettanti ad ognuno e per questo vorremmo sapere cosa ci spetta. La ringraziò e la saluto cordialmente. | domenica 13 dicembre 2015 12:00 Rispondi
cesare cacciamani :
Buongiorno Avvocato, vorrei sapere come e quali spese di casa "bollette varie e vitto" vanno divise e in che percentuale: tre figli eredi più una nipote figlia di un fratello deceduto.Dobbiamo accudire la nostra madre di 86 anni che prende la reversibilità della pensione del marito, e risiede nella casa ereditata, e io convivo con Lei. Dal 2012 mi sono accollato tutte le spese di casa e( mantenere mia figlia all'Università) dopo varie lamentele con le sorelle, dicendogli che mi sembrava di stare in affitto, loro rispondevano " ma tu ci abiti" adesso voglio sapere come funziona il tutto. (comunque chiedo consiglio, perchè sono intenzionato a fare causa "tanto tutti i soldi della successione senza testamento se ne sono appropriate loro". Tanto con niente sono rimasto e sicuramente niente perdo. La mia quota di successione di casa al momento, la regalo al comune di residenza, e quando sarà "più tardi possibile che mamma non ci sarà più" regalo successivamente la seconda quota che mi spetta. Vorrei sapere quali sono le regole? Dimenticavo ad assistere mia madre è stata messa una badante. Grazie | martedì 05 gennaio 2016 12:00 Rispondi
paolo :
Salve,volevo sapere in generale le regole di successione che riguardano gli immobili,le espongo il mio caso: in quattro fratelli abbiamo ereditato l'appartamento della quinta sorella morta,due fratelli in pratica non vogliono vendere mentre io e i figli di mio fratello(morto anni fa) vogliamo vendere perchè non possiamo accollarci le spese di mantenimento della casa,le chiedo: se i figli di mio fratello morto mi cedono la loro quota divento l'erede con maggior quota?(potendo vendere?) se si, possono fare la stessa cosa anche gli altri due fratelli,trovandoci di nuovo in situazione di parità? Grazie e cordiali saluti | giovedì 07 gennaio 2016 12:00 Rispondi
rufina :
Gentile Avvocato, Le racconto, brevemente, la mia situazione. Ho collaborato per 5 anni circa in uno studio privato, senza alcuna forma di contratto. Il responsabile, titolare, dell'ufficio mi ha consegnato degli effetti (cambiali) a garanzia di due anni di lavoro per un importo totale di € 30.000, che potrebbero essere poste all'incasso. Siccome l'emittente (che e' sempre il titolare dell'ufficio) e' persona deceduta, gli unici responsabili sono, ovviamente, gli eredi. Ho contattato l'unico erede figlio, che alla mia richiesta, mi ha risposto che, non avendo alcun contatto con il de cuius padre da circa 20 anni, al momento, non ha assunto la qualità di erede e ha, anzi, dato mandato a un legale per il deposito, presso il Tribunale di Roma, di un’istanza per la nomina di un curatore dell’eredità giacente ex art. 528 e ss. cc. Pertanto, non sara' lui ma la figura nominata dal Tribunale l’unica legittimata a intervenire su tutte le posizioni creditorie e debitorie del de cuius. Infine, si e' offerto di farmi sapere chi sara' il curatore, appena interverra' la nomina. Pertanto, chiedo a Lei, cosa devo fare? Aspettare che mi faccia sapere il figlio chi e' il curatore? Oppure sara' il curatore che mi contattera' per avere informazioni sulle pratiche seguite in ufficio, dove ero l'unica persona che collaborava con il de cuius? Oppure procedere per le vie legali presentando, prima della nomina del curatore, una istanza di precetto in Tribunale? La ringrazio anticipatamente e resto in attesa di un suo gradito riscontro. Cordiali saluti. | domenica 28 febbraio 2016 12:00 Rispondi
Giovanni :
Buonasera avvocato il mese scorso mia zia sorella di mio papa e deceduta , premetto che mia zia e lo zio sono senza figli e ulteriori nipoti io sono l'unico loro nipote , lo zio avrebbe un unico cugino di cui non sa la sua esistenza . Ieri lo zio voleva che andassi nello studio del suo notaio per farmi rinunciare all'eredità francamente io per telefono lo informato che non avrei rinunciato all'eredità così lui si è infuriato. Sono anche a conoscenza che lo zio qualche giorno precedente la morte di mia zia si è recato in banca per vendere dei titoli vari per un valore di 125.000,00 euro depositando tutto su un nuovo conto corrente intestato solo alla sua persona inoltre dal conto cointestato con mia zia prelevava la somma di 68.550,00 euro e li versava sul,nuovo conto così come i 125.000,00 euro .inoltre mia zia e lo zio sono proprietari di 3 appartamenti 2 sono dati in affitto mentre nel terzo appartamento viveva mia zia e lo zio , oggi vive solo lo zio. Ora la mia domanda è che non capisco la sua azione di aprirsi un nuovo conto lasciando sul conto cointestato alla zia solo la somma di 12.550.50 euro, mia zia e morta per causa di un tumore e già da oltre 15 giorni per alleviare i dolori gli veniva somministrata la morfina in ospedale hospis . Adesso le chiedo come mi devo comportare con lo zio che vuole che rinunci all'eredita , mia zia a senpre sostenuto che un domani sarei stato lunico erede in quanto unico nipote figlio unico . Se mi può dare un aiuto le sarei grato gentile avvocato | venerdì 08 aprile 2016 12:00 Rispondi
Sabrina :
Abbiamo un problema in famiglia! Siamo quattro eredi germani. Uno dei quali, primogenito, da primo matrimonio. Ottiene una quota di maggioranza 50%, da testamento zia paterna, su due abitazioni con terreni. 50% da prima moglie, su una villetta con giardino. Riconosciuta la maggioranza viene stabilito nel rimanente 50% la comunione ereditaria. Sciolta in primo grado come segue: Prima massa . un bene viene assegnato al ghiottone(durante la comunione né usufruiva in toto con annessi vigneti, adibendolo a sua residenza famigliare, facendo lavori, escludendo ci completamente) 2 bene, prima massa ( zia babbo) viene assegnato a moglie e figlie insieme.( il ghiottone lo aliena a terzi, senza NS permesso ) NATURALMENTE CI SONO I CONGUAGLI. IL SECONDO MASS Viene attribuito al ghiottone che siccome è residenza famigliare, ci vede ancora oggi presenti. I conguaglio qui sono a favore NS, naturalmente. Cosa fa il ghiottone? Impugna, entra nel secondo grado e forza un uscita... Come comportarci? | venerdì 20 maggio 2016 12:00 Rispondi
Katjuscia :
Salve avvocato, vorrei porle il mio quesito. Siamo 3 sorelle e un fratello, i miei genitori hanno venduto la parte di appartamento sopra il loro a mio fratello, ci avevano chiesto a voce se per noi non era un problema lasciarlo a lui che si doveva sposare, abbiamo accettato ma senza firmare davanti nessun notaio. Ora le sorelle come si devono comportare un giorno per la divisione dri beni dei miei? Posso rivalermi sulla mia parte di casa visto che dalla vendita i miei genitori a noi sorelle non hanno dato nulla? I miei vivono sotto a mio fratello in un bilocale mentre mio fratello si è preso il trelocai piú la mansarda, mentre noi sorelle siamo tutte in affitto. Contando che dal 1989 al 1999 ho sempre dato la mia busta paga intera in casa e gli altri nemmeno una lira mi spetterebbe qualcosa in piú? In un futuro ci possiamo rivalere sulla casa di mio fratello?grazie | giovedì 02 giugno 2016 12:00 Rispondi
Claudia :
Buongiorno Avvocato, siamo 4 fratelli e in due abitiamo in due appartamenti dei genitori che sono ancora in vita. Non paghiamo l'affitto. Alla morte dei genitori i fratelli possono pretendere da noi i soldi dell'affitto che non abbiamo pagato ai genitori? Premetto che i genitori non l'hanno mai né richiesto né voluto. Ringrazio e saluto. Claudia | giovedì 23 giugno 2016 12:00 Rispondi
Katia :
Buongiorno, mia madre è deceduta 3 mesi fa e viveva in un alloggio popolare, mio nipote ha chiesto la residenza prima del decesso e non gli è stata data,così ha deciso di occupare senza sentire ragioni ora gli avvocati si rivolgono ovviamente a tutti gli eredi...come posso difendermi?io avrei gestito la cosa i maniera corretta e come avrebbe fatto mia madre...basta la rinuncia all' eredità ?Cosa posso fare? | martedì 28 giugno 2016 12:00 Rispondi
Marco :
mio padre è morto, senza lasciare un testamento aveva una attività con un socio adesso l' attività viene chiusa, poi si deve dividere l' immobile con il socio, una volta diviso lo devo ridividere . Una quota la mia una di mia sorella e una di mia madre. mia sorella vuole tutto lei cedendomi la casa sempre di mio padre io invece voglio continuare a lavorare, e fare lo stesso lavoro che faceva mio padre perchè io un lavoro nn cel' ho mia sorella si. se mia madre mi cede la sua quota, e la quota della casa di mio padre la cede a mia sorella io posso continuare a lavorare se ho due parti e mia sorella una parte sola. Grazie | martedì 26 luglio 2016 12:00 Rispondi
antonio :
Ciao, avvocato devo comprare una casa e la nipote della proprietaria si oppone. I titoli della nipote , aveva uno sfratto in corso e la zia la ospita il tempo giusto per trovare una casa in affitto , poi passa un anno e piu e loro non vanno via e allora la zia gli dice almeno pagatevi la corrente, cosi dopo tre anni la zia vuole vendere la casa a ME e la nipote non vuole lasciare la casa , come bisogna fare, posso comprare con la nipote e poi la chiedo di lasciare la casa? | sabato 20 agosto 2016 12:00 Rispondi
Mirella :
Buongiorno avvocato, mio marito è mancato per un incidente stradale. Da tempo conviveva con un'altra donna da cui ha avuto dei figli. Volevo sapere come poter riscuotere TFR e le mensilità non riscosse del lavoro. La sua convivente continua a non richiedere al giudice tutelare il nulla osta . La mia domanda è: È possibile avere la mia parte? Per quanto riguarda l' assicurazione vita me stata liquidata la mia parte. Come posso muovermi per ottenerla? Cordiali saluti | lunedì 10 ottobre 2016 12:00 Rispondi
Laura :
Salve nel dopo la morte del mio Papa abbiamo fatto la successione dove si evince che mia mamma ha la quota maggioritaria, e io e mia sorella uniche figlie due quote uguali. Volevo sapere quando mia Mamma non ci sarà piu' e visto che mia sorella vive con mia madre avendo anche una casa di sua proprieta' come posso rivalere i miei diritti in termini economici? | sabato 15 ottobre 2016 12:00 Rispondi
anna Petrizzelli :
Salve sono Anna mia madre da due anni convive con mio fratello in una casa popolare ma la convivenza è diventata ingestibile proprio per la vita di una anziana pretendono solo che mia madre dia conto loro della sua pensione ma del resto più volte se si tratta di gestire la sua salute o anche una passeggiata dicono di non aver fatto nessun contratto che spetti a loro dichiarono che lei deve fare la sua vita e loro la propria privandola di cucinare ed altro miaadre passa loro 200euro al mese solo per un primo piatto una doccia alla settimana e da sottineare che ha prestato 13.00 euro per ristrutturare la cass mai restituiti mia madre non vuole più convivere co. Loro cosa possiamo fare? | lunedì 17 ottobre 2016 12:00 Rispondi
maria :
Egr. Avvocato, le pongo questo quesito. Sono figlia unica nel giro di un hanno e mezzo ho perso entrambi i genitori, mi hanno lasciato in eredita' un bene immobile. Tenga presente che ho due figli, uno lavora e coi nvive con la fidanzata e stanno bene, (non hanno problemi economici dato che hanno una entrata di 4000,00 euro mensili). Il secondo figlio e la sua fidanzata da due anni vivevano con mia mamma la quale, anziana e malata. Con la morte di mia mamma le ho detto di rimanere pure ad abitare li, basta che si pagassero loro le spese, e cosi stanno facendo. Ora purtroppo il mio primo figlio vuole sbatterlo fuori perché dice che la metà di quella casa è anche sua e vuole i soldi da suo fratello facendolo indebitare con la banca per un mutuo, tenga presente che lui non lavora ancora e paga la fidanzata qualcosa di questa casa. Adesso chiedo ma della mia eredità non posso fare quello che voglio? O devo chiedere il permesso a qualcuno di quello che faccio? In attesa di un consiglio portò distinti saluti. Maria | venerdì 21 ottobre 2016 12:00 Rispondi
Luci mura :
Geg. Avv. Vorrei farle una domanda :: mio padre è morto nel 94, io abito in toscana, quando hanno fatto la successione, siamo 7 fratelli, non mi hanno avvisato, io non sapevo neanche che c'era, le chiedo non avendo firmato ho diritto alla mia quota dopo la morte di mia mamma? Grazie | lunedì 24 ottobre 2016 12:00 Rispondi
Antonio :
Salve avv. Io sono proprietario di una casa con altri 3 fratelli siccome questa casa e chiusa da ormai 8 anni io avevo pensato di venderla dal tronte anche i miei fratelli ma in questi anni abbiamo ricevuto solo richieste di affitto,e solo io ed un altro fratello abbiamo pensato di fitare la casa gli altri due non è vogliono sapere quindi siamo pari come fare ? Se ormai per per due anni non si vende ed io necessito di questi soldi?? | lunedì 21 novembre 2016 12:00 Rispondi