Il gassificatore, una storia già vista in passato


Trasferitomi con la famiglia nel 1994 a Robbiano, partecipai con i cittadini del territorio associati nella Pro Loco Robbiano-Bellaria (Robbiano comune di Mediglia, Bellaria comune di Peschiera Borromeo) a svariate iniziative per denunciare le sofferenze che l'attività della cava determinava ai cittadini delle due comunità: problemi di viabilità, problemi di inquinamento da gas di scarico e da polveri, dovuto ai mezzi per e dalla cava, inquinamento acustico, problemi alla falda acquifera, con la fine dei fontanili della zona, possibili problemi idrogeologici legati alla vicinanza del fiume Lambro, ricevendo la solidarietà di numerosi organi di stampa e in particolare de “Il Cittadino” di Lodi. Poichè si rafforzava sempre più il sospetto che le precedenti assicurazioni del Comune e della Provincia sulla certa chiusura della cava potessero non essere mantenute, ci si mosse anche a livello delle diverse rappresentanze istituzionali per scongiurare che la cava di Robbiano non fosse inclusa nel nuovo piano cave provinciale decennale in allestimento.
Personalmente portai il problema in Comune, in Provincia, in Regione, al presidente del Parco Agricolo Milano Sud, al difensore civico della Provincia e a quello della Regione, alla Commissione Ambiente della Regione, allora presieduta dalla consigliere Ferretto. Tutti mostrarono solidarietà e promisero impegno fattivo per dare aiuto, tutti però precisarono pure che il loro era solo un ruolo consultivo e non deliberativo. Quando nel 1996 il piano cave arrivò in Consiglio regionale includeva come polo estrattivo il territorio di Robbiano e Bellaria, motivando la decisione alla necessità di reperire inerti per l'alta velocità e alla difficoltà di individuare altri siti con il consenso delle altre amministrazioni comunali.
Con nostra sorpresa scoprimmo che il sito per la nuova attività di cava era già stato acquistato dalla società che aveva precedentemente sfruttato la vecchia cava, che il sito era collocato in territorio ancor più prossimo alle recenti costruzioni realizzate con regolari autorizzazioni, che non erano stati imposti accorgimenti che mitigassero gli impatti ambientali denunciati, ne nuovi percorsi viari, ne schermature fono assorbenti, ne altro. In un batter d'occhio il Comune diede la concessione edilizia per la collocazione dei nuovi impianti, immediatamente disponibili e che, a detta dell'Assessore regionale all'Ambiente, erano tecnologicamente avanzati, ma per i cittadini risulavano degli ecomostri altamente rumorosi.  È superfluo precisare che la nuova collocazione, la maggiore efficienza degli impianti, l'assoluta mancanza di interventi per contenere gli effetti resero la situazione insostenibile. La cosaportata a conoscenza degli organi di informazione, stampa e televisione, non venne degnata di alcuna attenzione.
Alcuni di noi hanno poi mantenuto la battaglia, il Comune ha realizzato una bretella viaria mitigando le conseguenze dell'aumentato traffico, la ditta titolare della concessione estrattiva ha realizzato dopo l'intervento dell'Arpa una barriera costituita da una collinetta piantumata per attenuare il rumore, ma insufficiente, come accertato recentemente di nuovo dall'Arpa.
Nel 2006, con la definizione del nuovo piano cave provinciale decennale, lo stesso percorso: cambiati i personaggi, simili i risultati. Alla cava di Robbiano veniva rinnovata l'autorizzazione all'estrazione con la stessa motivazione, necessità di inerti per l'alta velocità e naturalmente per una residua disponibilità di inerti con impianti già operativi. Unico fatto positivo che la quantità disponibile era tale da non poter sostenere l'attività di cava per gli altri 10 anni previsti dalla concessione. A tutt'oggi la cava funziona da 33 anni rispetto ai 20 previsti dalla legge regionale sulle cave.
Oggi, dopo il nuovo intervento dell'Arpa per inquinamento acustico e la valutazione della Provincia che tutto l'estraibile sarà stato estratto entro gennaio 2010, con un intervento di ripristino ambientale da realizzarsi entro il 2011, la ditta concessionaria parla di attività in stand-by, di rammarico di non poter ulteriormente utilizzare macchinari tanto tecnologicamente evoluti, parla di aver già intrapreso il ripristino ambientale (ma non dice che tipo di ripristino ambientale), ha sospeso la realizzazione delle strutture capaci di contenere l'inquinamento acustico prescritto dall'Arpa ma si dice disponibile a realizzarlo immediatamente se ecc. ecc..
Insomma, il sospetto è di star per essere di nuovo presi in giro, con la connivenza di tutti, ma con tutti che si dichiarano paladini del cittadino per ottenere consenso e anche per ottenere un ritorno economico, attraverso l'acquisizione dei benefici economici per l'istituzione prevista dalla legge e utili per la realizzazione di opere sul territorio, cosa anch'essa capace di promuovere consenso per sè e per la propria parte.
L’eventuale perdita del consenso dei pochi cittadini direttamente colpiti dalla sofferenza (vedi Robbiano) è largamente compensata dal consenso di quelli conquistati dalle affermazione di principio e dalla realizzazione di interventi  possibili per il ritorno economico previsti legge.
La lettera è un po’ lunga, ma è il riassunto di un vissuto che va dal 1992 ad oggi. Tutta l'attività avuta nella vicenda è documentata da un carteggio raccolto in più classificatori. Trasferitomi a Mediglia, immaginavo di poter continuare e sviluppare un po’ di lavoro politico una volta messomi in pensione, ma questa vicenda ha bruciato anche questo progetto.
Quel poco che sono riuscito ad ottenere per la cava lo ho anche potuto fare per il ruolo avuto quando in servizio e di conseguenza la disponibilità ad ascoltarmi da parte di coloro che in quel momento gestivano il problema.
Faccio i miei auguri a chi si sta impegnando per scongiurare la realizzazione del gassificatore.

Distinti saluti.
                   
 

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