Aiuto, disabile solo e abbandonato da tutti, in mezzo ad una strada, nell'indifferenza generale

Il Consigliere comunale Pierangelo Avanzi lancia un grido di aiuto «Non sappiamo nemmeno come comunicargli che per lui la condanna di 17 anni di carcere sarà estesa a vita in mezzo alla strada»

Mediglia, 28 aprile 2015 – Da qualche settimana si è manifestata una emergenza abitativa per un 54enne disabile poliomielitico dalla nascita, aggravata da una operazione ad un piede che lo ha costretto quindi sulla sedia a rotelle. Il nostro M.V. è un ex detenuto (17 anni circa) con un percorso di vita abbastanza travagliato tra alti e bassi, con tentativi di creare ogni tanto anche qualche cosa di positivo senza esiti fortunati. Dopo un percorso post carcere, caratterizzato da passaggi in cooperative di ex detenuti e associazioni a scopo benefico, dimostrando con una certa fatica, quantomeno apprezzabile, un reinserimento in società. E’ una persona che nella vita non ha mai avuto l’opportunità di avere una guida che gli inculcasse dei sani principi e dove nemmeno l’ambiente dove ha vissuto e che lo ha sempre circondato non è mai stato favorevole allo scopo. Negli ultimi anni il tentativo di reintegro e riabilitazione nei confronti della società in una importante associazione di un capoluogo lombardo, proferendo l’impegno attivo nell’assistenza ai senza tetto, disabili e anziani. Lì purtroppo è incappato in una serie di spiacevoli accadimenti appesantiti forsanche da valutazioni al di sopra del dovuto che lo hanno obbligato, suo malgrado, a lasciare quell’associazione riavvicinandolo a Mediglia, comune dove è cresciuto e ha dei parenti stretti. Quì, costituisce egli stesso una associazione benefica per svolgere piccoli servizi in favore di anziani e disabili; per necessità burocratiche vincolate al suo trascorso, nel richiedere la disponibilità di locali comunali per insediare la sede dell’associazione, il nostro ha dovuto delegare la rappresentanza della stessa associazione a terzi che una volta ottenuto l’affidamento non hanno pensato due volte a scaricare il povero malcapitato. Allo stesso tempo, M.V. si è visto venir meno, oltre che dell’associazione che aveva creato, anche di una dimora dove dormire: nella vecchia sede lasciata per quella comunale aveva a disposizione una stanzetta, servizio igienico e una branda per il ricovero notturno. Dopo un tentativo, non andato a buon fine, di concordare un modesto affitto per un locale, da oltre un mese il nostro è stato ospitato per la notte da un cittadino e da un paio di associazioni che in alcuni frangenti lo hanno accomodato alla meno peggio; questa diponibilità ad oggi si è annullata per impedimenti oggettivi di altra natura. Nel frattempo alcuni consiglieri comunali hanno perorato la causa mettendo a conoscenza della situazione le istituzione locali e non solo; ci si è rivolti a tutte le associazione umanitarie presenti sul territorio senza esito. Lui, che percepisce una pensione di € 280,00 mensili, non può eleggere residenza perché senza fissa dimora, non può avere un medico, il comune non può aiutarlo perché non è residente, inoltre risulterebbe comproprietario di una piccola quota dell’appartamento dove risiedono la madre e la sorella del quale non ne vogliono assolutamente sapere di dargli ospitalità. Da domani la persona è in mezzo ad una strada in stato di assoluta disperazione – la famiglia non ne vuole sapere. L’unica prospettiva è quella di rivolgersi, nelle sue condizioni di disabilità, ad un centro di accoglienza dove durante le ore del giorno sarebbe messo alla porta senza sapere cosa fare e dove andare con tutte le limitazioni della sua disabilità. Inoltre la sua personalità è fragile e facilmente assoggettabile da frangenti esterni e lui ha necessità di essere assistito da una guida per evitare di incappare nuovamente in brutte strade. Questa per lui, non è una prospettiva ed ha bisogno di aiuto, potrebbe rendersi utile a svolgere modesti lavori manuali e pare che nessuno sia disposto ad aiutarlo. Ad oggi, non si hanno in nessun modo prospettive di risoluzione al problema, anche quando per altre situazioni di emergenza (assolutamente non meno importanti), associazioni umanitarie si stanno rendendo estremamente attive mentre, pare che del nostro, per il suo trascorso, non meriti di nessuna considerazione. Non sappiamo nemmeno come comunicargli che per lui la condanna di 17 anni di carcere sarà estesa a vita in mezzo alla strada… cerchiamo un aiuto per denunciare questa tragedia, nella speranza che qualche Organizzazione e/o Ente possa farsene carico e siamo a chiederVi un aiuto nella divulgazione del problema. Grato per l’attenzione Cordialità

Pierangelo AVANZI – Consigliere Comunale del Comune di Mediglia

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