Non si faccia populismo, l'8% degli oneri di urbanizzazione secondaria destinato alla Chiesa a Peschiera non va sprecato

Commento all’articolo della Sig.ra Franceschi Tedeschi apparso su 7 giorni (N. 3 - 13 febbraio 2013 – pag. 12) e pubblicato on line.
Cristianamente sarei chiamato a porgere l’altra guancia ma, sig.ra Tedeschi, spero mi perdonerà se, nel tentativo di capire alcune questioni da Lei sollevate, partirà qualche fendente…
Spero che alla fine qualcuno riuscirà anche a mettere in dubbio il termine “privilegi” che lei ha usato, cavalcando l’onda populista che, ora come ora, fa percentuali importanti.

Oneri di urbanizzazione secondaria: magari la gente non sa che l’8 per cento di quelli finisce alla chiesa cattolica; però forse la gente non sa neppure dove finisce l’altro 92% e neppure il 100% di quelli di urbanizzazione primaria e neppure il 100% di quelli per il contributo sul costo di costruzione e neppure il 100% di quelli per demolizione.
Ci spiace pensare che una buona parte di quegli oneri potrebbe essere finita nelle maglie di inefficienza amministrativa o nelle inutili medaglie di “San Carlone”, distribuite porta a porta.
Possiamo discutere se la legge in oggetto sia “sbagliata” o meno (come definire sbagliato, in democrazia, quanto deciso dalla maggioranza?): se ci sarà da rimetterci mano, gli anticlericali vorranno la percentuale a 0, mentre io la preferirei al 10% (cifra tonda) perché immagino come saranno impiegati.
Infatti, grazie a quell’8% da destinare alla cura e alla manutenzione degli immobili (come indicato dalla legge citata) e nell’ultimo ventennio anche alla realizzazione delle chiese di Bettola e Zelo, le comunità parrocchiali possono destinare ad altro le poche risorse disponibili: spese ordinarie, luce, riscaldamento, ecc. con la finalità di garantire tutte le attività che, nelle varie comunità parrocchiali, vengono svolte anche a servizio dell’INTERA collettività.
Ma non solo: è così possibile destinare risorse anche ad altro…
Prendiamo per esempio il caso delle scuole dell’infanzia parrocchiali di Peschiera. Nonostante ciò che molti credono, non sono scuole private, ma paritarie, cioè parte del sistema pubblico di istruzione! Ai genitori si chiede una retta che non copre neppure il 50% delle spese complessive (strutture, insegnanti, bollette, mensa interna, ecc…). La retta viene calmierata proprio perché l’accesso sia per tutti, cioè pubblico, anche grazie ai contributi regionali (obbligatori) e a quelli comunali (facoltativi, deliberati contestualmente al piano per il diritto allo studio e sempre in diminuzione anche percentualmente negli ultimi 4 anni). Su questi ultimi tenga conto che il comune arriva ad erogarli 6 mesi dopo averli deliberati!!! 
Consideriamo il caso del Centro di ascolto Caritas o del Banco Alimentare: da un lato il comune chiude lo sportello immigrati e riduce il finanziamento ai Servizi sociali, dall’altro le parrocchie (per merito dei volontari) devono incrementare aiuti e servizi, non solo agli stranieri!
Pensiamo agli oratori e alle loro attività: solo Bettola e Zelo, la scorsa estate, hanno accolto 650 ragazzi per 5 settimane.
Prendiamo in considerazione le attività sportive all’interno degli oratori: solo per riscaldare le strutture durante il periodo invernale si spende moltissimo (1900 euro è la bolletta del gas solo per dicembre esclusivamente per la tensostruttura di Zelo). L’iscrizione a quelle squadre è accessibile a tutti, senza tessere parrocchiali e a prezzo più che ragionevole.
Ovvio che, se il rimborso del Comune per la ginnastica dolce non copre neppure le spese per il riscaldamento e per l’Imu (d’ora in poi da pagare in questi casi), la parrocchia dica no allo svolgimento di quell’attività nei propri locali, perché piuttosto che impiegare le risorse dell’8% per “rifare elemosina” al Comune è meglio destinarle ad altro.
Ecco, forse adesso si può intuire come, almeno quell’8% degli oneri di urbanizzazione secondaria, non venga sprecato.
Mi intristisce però profondamente il riferimento conclusivo a don Renato Bettinelli: chiedere di rispettare la legge, come ha fatto da responsabile della Comunità Pastorale è forse ingiusto o illegale?
Perché omette (o non sa) che il nostro comune ha appena (dicembre 2012) erogato l’8% richiesto nel 2010, mentre Robbiano (stessa Comunità di San Carlo) ha già ricevuto dal Comune di Mediglia quanto richiesto e deliberato per il 2012???
Ecco, come sempre la verità sta sempre un po’ altrove… già, dove i cittadini non sanno…
Emanuele Mancini

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