Elisabetta Cipollone chiede rispetto per la memoria del figlio

Elisabetta Cipollone torna sui fatti tragici che portarono alla morte del figlio

Come madre e come Vittima non dovrei dare spiegazioni ad alcuno, bensì raccogliere l'affetto, la vicinanza ed il rispetto per ciò che mio figlio, la mia famiglia ed io abbiamo subito a far data dal 29 gennaio 2011.
Per quanto mi sia imposta di vivere con dignità e silenzio il mio insuperabile dolore, non posso ora più tacere né soprassedere a fronte di chiacchiericci e falsità che ledono ed offendono l'onore, il decoro, la reputazione, la memoria di mio figlio, Andrea De Nando, che non può difendersi essendo morto il 29 Gennaio 2011 per mano o, meglio, per guida scellerata del Signor A.C. conducente dell'auto di proprietà della Signora T.S.

Non avrei mai pensato che dopo l'omicidio di mio figlio, due gradi di giudizio ed una pronuncia della Cassazione penale, a mio figlio Andrea sarebbe stata riservata anche la gogna delle falsità e dei pettegolezzi.
Ed é proprio per  tutelare i diritti di mio figlio Andrea che scrivo quanto segue.
Per comodità del lettore, anche il più distratto, anticipo che si tratta di atti processuali definiti con sentenza penale passata in giudicato, e che solo quanto messo in parentesi sono mie considerazioni personali. Tutto ciò che è in corsivo è tratto testualmente dagli interrogatori del responsabile e dagli atti processuali stessi:

SEMAFORO :  (da interrogatorio C.) “Non ricordo quale fosse stato il mio comportamento al semaforo e non ricordo il colore della lanterna semaforica nella mia direzione”.

SORPASSO ( da interrogatorio C.) “Ricordo di aver effettuato un sorpasso poco prima del distributore di Benzina“. ( riga continua). “Non ricordo il modello del veicolo sorpassato ma ricordo che vi era questa singola macchina e stavo percorrendo quel tratto a circa 80/90 kmh”, (confessati con davanti il suo Avvocato quindi quasi il doppio della velocità consentita e non poteva fare altrimenti viste le condizioni del corpo di mio figlio, e il volo di 27.50 metri che gli ha fatto fare).

CILINDRATA VETTURA E STATO VETTURA.  (Dati oggettivi ): 2.000 di cilindrata, la vettura era distrutta e solo con l’urto, con Andrea che pesava poco più di 60 kg ed era esile,  la vettura è stata trovata in posizione di quiescenza con la 5 marcia inserita. (Può un 2.000 di cilindrata tenere la 5^ marcia a 90 km/h? O andava ben oltre?). Inoltre, per pura mia curiosità personale e fuori dal processo, quindi mai presentata come prova contro l’imputato (il rito abbreviato che C. ha chiesto ed ottenuto non ha reso necessarie ulteriori prove)  ho fatto effettuare una perizia cinematica dall’Università di Pavia, dipartimento di Ingegneria, la quale rileva velocità sicuramente non inferiore ai 117 km/h-.

SORPASSO. (Interrogatorio C.).  “Nell’effettuare il sorpasso ricordo che, nella corsia opposta sopraggiungeva un altro veicolo il quale ha azionato le luci." (Perché un veicolo dovrebbe azionare le luci se non perché si era reso conto della manovra azzardata e scellerata e, quindi, scongiurare una collisione frontale con prevedibili esiti infausti?).

CONSAPEVOLEZZA (interrogatorio C.). “Sono a conoscenza che il limite e’ di 50 km/h”.

TESTIMONI ( Verbale di Polizia): Elementi testimoniali raccolti nell’immediatezza del fatto. (Nell’immediatezza, quindi non a giorni o mesi di distanza!).

MOTIVAZIONI  SENTENZA PRIMO GRADO  (riportate fedelmente):  “Francamente appare inverosimile che i tre ragazzi abbiamo deciso di attraversare con il semaforo rosso. Ma in ogni caso, le ulteriori violazioni delle regole della strada sono talmente tanto gravi da giustificare ampiamente la decisione”. (Pena finale 3 anni e otto mesi! Non trentanni!!!). 
Non esiste dubbio alcuno che C. abbia attraversato l’incrocio ad alta velocità  lo si evince dai testimoni che hanno detto "dove va quel pazzo a quella velocità" ma soprattutto lo confermano le conseguenze catastrofiche del sinistro: Il veicolo che aveva innestata la quinta marcia, ha riportato gravi danni sul frontale e la Vittima e’ stata sbalzata ad oltre 25 metri dal luogo dell’impatto riportando multiple lesioni in tutti i distretti corporei. Non solo , se si osservano le fotografie allegate si noterà che la strada percorsa da C. non permette alcun sorpasso  ed e’ caratterizzata da riga continua. Quindi C. ha superato ad alta velocità dove non poteva. Si tratta, inoltre, di una strada che impone particolare prudenza ed attenzione, così come l’incrocio, ampiamente segnalato impone sempre prudenza e ridotta velocità  qualunque sia la luce semaforica. Prudenza che deve essere doppia se ci troviamo in condizioni di buio come nel nostro caso.
Ad aggravare il tutto c’è il fatto che C. conoscesse benissimo la zona. Lui stesso ha detto che quell’incrocio lo percorre tre volte alla settimana. In definitiva C. ha mantenuto un atteggiamento di guida in totale spregio di plurime prescrizioni del codice della strada: limiti di velocità, divieto di sorpasso prudenza in prossimità di incroci e in condizioni notturne.

E così facendo ha provocato un sinistro mortale  (SI TRATTAVA DI MIO FIGLIO MA POTEVA ESSERE IL FIGLIO DÌ QUALSIASI ALTRA PERSONA E LUI COMUNQUE NON SI E’ FATTO UN SOLO GRAFFIO).

CELLULARE. Anche qui altre falsità riferiscono che Andrea si fosse chinato a raccogliere il cellulare, il suddetto ci è stato riconsegnato integro come da verbale di riconsegna effetti personali, chiuso da cerniera nella tasca posteriore della tuta che indossava mio figlio. (Va da sé che questo sia esattamente impossibile, poiché mio figlio non avrebbe avuto il tempo di raccogliere il cellulare e richiuderlo con la cerniera perché era già morto).

TELEVISIONE E CONOSCENZE IN AMBITO TELEVISIVO.  Facendo violenza a me stessa, ma consapevole del sacro impegno di verità per mio figlio, mi sono resa disponibile e recata per la prima volta in vita mia in televisione, sin dal giorno successivo in cui le martoriate spoglie di mio figlio giacevano presso l'obitorio. E ciò ho fatto come testimone autentica per promuovere e sostenere una battaglia di civiltà e soprattutto perché credo fermamente che solo leggi severe possano agire da deterrente per arginare un fenomeno dai numeri apocalittici  (4000 morti all’anno, 20.000 disabili gravi e 300.000 accessi al pronto soccorso). Non certo per fare la velina, per cui non ho né fisicità né tantomeno età anagrafica.  E’ una questione di Valori, tanto quanto considero sacrosanta la certezza della pena che in Italia manca quasi del tutto  visto che solo la nostra pena di genitori orbati dalla perdita di un giovanissimo figlio e’ certa: noi sì siamo condannati all’ergastolo del dolore.
Se talune volte vengo contattata per proporre la mia testimonianza di madre in televisione é unicamente per l'autenticità e la dignità e la capacità con la quale affronto il problema, e sono sollecitata in questo perché viene riconosciuto alla mia testimonianza un valore aggiunto.
Indi che C. e i suoi fans se ne facciano una ragione, o cambino canale.

Perché NON SI PUO' TACERE,  E L’HO PROMESSO A MIO FIGLIO QUANDO L’HO VISTO SCOMPARIRE SOTTO QUALCHE MANCIATA DI TERRA, ED IO SONO UNA DONNA CHE LE PROMESSE LE MANTIENE  SEMPRE!!!

IDEOLOGIA POLITICA:  Pur provata dall'omicidio di mio figlio non ho trasceso né tracimato, e non é stato agevole. Mi sono affidata alla Giustizia, affrontando  come un calvario tutti i gradi del Giudizio penale. Un percorso informato a legalità e garanzie per il responsabile. Oggi, non diversamente da ieri, ritengo sempre e doveroso il rispetto della legge ed é proprio in ossequio alla legge ed alla commisurazione della pena, alla gravità del fatto commesso, che il mio impegno e la mia testimonianza sono ancor più profusi per l'applicazione ai responsabili della giusta pena e non già di pene a “saldo e stralcio”. In questo momento particolare della mia vita, mi ritengo apolitica e apartitica, anche se non riesco a sopportare l’iper-garantismo della fazione politica alla quale appartenevo (sinistra)  ma rimango fermamente convinta che , detta alla Oscar Wilde: “solo gli stupidi e i morti non cambino idea”. Resto aperta e disposta al confronto e al dialogo con qualsiasi fazione politica, purché rispettoso e onesto.     
 
VENDETTA:  Le stesse voci dicono che ho fatto tutto ciò per vendetta. Potrete capire benissimo che se avessi voluto vendetta avrei preso un bazooka. La mia è una battaglia che sto combattendo con la penna, l’intelligenza e le mie indubbie capacità e, tra l’altro, si tratta di una guerra non diretta a C. stesso, per il quale non c’è stata evidentemente certezza della pena, in quanto a distanza di circa un mese dal suo arresto l’ho visto io stessa, con i miei occhi, circolare liberamente.
 
QUERELE: Ho già depositato atto di querela nei confronti di una persona che mistificando ed alterando la verità ha gravemente offeso me e la memoria di mio figlio.
Proseguirò con gli strumenti legali riconosciuti dall'ordinamento per tutelare in ogni sede civile e penale i diritti di mio figlio calpestati e vilipesi da qualsivoglia espressione diffamatoria, con il chiaro e dichiarato impegno che ciò che verrà da me ricevuto a titolo di risarcimento danni, anche morali, sarà impiegato e devoluto a favore delle popolazioni dell'Africa, ed in particolare per l'opera meritoria e salvifica di costruzione di pozzi d'acqua, affinché si possa compiere quel ciclo benefico e virtuoso per cui dal male si possa generare il bene.
 
Avrei apprezzato:
1.      Un concreto atto di resipiscenza del responsabile: ad esempio, una richiesta di scusa o almeno profferire un semplice mi dispiace, guardandoci però negli occhi (un atto che nella quotidianità ritroviamo per questioni molto meno importanti, e che per la morte di un ragazzo, mio figlio, avrebbe dovuto sgorgare spontaneo).
2.      Che il responsabile si fosse recato sulla tomba di quel meraviglioso ragazzo che era mio figlio e riposto un fiore … io avrei saputo riconoscere quel fiore;
3.      Che il responsabile avesse anche lui promosso e sostenuto progetti di altruismo e beneficenza, come “un pozzo per Andrea”, che so, anche con i soldi dell’arma del delitto, visto che l'auto, sia pure incidentata, aveva un certo valore.
In qualche modo questo strumento di morte avrebbe, per una volta, assolto ad un profitto benefico e di generosità.
4.      Avrei apprezzato tutto questo. E' poca cosa vero?
5.      Ecco,  ho fatto pervenire questi miei “desiderata” al responsabile, a mezzo di un Sacerdote, ma nulla, neppure una risposta.
 
Provo molta “pietà” nei confronti di C. perché sono sinceramente addolorata pensando a quanto arida  debba essere la sua vita visto che mai e poi mai ci ha chiesto perdono, un perdono che per molto tempo ho atteso e, che purtroppo non e’ mai arrivato e che ora non sono più in grado di elargire.

Continuo le mie battaglie con ancor più forza e determinazione perché chi uccide essendo drogato, ubriaco e chi consapevolmente guida in spregio delle regole del codice stradale  DEBBA ESSERE CONSIDERATO UN OMICIDA con l’aggravante del dolo eventuale, cioè debba essere punito quasi al pari di un omicida volontario e non parimenti se non meno di un ladro di portafogli come accade attualmente.  Quindi do’ appuntamento:

A quanti credano che questa sia una battaglia civile e giusta, MARTEDI 24 MARZO ALLE ORE 17 davanti alla Prefettura di Milano per un sit-in in contemporanea ad altri Sit-in in TUTTE  LE PREFETTURE D’ITALIA E A ROMA DAVANTI AL QUIRINALE,  in un unico ed ideale cordone umanitario di Vittime della Strada  senza colori di nessun tipo  perché la VITA non ha fazione e  noi abbiamo una sola grande appartenenza:
Quella alla VITA CHE E’ IL BENE ASSOLUTO, QUELLA VITA CHE E’ STATA DERUBATA AD ANDREA A SOLI 15 ANNI.

Elisabetta Cipollone
Mamma di Andrea De Nando
 

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