Un cuore distrutto di mamma che non smette di lottare per la giustizia

Quindi grazie Mamma per quanto mi dimostra e grazie soprattutto per aver compreso le profonde ragioni della lotta che mi spingono ad andare avanti per il ripristino della legalità e per ridare valore al Bene assoluto, il solo bene che non ha prezzo… la vita, quella Vita negata a mio figlio, quella vita che per incuria, mancanza di rispetto delle regole, imperizia e totale non rispetto delle più elementari regole del codice stradale è stata spezzata a soli 15 anni a mio figlio…

Sono e siamo senza parole, ma è estremamente importante da parte mia sottolineare che ora la mia battaglia va al di là di queste persone e al di là della storia giudiziaria che vedrà la sua conclusione il 22 maggio prossimo, quando l’omicida, finora contumace, sarà giudicato con rito abbreviato…

In quel momento tutti dovranno sapere quanto vale per la giustizia italiana la vita di un ragazzo, quanto poco varrà in termini penali in generale una vita umana…

Vale non dì più di un furto con destrezza, punito da due a sette anni… Tutti devono sapere che se rubi un portafoglio su un autobus (per la legge italiana) questo si chiama furto con destrezza e che lo stesso è punito da due o sette anni, esattamente come l’omicidio colposo…

Tutti devono sapere che le pene sono sempre al minimo e che con la condizionale e tutti i riti premiali e attenuanti per i colpevoli, nessuno sconta mai neppure un giorno di galera…

L’importanza deterrente e riparativa della pena è fondamentale e se queste leggi fossero già in vigore e fossero già presenti nel nostro codice penale forse Andrea e mille altri Andrea sarebbero ancora vivi…

È contro di questo che sto combattendo e la ringrazio, cara mamma, per aver appieno compreso lo spirito vero della mia battaglia. Sto combattendo per un ideale, cioè l’importanza di proteggere la vita con forza e determinazione anche attraverso la certezza della pena, strumento necessario a dare forza alla legge e valore a ciò che il colpevole distrugge…

Grazie pertanto e nuovamente mia cara e sconosciuta mamma, sono testimonianze come le sue che mi danno la forza di continuare questa splendida, meravigliosa e importantissima lotta di civiltà a protezione della vita dei figli di tutti…

Perché l’incidente stradale con determinate e precise dinamiche possa essere considerato un omicidio in piena regola e punito come tale e non debba paradossalmente essere considerato come “l’omicidio perfetto” cioè l’omicidio che resta totalmente impunito…

E se questa mia e nostra lotta può salvare anche solo una vita, allora noi avremo salvato il mondo intero (come recita un famoso proverbio) e io nel mio piccolo avrò dato un senso a ciò che senso sembra proprio non averne… la morte di un figlio…

La abbraccio idealmente, presumo lei sappia dove trovarmi e quindi mi auspico di poterla abbracciare un giorno anche di persona..

Grazie di  cuore… Da cuore di mamma a cuore di mamma.

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