Alla scoperta del fontanile Gambarone, monumento naturale di San Bovio

Dopo un’estate con una siccità che non si vedeva da diversi anni, sono sopraggiunte le sospirate piogge autunnali di questi giorni. Tutto il mondo dell’agricoltura tira un sospiro di sollievo.

A beneficiare delle piogge sono anche i fontanili della nostra zona; infatti, dalle loro polle sgorga acqua fresca e trasparente, come ad esempio succede nel fontanile Gambarone, dove 5/6 polle hanno ripreso la loro attività.
Il fontanile Gambarone, la cui “testa” si trova nei pressi della Microsoft, a San Bovio, può essere definito un vero monumento naturale e storico di Peschiera Borromeo. Nel libro “San Bovio - Il territorio e la sua chiesa”, scritto dal Prof. Sergio Leondi, si legge: “Quest’ultimo fontanile esisteva già – lo attesta una pergamena dell’Archivio di Stato – nell’anno 1011; deriva il nome dalla presenza di gamberi di fiume nelle sue acque, delle quali era ricchissimo: fiume Gambarone, veniva chiamato.”
Il fontanile Gambarone è stato di recente recuperato: è stato ripulito il fondo e sono stati piantumati alberi e arbusti nel boschetto adiacente al corso d’acqua. Ma forse non tutti sanno che cos’è un fontanile e quali sono le sue caratteristiche. Vediamo quindi di fornire alcuni dati.
I fontanili sono scavi poco profondi (2-8 m.) fatti dall’uomo per raccogliere l’acqua che sgorga spontaneamente dal sottosuolo; essi sono formati da un largo scavo principale di forma varia denominata “testa”, da un tratto  di raccordo denominato “asta”, che convoglia l’acqua nel canale di scolo e che la porterà mediante vari canali di irrigazione alle zone di utilizzo.
Un tempo, per facilitare la fuoriuscita delle acque, si utilizzavano tini di legno di rovere senza fondo infissi nel fondale alla testa del fontanile; oggi i tini sono sostituiti da tubi di ferro, che vengono protetti dall’intasamento da “cappellotti” rimovibili durante le operazioni di manutenzione.
Il fontanile è infatti un ecosistema semi-naturale e come tale deve essere curato dall’uomo: il continuo trasporto di argilla da parte delle acque e l’abbondante vegetazione acquatica farebbero evolvere naturalmente il fontanile verso lo stadio di palude. È necessario, quindi, al fine di mantenere la capacità drenante, provvedere a periodiche opere di spurgo, consistenti nella pulitura dell’alveo mediante asportazione del fango e della vegetazione  in eccesso.
L’acqua che fuoriesce dai fontanili presenta una temperatura costante compresa fra i 10 e i 12 gradi, e questo ne consente l’utilizzo durante tutto l’anno. I fontanili hanno una notevole importanza in agricoltura, soprattutto in concomitanza di periodi di siccità e di diminuita disponibilità idrica; essi hanno anche un valore culturale, in quanto rappresentano una testimonianza della storia agraria della pianura milanese e pertanto hanno una grande importanza per la fruizione, per la loro  bellezza e per il loro significato.

Walter Ferrari  - naturalista
Pres. Associazione Naturalista Carengione

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