È di nuovo autunno, e come ogni anno la natura allestisce il suo spettacolo di preparazione all'inverno

Così gli alberi si preparano a perdere le foglie cangiando, prima, i colori delle foglie. Ma perché le foglie diventano gialle, o arancioni o rosse? E perché cadono?

Le foglie cadono negli alberi che vivono al nord per una forma di difesa dal freddo. D'inverno, infatti, l'acqua del terreno gela e non può essere più assorbita. Inoltre le ore di luce si assottigliano e la fotosintesi (il processo miracoloso con le quale le piante si fabbricano gli zuccheri, a partire dall'acqua e dall'anidride carbonica, con la complicità della luce) non può più avvenire con completezza. In tal modo, allora, le piante entrano in riposo, "preferendo" sospendere ogni attività. Il primo processo che esse mettono in atto è il "ritiro" della clorofilla. Ma cos'è la clorofilla? E' ciò che definirei la "base" della vita sulla terra, il pigmento di colore verde (dal greco "chloros", cioè verde, e "phyllon", cioè foglia) che riesce a trasfomare l'energia solare in energia chimica di legame, con la quale si costruiscono le catene di zuccheri a partire dalla CO2, l'anidride carbonica, cioè il prodotto di scarto della nostra respirazione, ottenendo come prodotto secondario l'ossigeno! Ebbene, "ritirandosi" la clorofilla (che viene ritrasformata in sostanze di riserva), vengono ad evidenziarsi i pigmenti sottostanti, normalmente "coperti" dalla clorofilla stessa: la xantofilla, il carotene, gli antociani. Laddove è più presente il carotene (responsabile, ad esempio, anche del colore arancione delle carote e degli agrumi), le foglie si colorano più di arancione e di giallo; dove, invece, sono più presenti gli antociani, si colorano di rosso-violaceo. Vorrei ricordare che i pigmenti assorbono, tutti, la radiazione solare, ma ognuno secondo una lunghezza d'onda differente; il colore che non assorbono è quello che riflettono (la clorofilla non assorbe il verde, gli antociani non assorbono il rosso violaceo, e così via). La luce assorbita fornisce energia trasformata in energia chimica di legame, quella non assorbita determina il colore che il nostro occhio vede (secondo lo spettro fotometrico della emissione luminosa).
Come un pittore con la sua tavolozza, così la natura in questa stagione, si diverte a mescolare e a evidenziare i colori, allestendo uno spettacolo meraviglioso e gratuito, che meriterebbe di essere osservato e capito con maggiore attenzione dal principale, distratto, indaffarato, assente abitatore del pianeta.

dr.agr. Mario Emanuele Pria – manutenzione giardini e terrazzi – www.marioemmepi.it  – marioemmepi@gmail.com    3356032955