L'8 marzo è ormai passato da più di un mese eppure ecco ancora delle mimose (le più tardive) in fiore!

All'estero, il giorno della festa della donna si preferiva regalare le viole

Mimosa

Mimosa

Ma come mai si usa regalare le mimose l'8 di marzo?

È una tradizione diffusa, pensate, solo in Italia. L'idea venne a Teresa Mattei appena finita la guerra (la seconda). All'estero, il giorno della festa della donna si preferiva regalare le viole, ma la Mattei (parlamentare del PCI ed unica donna facente parte dell'Assemblea costituente, nonchè fondatrice dell' Unione Donne Italiane) lanciò l'idea della Mimosa, più facilmente reperibile ovunque, nei campi, nelle campagne, gratuitamente (anche se al Nord, a onor del vero, praticamente non esiste, non resistendo al freddo, se non in rari casi). Così la pianta assunse quella connotazione "politica" e "sociale" che mal si confà, a mio avviso, alla bellezza della pianta, ma che tanto ha, comunque, contribuito a farla conoscere a tutti. Per altro oggi viene acquistata, avendo dunque perduto la peculiarità della gratuità, e forse la Mattei, mancata solo nel 2013 a 92 anni, non se ne compiacerà.
Dal punto di vista botanico è una leguminosa (come fava, pisello, fagiolo, soia, arachide, robinia, ecc), come testimonia (vedi foto), il suo affascinante baccello, che in molti casi non riusciamo a vedere, in quanto il fiore viene reciso per essere venduto. Le foglie hanno una tipica conformazione; ogni foglia è composta a sua volta da un numero fino a 20 di "pinnule" perpendicolari al rametto principale della foglia stessa. Ogni pinnula è poi composta a sua volta da 20/30 paia di foglioline. Le foglioline sono parallelinervie: cosa vuol dire? Che le nervature sono parallele e confluiscono all'apice della foglia stessa. I fiori sono commestibili, lo sapevate? (non le foglie, mi raccomando); alcuni chef li usano sui broccoli o gli asparagi, come condimenti per la pasta o in alcune insalate. Sanno un po' di camomilla ma attenzione ad usare quelli coltivati, spesso coperti di principi attivi tossici!
La nostra mimosa è l'Acacia dealbata. In realtà esistono centinaia di specie di acacia e decine di generi di Mimosa (spesso vengono confuse). Mi piace qui ricordare, tra le varie specie di mimose, la Mimosa pudica, o Mimosa sensitiva, caratteristica per la sua "tigmonastia" (cioè la capacità di reagire a stimoli tattili chiudendo le foglie. Questo meccanismo è un'evoluzione della "nictonastia" (movimento di chiusura notturno), quest'ultimo comune a molte acacie, e regolato dalla successione luce-buio notturno. Nel caso della "sensitiva" lo stimolo tattile si trasmette, pensate, atraverso minuscoli impulsi paragonabili a quelli che passano atraverso il sistema nervoso umano. Solo che lo stimolo passa attraverso i canali linfatici, non avendo la pianta appositi "cavi" per il trasferimento della corrente! Le foglioline, alla loro base, posseggono un rigonfiamento ricco d'acqua. Quando arriva lo simolo, le cellule scaricano i liquidi verso quelle immediatamente sopra di essi, collassando, con un effetto a catena che produce il risultato di far afflosciare comletamente le foglie. Sembra che questo sia uno stratagemma evolutivo che consente alla pianta di rendersi meno appetibile nei confronti dei predatori fogliari, che vedendola afflosciarsi, se ne vanno, alla ricerca di prede più turgide e ricche.
Incredibili le risorse delle nostre amiche piante, non è vero?

Mario Pria

Dr.agr. Mario Emanuele Pria - Manutenzione giardini e terrazzi - Corsi online di giardinaggio - www.marioemmepi.it - marioemmepi@gmail.com - 3356032955

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Mimosa Pudica

Mimosa Pudica

Fiore di Mimosa Pudica

Fiore di Mimosa Pudica