Piste ciclabili, ecco come evitare di tagliare gli alberi le cui radici le rendono impraticabili

Non c'è niente di più fastidioso (ed anche pericoloso) che procedere, in bicicletta, su una pista ciclabile dissestata, piena zeppa di buche e di radici affioranti, che fanno assomigliare il percorso ad una gara ad ostacoli

Piste ciclabili

Piste ciclabili

Ma perchè le radici affiorano?

Non c'è niente di più fastidioso (ed anche pericoloso) che procedere, in bicicletta, su una pista ciclabile dissestata, piena zeppa di buche e di radici affioranti, che fanno assomigliare il percorso ad una gara ad ostacoli. È una situazione, questa, che si verifica sovente,  specie laddove, al fianco della ciclabile, vi siano collocate piante di alto fusto, magari preesistenti al percorso ciclopedonale stesso.
Ma perché alcune piante hanno la tendenza a veder affiorare le proprie radici?
La risposta l'abbiamo nella fisiologia vegetale. Innanzitutto dobbiamo considerare che ogni pianta, in piena terra, possiede un possente apparato radicale, pari, in volume, a quello della chioma. Non dobbiamo, tuttavia, pensare che le radici si approfondiscano nel terreno tanto quanto la chioma faccia nel cielo. Infatti esse hanno sempre la tendenza a disporsi il più possibile orizzontalmente, talvolta superando la proiezione a terra delle estremità della chioma, per tratti che vanno da 1,5 fino a 6 vole questa distanza! Come mai?
Questo avviene perché le radici "respirano", effettuano, cioè, la "respirazione" (a differenza di quanto facciano le foglie, che foto sintetizzano). Ricordando, dunque, la nota reazione fotosintetica : 6 CO2 + 6H20  ? C6H1206 + 602, realizziamo che la stessa, al contrario, cioè da destra verso sinistra, rappresenta la respirazione, che le foglie eseguono di notte e che le radici effettuano sempre. Essa, quindi, prevede il consumo di ossigeno, che è il carburante che serve per bruciare gli zuccheri e per produrre energia. Le radici, però, più vanno in profondità e meno trovano ossigeno, in quanto l'aria nel sottosuolo si rarefà, a causa del maggior compattamento degli strati sotto superficiali; inevitabilmente tenderanno, perciò, a ricercare l'ossigeno più in superficie, ed a spaccare le lastre di asfalto che impediscono la penetrazione dello stesso negli strati di terreno sottostante. Inoltre, paradossalmente, studi recenti hanno dimostrato che esse siano come "attratte" dall'asfalto e, nonostante possano avere un raggio di sviluppo "a cerchio", a 360 gradi, tendano ad invadere la pista d'asfalto, richiamate dalla maggiore umidità che si trova sotto lo strato bitumoso. Addirittura si è visto che in piste senza asfalto, in terra battuta, l'affioramento delle radici non si verificava, in quanto le radici stesse erano in grado, in tal caso, di ritrovare normalmente l'ossigeno senza bisogno di "spaccare" nessun asfalto, il quale, quando esiste, si comporta come una coperta che impermeabilizza il terreno impedendo la penetrazione dell'ossigeno!
Occorrerebbe, dunque, porre una maggior cura al momento della realizzazione del manufatto, ponendosi ad una certa distanza dal tronco delle piante, creando una massicciata di sostegno ed ivi deponendovi dei teli antiradice, e depositando, poi, sotto la pavimentazione, materiale poroso, come ghiaia di diametro elevato, fino a 25 mm., in modo da creare una elevata porosità che possa favorire la penetrazione dell'ossigeno e scoraggiare i movimenti verso l'alto delle radici.  
Veniamo ora alla scelta degli alberi: quali sono i meno "invasivi"? Sicuramente meglio optare per alberi di 4a grandezza, più piccoli, meno invasivi; alcuni idee potrebbero essere: Ligustrum japonicum, Crataegus monogyna (biancospino), Clerodendrum trichotomum, Pyrus calleryana, Cercis siliquastrum (albero di Giuda), Ziziphus sativa (giuggiolo), Prunus subhirtella (ciliegio da fiore), Lagerstroemia indica, Eriobotrya japonica (nespolo del Giappone), Arbutus unedo (corbezzolo), Malus floribunda (melo da fiore), cercando di evitare quelli con radici più aggressive, come pioppi, tigli, aceri saccarini, salici, liquidambar, robinie.
Ma se la pista ciclabile è danneggiata, che fare? Vediamo, in sintesi le possibili opzioni.
1)  Generalmente i comuni, per prevenire cause da cadute accidentali, intervengono deliberando l'abbattimento delle piante causanti i danni. In seconda istanza procedono con l'eliminazione delle radici ed il rifacimento della pista ciclabile. Non dimentichiamoci che tutti, anche i comuni, sono chiamati ad ottemperare alle disposizioni della Legge Ronchi, che disciplina gli abbattimenti degli alberi, anche quelli che si trovano su terreni privati.
2) La soluzione del taglio  delle radici non sembra una strada percorribile. Le piante potrebbero andare incontro a deficienze di stabilità dovute ai mancati ancoraggi derivanti dalla rimozioni delle radice, con possibile cadute e pericolo per la cittadinanza. Inoltre esse potrebbero, nel giro di pochi anni, ripresentare nuove radici e reiterare il problema.
3) Aggiunta di adeguato materiale di fondo e riasfaltatura superficiale. Questa soluzione, che appare meno costosa, non garantisce una duratura risoluzione del problema. Le radici, infatti, in breve tempo, riaffiorerebbero superficialmente alla ricerca dell'ossigeno e romperebbero nuovamente il nuovo manto.

La soluzione n. 1, dunque, è quella di gran lunga praticata, con buona pace degli amanti delle piante, sperando che gli esemplari vengano poi davvero sostituiti con idonee essenze.
Una diversa soluzione, la butto lì in modo estemporaneo, così come mi è venuta,  potrebbe essere il cosiddetto "uovo di Colombo", che consentirebbe di salvare le nostre amate piante e rendere nuovamente percorribile la pista ciclabile danneggiata. Si tratterebbe , e  lascio la soluzione dei particolari tecnici a chi ne sa più di me. di collocare un manufatto di legno, a mò di ponte, sopra la pista ciclabile, scavallando le costolature laterali, (vedi disegno) in modo tale da rispettare le radici delle piante affiorate, e di consentire, nel contempo, la percorribilità delle bici e delle persone sopra il manufatto. Per altro si eviterebbe il costo di l'abbattimento delle piante e di rimozione dei ceppi, con ina soluzione moderatamente economica.. SI può fare?
Mario Pria

Dr.agr. Mario Emanuele Pria - Manutenzione giardini e terrazzi - Corsi online di giardinaggio - www.marioemmepi.it - marioemmepi@gmail.com - 3356032955