Il volto di Sakineh Mohammadi Ashtiani - la donna iraniana condannata a morte per adulterio e complicità nell'omicidio del marito - condensa da giorni la solidarietà occidentale. Il 9 settembre il ministero degli Esteri iraniano ha bloccato il verdetto di adulterio per sottoporlo a revisione, ma non la condanna a morte per omicidio - pare estorta sotto tortura.
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«Se ha sbagliato è giusto che sia punita». Ma la lapidazione è troppo cruenta
«La lapidazione appartiene alla Sharia, norma islamica che accetta come fonti il Corano e la Sunna (la parola del Profeta Maometto, ndr). Come ogni punizione del libro sacro, può essere applicata solo in uno Stato ideale dove ogni uomo non avrebbe motivo di commettere peccato».








