| Rubriche - Zero Limiti |
Anche l’ultimo bicchiere è stato bevuto. Dopo tre settimane, giorno più giorno meno, di folli festeggiamenti etilici, tra innumerevoli boccali – rigorosamente da un litro – di birra e curiosi personaggi abbigliati con i costumi tradizionali dell’Alta Baviera (chiamati Tracht o Ledertracht ndr), che tanto fanno invidia ai turisti stranieri in visita, si è concluso l’Oktoberfest 2011.
Cominciato con il consueto stappo del barilotto inaugurale da parte del Primo cittadino della città di Monaco, il 17 settembre 2011, la kermesse – se così si può riduttivamente chiamare – è poi proseguita fino alle 23.30 del 2 ottobre, termine ultimo di chiusura. Una ricorrenza annuale, cominciata nel 1810 in occasione dello sposalizio del principe Ludwig I di Baviera e della principessa Teresa di Sassonia-Hildburghausen, che si è poi protratta negli anni, visto il successo riscosso. La speciale sezione “Zero limiti” di 7giorni non poteva certo rimanere a osservare dall’esterno un evento di tale risonanza, così, sorteggiato il fortunato volontario per la trasferta estera, è cominciato il viaggio alla volta di Munich. Sei le ore di tragitto che hanno separato l’euforia iniziale della partenza all’appagamento per il raggiungimento della meta prefissata. Ore 15.00 di sabato 24 settembre, finalmente, in compagnia di alcuni fedelissimi, ho posato il piede nella stazione metropolitana di Theresienwiese, luogo di adorazione per i “birrofili” di tutto il mondo. Superate le assiepate scale mobili, la città nella città. Tutto è come appare in tivù: tedeschi vestiti a festa, italiani “caciaroni”, sbronzi di qualsivoglia nazionalità, stand di birra immensi, nuance scintillanti, giostre, ma soprattutto – e qui bisogna aggiungere un purtroppo – tanta, tanta fila. Già, perché la gente è accorsa in massa, attratta anche dal favorevole clima, con temperature sopra le medie stagionali. Di conseguenza, ore e ore di attesa prima di avere il varco libero. Ne abbiamo contate tre. Poi, finalmente, le “porte” dell’HofBraühaus – per gli amici HB – si sono spalancante e, d’incanto, la fatica e l’incazzatura (concedetemelo) sono svanite; solo baldoria e fiumi di birra. Molti intorno alle 18.00 hanno già “dato”, altri sbronzi rovesciano boccali, a volte anche addosso agli amici, altri ancora salgono in piedi sulle panche e si mettono a intonare canzonette, prima di scivolare rovinosamente al suolo. L’Italia si fa riconoscere. Benché in minoranza, i nostri conterranei sono quelli più scatenanti e chiassosi, anche se, nella bevuta, hanno obiettivamente una marcia in meno, rispetto padroni di casa. Comunque, tra una risata, uno schiamazzo, cadute varie e la conoscenza di diversi personaggi biascicanti, siamo arrivati a fine serata. Usciamo provati. Il passo è lento e a tratti barcollante. Decidiamo di bruciare le ultime forze che abbiamo in corpo nella casa degli specchi – impossibile da completare in situazioni come queste – e su una giostra che ci fa rimbalzare più volte nell’aria, mettendo a dura prova il nostro stomaco. Eppure superiamo anche questa ultima "sfida". Rimessi i piedi a terra, e riacquistato la necessaria lucidità per capire che è arrivato il momento di avviarsi, ripartiamo. Metropolitana e poi “auto dolce auto” – o meglio car sweet car, visto che siamo al di là del confine – nostro alloggio e giaciglio per la notte. La mattina seguente, senza sprecare troppe parole, lasciamo la Germania a malincuore con la promessa solenne di ritornarci l’anno venturo! "Zero Limiti", ogni oltre confine!
Maurizio Zanoni
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