Milano, scambio di nomi e il giudice condanna la persona sbagliata

Invece di condannare l'imputato, un giudice condanna un Pm per guida in stato d'ebrezza, che tra l'altro non ha nemmeno l'automobile

Il Palazzo di Giustizia di Milano

Il Palazzo di Giustizia di Milano

I colleghi non potevano credere alla sentenza: il Pm utilizza solo bicicletta e mezzi pubblici

Un giudice sbaglia a trascrivere il nome dell’imputato, condannando un pubblico ministero. Potrebbe essere la trama di un film comico eppure è ciò che è accaduto al Palazzo di Giustizia di Milano: il giudice è Maria Pia Bianchi e il Pm Angelo Renna, stesso nome dell’imputato, cognome diverso. Rendendosi conto dell’errore, il giudice ha provveduto a fissare un’udienza riparatoria. Il 20 gennaio il giudice ha firmato il dispositivo nel quale condannava Renna a 8 mesi di reclusione per guida in stato d’ebrezza, oltre all’obbligo di pagare una sanzione pari a 2.800 euro. La confusione deriva dal fatto che il Pm era titolare di un fascicolo a carico di un altro “Angelo”, sul quale gravava l’accusa di guida in stato d’ebrezza e ulteriori reati. Ovviamente la notizia è circolata in fretta, e i colleghi, attoniti, si sono accorti subito ci fosse qualcosa di strano, soprattutto perché Renna non ha nemmeno l’automobile, preferendo di gran lunga i mezzi pubblici. L’udienza straordinaria si è svolta mercoledì scorso, e la “svista” è stata rettificata, ma il vero imputato potrebbe approfittare dell’errore materiale commesso, in un possibile ricorso in appello. Il giudice Bianchi comunque ha tenuto a specificare che il processo si è svolto regolarmente, trattandosi semplicemente si una svista alla quale non si è potuto rimediare nell’immediato non essendo presente in aula il Pm Renna