Se un politico lavorasse con senso di responsabilità sarebbe giusto un degno compenso... ma quando non è così...

Ovviamente sono d’accordo con una riduzione dei costi inutili della politica; vorrei, però, che su questo tema ci fosse una riflessione seria, e non le solite ovvietà.
Innanzitutto si tratta di una questione vecchia, ma ora l’indignazione dei cittadini ha raggiunto livelli mai visti, data la triste congiuntura economica nella quale ci troviamo. Allora qualche proposta: accorpiamo i Comuni più piccoli; aboliamo le Province sotto i 500.000 abitanti; eliminiamo i doppi incarichi di chi svolge un ruolo elettivo e in più ha incarichi nei Cda o di consulenza in società pubbliche. Tagliamo anche le auto e gli aerei blu; riduciamo il numero dei parlamentari ed equipariamo le loro retribuzioni alle indennità degli altri Paesi europei; rendiamo trasparenti gli affitti e i servizi di cui godono i politici. Bisogna fare sul serio, però! Il rischio sempre maggiore, altrimenti, giace nella mancanza di autorevolezza nei confronti di una classe politica già di per sé poco autorevole e credibile. La demagogia lasciamola perdere. Non deve essere uno scandalo dire che se un politico fa il suo lavoro con senso di responsabilità è giusto che percepisca un degno compenso. I problemi sono altri, quando un politico il suo lavoro non lo fa e gode di tutta la coda di privilegi che stanno dietro alla stipendio base.
Non è quindi così difficile trovare soluzioni al sistema. Sempre che si abbia voglia di cercarle!

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