Truffe per migliaia di euro con la tecnica del “falso nipote”: due rom in manette

Alla coppia sono attribuiti al momento 9 episodi, due dei quali messi a segno a San Giuliano. Telefonavano alle loro vittime e, spacciandosi per parenti, chiedevano somme di denaro per far fronte a delle emergenze

I due facevano capo ad una organizzazione internazionale

Associazione a delinquere con l’aggravante del carattere transnazionale finalizzata a commettere truffe ai danni di persone anziane. Con queste accuse i carabinieri del nucleo investigativo di Verbania hanno arrestato nei giorni scorsi il 38enne D.K. e il 27enne A.L., entrambi rom di nazionalità polacca, considerati le “braccia operative” di una complessa organizzazione internazionale dedita alle truffe telefoniche ai danni degli anziani. Nello specifico, il sodalizio criminale si era specializzato nella cosiddetta truffa del “falso nipote”, per mezzo della quale circuiva ignari pensionati ed estorcevano loro denaro o gioielli, per un ammontare complessivo fin’ora quantificato in 50mila euro. Nei mesi scorsi erano state presentate numerose denunce ai carabinieri riguardo strane telefonate fatte agli anziani in diverse località del Nord Italia, nelle province di Verbania, Pavia, Bergamo, Vercelli, Novara e Milano, nello specifico a San Giuliano. Da qui, I carabinieri di Verbania prima e quelli di Novara poi sono risaliti a D.K. e A.L., due pregiudicati polacchi entrambi con precedenti specifici, facenti parte di un più complesso ed articolato sodalizio criminale con agganci anche in Germania e Polonia. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i raggiri erano orchestrati dall’estero dove, tramite veri e propri call center, venivano effettuate decine di telefonate ad altrettante vittime, i cui numeri erano verosimilmente selezionati a caso dagli elenchi telefonici. Una volta individuato un obiettivo papabile, in genere un anziano solo, i criminali si fingevano suo parente e lo ricontattavano più volte, instaurando con lui un rapporto di confidenza. Alla fine, dopo aver carpito la fiducia del malcapitato, i truffatori chiedevano somme di denaro (o in alternativa gioielli) con la scusa di dover risolvere un problema, come la riparazione dell’auto a seguito di un incidente. A questo punto entravano in scena i due polacchi che, fingendosi “emissari” del sedicente nipote, si presentavano a casa degli anziani per ritirare i soldi. Per muoversi sul territorio D.K. e A.L. si servivano di automobili rubate e dotate di targa falsa. Al momento i casi accertati in cui la coppia è implicata sono nove, due dei quali nel Sudmilano, precisamente a San Giuliano.
Redazione Web  

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