Parte la battaglia dei sindaci del Sud-Est contro il “casellino” della Tangenziale a Melegnano

I primi cittadini di Cerro, Carpiano, Colturano, Dresano, San Donato e Vizzolo, capeggiati da quello di Melegnano, fanno fronte comune contro il pedaggio in entrata e in uscita dal sistema dalle tangenziali

Arriva anche l’appoggio di Città Metropolitana

Un balzello da 1,20 euro, sia in entrata che in uscita dalle tangenziali, che finisce per avere pesanti ripercussioni sul traffico da e per Milano, nonché sulle tasche dei cittadini. Parte dal Castello Mediceo di Melegnano la battaglia contro il “casellino” dei sindaci del Sud-Est, i quali hanno dato vita ad un fronte compatto per chiedere l’eliminazione di un pedaggio autostradale giudicato del tutto incomprensibile. Al momento i Comuni aderenti alla battaglia sono sette (Cerro, Carpiano, Colturano, Dresano, San Donato e Vizzolo, con Melegnano come capofila), ma presto le adesioni potrebbero aumentare. 

«Il casellino – ha spiegato il primo cittadino di Melegnano, Rodolfo Bertoli, nel corso di un tavolo di lavoro tenutosi nei giorni scorsi proprio presso il castello – è l’unico svincolo a pagamento che dall’autostrada immette alle tangenziali milanesi. Quelli di San Giuliano e San Donato, che distano solo pochi chilometri, sono invece gratuiti. Riteniamo quindi che vada assolutamente eliminato». 

In questo senso, pur di non pagare tale pedaggio, numerosi automobilisti ma soprattutto autisti di mezzi pesanti scelgono di percorrere in alternativa la viabilità ordinaria, che finisce così inevitabilmente per congestionarsi. «Si pensi in particolar modo a strade come la via Emilia o le provinciali Cerca e Binasca - spiegano i sindaci -, quotidianamente intasate. Questo stato di cose produce pesanti ripercussioni sia sotto il profilo ambientale che urbanistico. Con la soppressione del casellino, invece, i viaggiatori del Sudmilano sarebbero maggiormente incentivati a usufruire del sistema autostradale-tangenziale di Milano, con i relativi benefici per il nostro territorio». Da qui, la proposta dei primi cittadini è quella di fare in modo che la Società Autostrade elimini il pedaggio del casello nell’ambito del futuro ampliamento dell’Autostrada A1, che implicherà la creazione della quarta corsia nel tratto Milano-Lodi. 

Allo stato attuale, la “crociata” dei sindaci ha già incassato un primo importante sostegno, vale a dire quello di Città Metropolitana. «Questa battaglia – ha affermato Arianna Censi, vicesindaca metropolitana - mi pare giusta e condivisibile perché trovo iniquo che migliaia di pendolari sia in entrata che in uscita da Melegnano verso Milano debbano pagare un incomprensibile balzello, ma principalmente perché il futuro della Grande Milano si gioca principalmente sui temi del trasporto pubblico locale, le infrastrutture viabilistiche e la mobilità sostenibile. Anzi si dovrebbero sopprimere tutti i caselli autostradali posti all’interno dei Comuni facenti parte della Città metropolitana di Milano così come per i mezzi pubblici la tariffa urbana deve essere estesa oltre il Comune capoluogo. Chiaro – conclude Censi - , non si tratta di operazioni a costo zero, ma istituendo un tavolo con le altre istituzioni lombarde e le imprese coinvolte, si potrebbero trovare soluzioni percorribili».

Alessandro Garlaschi 

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