Manifestano per la Palestina e devastano Milano

Il corteo per Gaza sfocia in violenza: vetrine imbrattate, bandiere bruciate e scontri alla Stazione Centrale. Duro scontro politico, condanne bipartisan e solidarietà alle forze dell’ordine.
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Scioperano per la pace e usano la violenza

Milano è stata teatro di una giornata di guerriglia urbana. La manifestazione per lo “sciopero generale per Gaza e per la Palestina”, convocata dai sindacati di base e sostenuta da collettivi studenteschi e associazioni antagoniste, è degenerata in scontri e devastazioni che hanno paralizzato la città.

Dal corteo alla guerriglia urbana

Il corteo è partito in mattinata da piazzale Cadorna con migliaia di partecipanti e striscioni dell’Usb che recitavano «Blocchiamo tutto!» e «Nemmeno un chiodo per Israele! Milano con la resistenza del popolo palestinese e la Flotilla». La marcia ha attraversato Foro Bonaparte, via Legnano, Bastioni di Porta Volta, viale Monte Santo e piazza Repubblica, fino a concludersi davanti alla Stazione Centrale.

Durante il percorso non sono mancati episodi di tensione: nei pressi del consolato americano è stata bruciata una bandiera a stelle e strisce, mentre a piazza 25 Aprile un gruppo di antagonisti ha imbrattato di vernice rossa il logo e le vetrine di Starbucks, accompagnando l’azione con scritte “Free Gaza” e volantini che invitavano al boicottaggio della catena Carrefour.

Scontri in Stazione Centrale

Il momento più grave si è registrato alla Stazione Centrale, dove una parte dei manifestanti ha tentato di forzare i cancelli per occupare i binari. Le forze dell’ordine sono intervenute in assetto antisommossa, respingendo gli assalti e chiudendo gli accessi su piazza Duca d’Aosta. La situazione ha provocato panico tra turisti e viaggiatori, con fumogeni e momenti di forte tensione.

Le reazioni della politica

La politica milanese e lombarda ha reagito duramente. Silvia Sardone, vicesegretario della Lega e consigliere comunale, e Samuele Piscina, segretario della Lega a Milano, hanno dichiarato: «I centri sociali hanno assaltato la Stazione Centrale, tra botte ai poliziotti, fumogeni e panico tra i turisti, con la solita scusa della ‘Palestina libera’. Una vergogna da cui, almeno stavolta, speriamo che la sinistra nazionale e locale prenda le distanze. È inaccettabile che Milano venga massacrata in questo modo da tali estremisti, sia dal punto di vista della viabilità che da quello dell’ordine pubblico. A tutto ciò, ovviamente, concorre l’incapacità amministrativa della giunta Sala che da sempre coccola gli antagonisti e poi, immancabilmente, si trova a fare la conta dei danni continuando però a giustificare le loro nefandezze. Adesso basta: cominciamo a trattare i sedicenti antifascisti da terroristi quali sono. La nostra massima e piena solidarietà alle forze dell’ordine e a Fs Security, impeccabili come sempre di fronte ai professionisti del disordine».

Il deputato di Forza Italia e segretario regionale lombardo Alessandro Sorte ha condannato duramente quanto accaduto: «Ancora una volta, dietro le bandiere del pacifismo e della Palestina, si sono nascosti i soliti ‘pacifinti’, responsabili di azioni di violenza e devastazioni come quelle che hanno colpito la Stazione Centrale di Milano. Non si tratta di manifestazioni di solidarietà, ma di azioni strumentali che mirano a distruggere la città e a creare disagi enormi a cittadini onesti che vogliono semplicemente andare a lavorare, a scuola, o all’università. Dobbiamo avere tolleranza zero: Milano, così come nessun’altra città, non può essere ostaggio di questi teppisti. Piena e convinta solidarietà va alle Forze dell’Ordine, che con impegno e professionalità tutelano ogni giorno la sicurezza dei cittadini e il rispetto delle regole democratiche».

Romano La Russa, assessore regionale alla Sicurezza, ha commentato: «Certo che scioperare per la pace e usare la violenza, lanciando anche oggetti contro la polizia, è proprio il solito biglietto da visita dei centri sociali! Cercare di forzare lo sbarramento della polizia e provocare scontri è il modo migliore per passare dalla ragione al torto! È poi difficile parlare di pace quando si fa riferimento ad Hamas. Non mi ricordo che per l’attacco compiuto il 7 ottobre contro Israele i sindacati abbiano organizzato uno sciopero generale».

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha espresso piena solidarietà alle forze dell’ordine: «Ci troviamo a commentare situazioni che non dovrebbero mai verificarsi. Come sempre, sono dalla parte delle Forze dell’ordine alle quali esprimo la mia massima solidarietà e vicinanza. La guerriglia e la violenza non sono gli strumenti migliori per cercare di far sentire le proprie idee e per eventualmente cercare di convincere altri ad avere quelle stesse idee. La violenza non può essere una forma di comunicazione».

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha preso posizione con due interventi distinti. In una prima dichiarazione ha detto: «In queste ultime settimane si sono succedute a Milano manifestazioni molto partecipate a difesa della causa palestinese, sempre in maniera pacifica. Il vandalismo di oggi, causato da frange violente, non trova giustificazione e certamente non aiuta la causa di Gaza». Successivamente, intervenendo in diretta televisiva, ha ribadito: «Ci sono state manifestazioni pacifiche per la causa palestinese, per cui non metterei tutto assieme ma quello di oggi è veramente qualcosa di ingiustificabile. Sono frange molto violente: probabilmente poteva essere la Palestina o altre cause ma la voglia di sfasciare tutto ha trasformato la zona intorno alla Stazione Centrale e di via Vittorio Pisani in un campo di battaglia. È qualcosa di assolutamente non giustificabile, anzi anche peggio, per questo momento così delicato, con l’area di Niguarda sott’acqua e con i problemi che ci sono, abbiamo le Forze dell’Ordine che stanno facendo tutto il possibile per tenere i vari fronti che abbiamo e le ringrazio. Vorrei veramente che ci fossero indagini rapide: è chiaro che ci sono frange che si spostano, non è detto che siano solamente milanesi, e gettano un’ombra sulla manifestazione pacifica. In questo momento il primo tema è cercare di controllare la situazione poi bisognerà identificare il più in fretta possibile i responsabili di tutto ciò».

Il capogruppo del Partito Democratico al Consiglio regionale, Pierfrancesco Majorino, ha distinto la parte pacifica da quella violenta del corteo: «Questa mattina migliaia di manifestanti, nella stragrande maggioranza dei casi studentesse e studenti, ha dato vita anche a Milano ad una mobilitazione imponente. La più grande degli ultimi anni. Un corteo indignato di fronte alla strage degli innocenti e assolutamente pacifico. Quel che è accaduto in Stazione Centrale alcune ore dopo, gli atti di stupido teppismo, ha riguardato alcune centinaia di persone. Non è in alcun modo giustificabile e, peraltro, servirà al Governo italiano solamente ad alzare la tensione. Tutto ciò però non cancella in alcun modo il carattere indignato e pacifico della manifestazione e nemmeno per un attimo l’orrore di Gaza».

Una città ostaggio dei violenti

La giornata di Milano conferma la difficoltà di gestire manifestazioni che partono con intenti dichiaratamente politici e si trasformano in scenari di devastazione. Mentre la maggioranza politica chiede tolleranza zero e invoca misure più dure contro i centri sociali, altre voci sottolineano la necessità di distinguere chi manifesta pacificamente da chi usa la violenza. In ogni caso, resta l’immagine di una città ostaggio degli antagonisti, con le forze dell’ordine costrette ancora una volta a blindare il cuore di Milano.