Milano vieta le cassette portachiavi legate agli affitti brevi
Nuove regole contro il proliferare delle ‘lockbox’: sanzioni fino a 400 euro e rimozione immediata
(MIANEWS, 4 dicembre 2025) Milano interviene con decisione su un fenomeno ormai diffusissimo: le cassette portachiavi, le cosiddette lockbox, utilizzate per il check-in autonomo degli affitti brevi. Con una modifica al Regolamento di Polizia Urbana, il Consiglio comunale ha approvato un divieto che colpisce tutti i dispositivi installati sul suolo pubblico o su strutture private che si affacciano su spazio pubblico. Una misura che punta a frenare un uso sempre più disordinato dello spazio cittadino, aggravato dall’esplosione del mercato degli affitti turistici.
Un divieto nato per tutelare decoro e sicurezza
La delibera, firmata dal consigliere Michele Albiani, presidente della Commissione Sicurezza, mette nero su bianco una criticità evidente: le lockbox sono spesso posizionate senza alcuna autorizzazione, appendendole a pali della luce, cancellate, segnaletica stradale o recinzioni. Un’occupazione abusiva del suolo pubblico che, come sottolineato nella delibera, comporta «un uso improprio dello spazio pubblico a vantaggio di singoli privati». Accanto al tema del decoro urbano, la diffusione incontrollata di questi dispositivi apre anche questioni di sicurezza e di disturbo per i residenti, già penalizzati da un turismo sempre più “mordi e fuggi”.
Rischi legati anche alle attività illegali
Non si tratta solo di un problema estetico. Il provvedimento richiama infatti recenti indagini giudiziarie che avrebbero confermato l’utilizzo di alcune cassette portachiavi per attività di spaccio di stupefacenti. Una possibilità che ha spinto l’amministrazione ad accelerare, seguendo la linea già tracciata da Roma, Firenze e altre città con forte vocazione turistica.
Sanzioni e rimozione coattiva dei dispositivi
L’integrazione al Regolamento di Polizia Urbana (articolo 90) entrerà in vigore entro trenta giorni. Da quel momento, qualsiasi lockbox installata in violazione delle norme potrà essere rimossa senza preavviso da parte degli uffici comunali. La spesa per la rimozione sarà interamente a carico dei proprietari, così come la sanzione amministrativa che varierà da cento a quattrocento euro. Una scelta drastica, motivata dalla volontà di ripristinare ordine, decoro e sicurezza, riportando l’utilizzo dello spazio pubblico sotto un perimetro normativo chiaro e rispettato.
Milano sceglie dunque di reagire con fermezza a un fenomeno cresciuto in modo incontrollato, simbolo di un turismo sempre più veloce e disintermediato che, senza regole adeguate, rischia di pesare sulle comunità locali più di quanto porti benefici.
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Redazione 



















