Sempre più critica la situazione di Corvetto

Il Comune si è attivato per cercare di risolvere i problemi di sicurezza degli esercenti

Commercianti e residenti chiedono più sicurezza in piazzale Corvetto. In arrivo l’ordinanza su coprifuoco e deposito dei contratti d’affitto: ecco cosa ne pensano i cittadini. In zona Corvetto le aggressioni, lo spaccio di droga a cielo aperto, i furti e la prostituzione sono ormai eventi di ordinaria amministrazione.
Il quartiere, per diverso tempo abbandonato a se stesso, sta tornando al centro dell’attenzione del Comune anche grazie alla mobilitazione di cittadini che, attraverso le associazioni da loro fondate, hanno fatto sentire la propria voce chiedendo più controlli e una maggiore sicurezza. Lo stesso vicesindaco Decorato – dopo un incontro con i rappresentanti della zona 4, tra cui il presidente di zona, Paolo Zanichelli, il presidente della Commissione Sicurezza, Salvatore D’Arezzo, i rappresentanti di commercianti e residenti – ha annunciato l’estensione a piazzale Corvetto del provvedimento che stabilisce un coprifuoco per alcune attività commerciali (phone center, ristoranti, bar e locali notturni) e che impone ai proprietari il deposito dei contratti d’affitto. La chiusura obbligatoria in orari predefiniti coinvolgerebbe gli esercizi che si trovano nelle aree più critiche del quartiere, via Bessarione, piazza Angilberto e via dei Cinquecento, strade in cui diversi negozi e bar, una volta gestiti dai residenti, hanno già dovuto chiudere la propria attività nel momento in cui la situazione si è fatta difficile. «È da anni che la zona è sempre meno vivibile – ci racconta il gestore di un bar della zona –. I furti fanno ormai parte della norma».
L’abbassamento della qualità della vita finisce anche per riversarsi in una svalutazione del mercato immobiliare, come sottolinea l’intervistato: «Ho un appartamento in vendita, ma non appena la gente sente il nome della via si rifiuta di visitarlo, nonostante continui ad abbassare il prezzo».
Abbiamo poi incontrato il vicepresidente del Comitato dei residenti, gruppo nato due mesi fa con l’intento di rappresentare gli abitanti e le loro esigenze. «Alle sette di sera inizia lo spaccio, apertamente! – denuncia –. Io chiudo già all’orario previsto dal coprifuoco per la mia sicurezza e per la sicurezza del mio negozio; pertanto sono d’accordo con l’ordinanza e auspico anche un aumento dei controlli.
Conviene a tutti chiudere prima, anche agli stranieri che gestiscono esercizi in zona. Quando si rimane aperti fino a tardi può succedere di tutto. Se poi il quartiere diverrà più sicuro, ben venga l’apertura prolungata delle attività».
Dello stesso avviso è anche un ragazzo straniero, gestore di un phone center: «Chiudo alle ore 22.00 perché d’inverno, passato quest’orario, non c’è più lavoro; al limite d’estate ci vorrebbe un’ora in più. Credo che serva più sicurezza sul territorio e, in effetti, ultimamente c’è una presenza decisa delle Forze dell’ordine. Speriamo continuino così».

Federica Solaro

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