L’apertura della scuola si avvicina, ma molte sono le incognite per i nuovi arrivati e i loro genitori; i consigli del prof. Vincenzo Paladino

Da quanti anni è che si occupa di scuola?
Il primo settembre 2010 saranno precisamente 24 anni.

E’ inevitabile che in 24 anni vi siano stati dei cambiamenti nella società, quindi anche nella scuola, negli alunni e nei genitori, come si sono adeguati i metodi educativi?
Ho assistito ai diversi cambiamenti della scuola e dei suoi utenti. Gli alunni di oggi sono bombardati da molteplici stimoli e messaggi che fino a qualche anno fa non erano nemmeno ipotizzabili. La scuola, comunque, attraverso la paziente e necessaria mediazione degli insegnanti continua a rappresentare un’istituzione insostituibile. La scuola era fino a pochi anni fa, il luogo in cui si trasmettevano conoscenze. Oggi la scuola non solo trasmette saperi, ma tende a sviluppare negli alunni competenze (abilità) che ciascuno, poi, utilizzerà per essere cittadino consapevole e responsabile. Agli operatori scolastici, quindi, sono richieste, di conseguenza, competenze sempre più diversificate che vanno dal disciplinare (conoscenza delle proprie discipline di insegnamento), al metodologico (strategie e modalità di intervento). Nell’educazione e formazione di ogni alunno, inoltre, un ruolo fondamentale è giocato dalla famiglia che deve porsi in atteggiamento e rapporto di collaborazione con la scuola.

Che obiettivo si pone il Piano di offerta formativa di questo Istituto e quali sono i suoi punti di forza?
I punti di forza del nostro POF sono rappresentati dalle aree progettuali attorno alle quali si sviluppa l’identità culturale dell’Istituto Comprensivo “Rita Levi Montalcini”. I progetti, che vengono attuati  in modo continuativo e verticale dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di primo grado sono i seguenti: accoglienza e integrazione degli alunni stranieri, interculturalità, sostegno agli alunni svantaggiati, lingue 2000, musica 2000, multimedialità, sport, educazione scientifica educazione ambientale, educazione all’affettività, educazione alla lettura, educazione alla solidarietà, educazione alla sicurezza, potenziamento attività espressive, progetto Levi Montalcini. Quest’ultimo progetto mira a sostenere la fondazione onlus “Rita Levi Montalcini” nel programma finalizzato al reinserimento di 890 bambini/e soldato che tornano a casa, anche mutilati, nella provincia africana di Maniera, dopo aver partecipato alla guerra in Congo. Nell’anno scolastico 2010/2011 saranno resi più efficaci gli interventi di recupero per gli alunni della scuola secondaria.

Quali sono stati i progetti che lo scorso anno hanno dato maggiori soddisfazioni?
Lo scorso anno le classi quarte e quinte della scuola primaria hanno partecipato al progetto nazionale “Scuola e cibo”. Il progetto ha coinvolto 5 scuole primarie di Milano e provincia, 5 scuole primarie della provincia di Roma e 5 della provincia di Catania. Il progetto, voluto dal Ministro dell’Istruzione, dovrebbe essere esteso, a partire dall’anno scolastico 2010/2011 a tutte le scuole primarie d’Italia.

Il Bullismo, fenomeno accentuato dai media o realmente presente nelle nostre scuole?
La nostra non è una scuola che ha visto manifestarsi episodi di bullismo e se episodi ci sono stati sono stati sicuramente non particolarmente gravi. Si previene con l’ascolto e la vigilanza assidua degli insegnanti sugli alunni delle proprie classi, mediante confronti sereni ed aperti con le famiglie e con la sottoscrizione del Patto Educativo di Corresponsabilità da parte della scuola, dei genitori e del singolo alunno. Il nostro istituto ha attivato il patto educativo nella scuola secondaria e nella scuola primaria.

Tra qualche giorno inizierà la scuola per molti alunni, come possono i genitori rassicurare i propri figli e star loro vicini in questo momento delicato “di passaggio”?
I problemi legati al passaggio dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria o dalla scuola primaria alla scuola secondaria sono sempre esistiti. Si affrontano, intanto, con l’organizzazione e la realizzazione di iniziative di raccordo tra i vari ordini di scuola. Incontri di insegnanti delle diverse scuole presenti all’interno del nostro istituto che progettano e realizzarono percorsi di continuità mediante organizzazione di attività che vengono realizzate per esempio nella scuola primaria dai bambini della scuola dell’infanzia o dai bambini della scuola primaria nella scuola secondaria. Ai genitori di bambini che passano dalla scuola dell’infanzia alla primaria o alla secondaria consiglio di vivere in primis e far vivere ai loro figli l’esperienza del nuovo e più gravoso impegno senza ossessioni ne catastrofismi. Tutti abbiamo subito cambiamenti nella nostra vita ed abbiamo imparato, piano piano, giorno dopo giorno, ad attrezzarci meglio per adeguarci alla mutata realtà.

Come comportarsi quando un figlio non è proprio “bravo” a scuola? Come gestire le aspettative riguardo ai propri figli?
Per quanto riguarda le aspettative che i genitori nutrono verso i figli  è necessario che ciascun genitore conosca adeguatamente il proprio figlio e che ogni aspettativa di studio e di successo sia adeguata alle possibilità e alle capacità di ogni singolo. Il bambino poco bravo a scuola esiste nella misura in cui l’impegno scolastico e domestico è limitato o inesistente. La scuola e gli insegnanti possono fare molto, ma da soli, senza il sostegno delle famiglie e l’impegno del singolo alunno non possono fare nulla. Gli insegnanti possono rendere più “simpatiche” le attività scolastiche, ma l’impegno del singolo è fondamentale. Chi deve applicarsi, chi deve studiare e faticare è lo studente.

Rania Ibrahim

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