Un aiuto concreto alle popolazioni terremotate

????????Sono trascorse ormai parecchie settimane da quando, lo scorso 20 maggio, un forte sciame sismico ha colpito la zona dell’Emilia Romagna e quella lombarda nel mantovano.


Sono trascorse ormai parecchie settimane da quando, lo scorso 20 maggio, un forte sciame sismico ha colpito la zona dell’Emilia Romagna e quella lombarda nel mantovano. Da subito, le autorità locali si sono mobilitate per prestare un pronto soccorso ai tanti cittadini rimasti senza una casa, nell’area colpita dalla pesante calamità naturale. Anche i volontari della Protezione civile di Peschiera Borromeo hanno deciso di dare il proprio personale supporto e di inviare appena possibile un gruppo di volontari sul luogo.

A questo proposito, abbiamo contattato Duilio Cavenago, capo della Protezione civile di Peschiera Borromeo, e Oreste Albarano, uno dei volontari recatosi appunto sul posto, che ci hanno spiegato quale tipo di contributo è stato dato ai terremotati del campo di San Giacomo delle Segnate, in provincia di Mantova. Gli ospiti del campo, circa centoquaranta persone, sono prevalentemente di origine straniera, per lo più indiani, pakistani e cinesi.

«Il gruppo di volontari della Protezione civile – racconta Cavenago – è partito lo scorso 23 giugno ed è rientrato la settimana successiva, il 30 giugno. La spedizione non è potuta partire subito dopo l’evento del terremoto – continua Duilio Cavenago – ma appena abbiamo avuto istruzioni ci siamo organizzati». L’aiuto dato al campo di San Giacomo delle Segnate è stato principalmente di tipo logistico e organizzativo.

«Si tratta di un campo con circa cinquantacinque tende pneumatiche – spiega il signor Oreste Albarano – e tra queste, quarantadue sono dedicate agli sfollati. Il nostro compito era quello di gestire il campo dal punto di vista logistico, ossia organizzare la preparazione e la distribuzione del cibo – continua il signor Oreste – curare la manutenzione delle tende e dei condizionatori, visto il grande caldo che abbiamo trovato». Ci sono stati anche momenti ricreativi organizzati all’interno del campo sportivo che ospita la struttura di accoglienza degli sfollati. «Una sera è venuta in visita al campo una band di suonatori di tamburi africani. È stato un momento molto conviviale in cui siamo stati tutti insieme. O ancora – racconta sempre il signor Oreste – ricordo con particolare piacere, le serate in cui abbiamo guardato insieme le partite dell’Italia. Per i ragazzi, poi, abbiamo anche organizzato un campo da pallavolo».

Abbiamo anche chiesto a Duilio Cavenago cosa può fare un cittadino per dare un contributo concreto alle persone colpite dal terremoto. «Abbiamo appena concluso la vendita del formaggio grana, con cui siamo riusciti a raccogliere circa ventimila euro. In questo momento – spiega il capo della Protezione civile locale – stiamo attendendo precise istruzioni riguardo all’invio di altri materiali utili. Quello che posso consigliare ai cittadini è quindi di contattare le associazioni interessate ai vari progetti umanitari e di attendere nostre ulteriori indicazioni».

Susanna Tosti

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