“Un vuoto nel cuore così grande da prendersela con Dio”

Cinque giovani entrano di notte nel giardino e danneggiano le statue di Madonna e Gesù Bambino. Suor Patrizia: «Preghiamo per loro»

Un grave episodio è avvenuto la notte tra l’1 e il 2 gennaio del nuovo anno; un gruppo di vandali si è intrufolato nel giardino della scuola Maria Ausiliatrice, a San Donato Milanese, e ha distrutto la statua in gesso della Natività situata in una capanna di legno, lungo il vialetto che porta all’ingresso della scuola. Verso le 8 del mattino seguente, una segretaria, recatasi a scuola per lavoro, ha trovato le statue danneggiate sul marciapiede di fronte all’entrata e pezzi di gesso sparsi lungo la via.
L’atto vandalico è stato ripreso dalle videocamere di sorveglianza puntate sul cancello d’ingresso: «Verso l’una e un quarto di notte» spiega Suor Patrizia, vicepreside del plesso che comprende asilo nido, scuola dell'infanzia, primaria e media «cinque persone hanno scavalcato il cancello, preso le statue dalla capanna e, portatele sul marciapiede, le hanno devastate; si sono accanite con particolare violenza su Gesù Bambino, tanto da staccargli le gambe saltandoci sopra, e sulla Madonna. L’azione è durata circa 10 minuti; sono scappate quando hanno sentito arrivare un’automobile». Dalle immagini della telecamera, a causa della scarsa illuminazione, non è stato possibile riconoscere i volti dei delinquenti, ma si intravede la loro fisionomia: si tratta di ragazzi molto giovani, probabilmente non superano i 18 anni. Forse l’ubriachezza, come ipotizzato dai Carabinieri sopraggiunti, o più probabilmente la noia ha spinto i giovani all’atto incivile e sfrontato.
«Siamo rimasti molto colpiti dal gesto» continua Suor Patrizia; «Tutti gli anni, nel periodo che va dall’Immacolata all’Epifania, esponiamo la statua dalla Natività, l’anno scorso in legno, quest’anno in gesso; non è mai successo nulla di spiacevole. Chiaramente non è il valore economico delle statue che ci preoccupa; ciò che impressiona e ferisce è il danno morale. Siamo dispiaciuti per questi cinque ragazzi, specialmente in quanto Salesiani siamo sensibili e attenti ai giovani, alla loro educazione». «Come comunità scolastica, abbiamo ritenuto giusto informare i nostri alunni; abbiamo trasferito il Gesù Bambino nella nostra cappella e li abbiamo invitati a pregare per questi giovani con un così grande vuoto esistenziale da portarli a compiere un’azione priva di senso e rispetto». In effetti, è difficile spiegarsi il significato di un atto offensivo e insolente quando, qualora si volesse esprimere il proprio dissenso verso qualcosa, ci sarebbero modi più civili.
Riguardo alla riparazione delle statue, Suor Patrizia spiega che, giunti a conoscenza del fatto, molti genitori hanno espresso la loro solidarietà alla scuola; una mamma, restauratrice nelle chiese, si è offerta per la riparazione del danno.
Oggi, però, la capanna in giardino non è vuota. Un grande cartello al suo interno presenta le foto delle statue rotte e recita: “Questa comunità prega per quei ragazzi che hanno un vuoto nel cuore così grande da prendersela con Dio. Shalom”.
Francesca Tedeschi

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