La difficile storia del piccolo Stefano afflitto dalla West

Il ginecologo che abbiamo trovato la volta successiva, guardando l’ecografia precedentemente, prescrisse d’urgenza il cesareo. “Flussometria in peggioramento, assenza diastolica”, la diagnosi. Noi a quel punto preferimmo andare all’ospedale Macedonio Melloni per il parto. Lì ci dissero che avrebbero tirato fuori mio figlio per i capelli, tanto era grave la situazione».
Una volta nato, il bambino è stato ventilato e tenuto per due giorni in incubatrice e 33 in terapia intensiva, a causa di un ictus cerebrale determinato da asfissia neonatale. «Prima di recarci in ospedale mia moglie continuava ad avere le scalmane – continua Amedeo –. Successivamente ci è stato detto che ogni volta che mia moglie aveva quelle vampate di calore Stefano entrava in coma. Abbiamo fatto causa all’ospedale che, ammettendo la propria responsabilità, ci offrì 600mila euro. Da tabella il risarcimento ammontava a 6 milioni». Stefano soffre spesso di crisi epilettiche e ha sempre bisogno di assistenza. Cristina, la madre, ha dovuto abbandonare il proprio lavoro per poter seguire il figlio. «Il suo più grosso problema è la vista: lui oltre i 50 centimetri vede solo delle ombre» ha commentato il padre.
Lo scorso settembre, il giudice ha rinviato di un anno la prossima udienza. Da qualche tempo, però, la famiglia D’Errico ha una speranza in più: il trapianto di cellule staminali. Una terapia non praticata in Italia e molto costosa.  Per iniziare la prima terapia servono 30mila euro e bisognerà recarsi in Thailandia. «Dopo i primi articoli usciti sulla stampa locale, in tanti mi hanno contattato – continua Amedeo –. Ora dovremmo aprire un conto corrente con l’appoggio della parrocchia di Tribiano, per la raccolta dei fondi. Sono partito in quarta e non ho intenzione di fermarmi». Tante, infatti, le iniziative già in programma. Nel corso della fiera “Cia che girum”, che si svolgerà a Paullo il 9 maggio, sarà allestito un banchetto. «Molto probabilmente in quell’occasione sopraggiungerà il Gabibbo con le telecamere di “Striscia la Notizia”. Anche dal Comune di Tribiano e dal Sindaco abbiamo avuto appoggio. Colgo inoltre l’occasione per lanciare un appello: vorremmo cercare di recuperare uno spazio durante le selezioni di Miss Italia che ci saranno a giugno». Ma la famiglia di Tribiano non si ferma qui. Infatti, in programma, anche un’intervista con un giornalista del Tg3. «Nei negozi di Crema, Tribiano e Paullo sono già presenti dei salvadanai con la foto di mio figlio – ha spiegato il padre di Stefano –. Io devo ringraziare la signora Rosi e Teresa, perché questa iniziativa è partita proprio da loro. Da una coppia di Zelo Buon Persico, ho anche avuto l’appoggio per la stampa di gigantografie e foto di mio figlio. Anche da parte dell’azienda dove lavoro, la Mapei di Mediglia, ho sempre avuto una grande sostegno. Ho sempre preso i permessi anche all’ultimo momento. Adesso dovrò incontrare i responsabili per vedere se potrò avere un contributo economico», conclude Amedeo. A favore del piccolo Stefano è anche nato un gruppo su Facebook, chiamato “Aiutiamo Stefano D’Errico”.
Per coloro interessati a fare una donazione: c/c 1000/1637 c/o filiale intesa S.Paolo n°08239 di Tribiano, intestato a: CHIODA DAVIDE GIUSEPPE PRO STEFANO. Bonifico Bancario, IBAN: IT58F0306970560100000001673.

Jennifer Marfia

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