Lo specchio della crisi europea

Se la Grecia fallisse e non ripagasse il debito, questo minerebbe la credibilità di tutti i titoli denominati in euro e farebbe schizzare all’insù i tassi d’interesse, imponendo un carico insostenibile sulle finanze pubbliche di molti paesi dell’Eurozona, preparando quindi nuove crisi. Se, viceversa, la Germania e gli altri Paesi forti salvano la Grecia, questo alimenterà nuove speculazioni poiché i mercati ne trarranno la conclusione che qualunque cosa accada, le finanze pubbliche alla fine ripianeranno le perdite. Com’è cambiata la Grecia nel concreto e nella vita quotidiana dei suoi abitanti in questi anni? Voglio rendere evidente il mio punto di vista: sin dal 2003 mi sono recato in Grecia, nella parte continentale, per lavoro, e in questi anni ho valutato che complessivamente ho trascorso più di 400 giorni in Grecia. Mi ricordo periodi trascorsi senza preoccupazione di sorta, estrema disponibilità e cortesia da parte dei greci. La loro massima preoccupazione era legata alle continue scosse telluriche e alle conseguenti azioni mitigatrici da mettere in atto. Io stesso ero presente durante tre o quattro terremoti di breve intensità. Non ho mai subito azioni di microcriminalità e mai ho ricevuto offese o qualche altra azione che potesse mettere in pericolo la mia incolumità, ho dormito spesso con la porta della stanza d’albergo o del residence non chiusa a chiave e immancabilmente la mia macchina era aperta. I greci non navigavano nell’oro ma c’era una tranquillità economica diffusa, rapportata con il loro costo della vita, che si riscontrava anche nella modalità di relazionarsi con le persone straniere. Dal 2009 ho riscontrato un aumento della microcriminalità: ho subito alcuni tentativi di furto nelle stazioni della metropolitana di Omonia e Syntagma, e c’è stato un degrado di alcuni quartieri della capitale Atene, sia urbano sia sociale. È aumentato il numero di persone, specialmente ad Atene, che chiedono l’elemosina mettendo in evidenza a tal fine evidenti disagi di natura fisica, veri o procurati che siano. Il clima è cambiato, sicuramente in peggio, anche se permane l’estrema cordialità degli abitanti. Perché un Paese che aveva una situazione socio-economica tutto sommato stabile ha avuto un tracollo di questo genere? Effetto della globalizzazione? Speculazione finanziaria? Mi sembra che in un mondo governato dalla finanza, dai capitali, i Paesi a rischio sono quelli il cui debito pubblico si trova in mani straniere. Se la politica mondiale o perlomeno quella europea non riescono a darsi una governance che possa tenere sotto controllo questi aspetti, il rischio è che come un domino impazzito ne subiscano le conseguenze paesi come il Portogallo, l’Irlanda e anche l’Italia e venga meno la costruzione, a oggi imperfetta, della Comunità Europea.

 

Per l'uomo di commercio la stessa onestà è una speculazione per l'utile

Nietzsche

 

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