Movimento 5 stelle: tanti i dubbi e le domande dopo i risultati alle urne

Gli elettori hanno sempre ragione e, in democrazia, bisogna rispettare il verdetto delle urne anche se gli italiani votano più con la pancia e per l’immagine che sui contenuti. Il Movimento 5 Stelle ha ottenuto un risultato che è andato oltre le più rosee previsioni in considerazione anche del fatto che non hanno una struttura organizzativa alle spalle.

Ma adesso viene il difficile: bisogna passare dalla fase di protesta alla fase di proposta. Le dichiarazioni iniziali però non fanno presupporre ciò. Infatti vari esponenti hanno dichiarato che adesso aspetteranno le proposte per valutarle e - se aderenti al loro programma - le voteranno. In Italia però l’iniziativa legislativa è lasciata anche al singolo parlamentare e di conseguenza mi aspetto che, invece di stare sull’Aventino, il Movimento 5 Stelle prepari delle proposte di leggi in accordo al programma presentato in campagna elettorale: abolizione delle province, abolizione dei rimborsi elettorali, abolizione delle authority ed istituzione della class action, ogni legge deve essere subordinata alla sua copertura finanziaria, eliminazione del canone telefonico, abolizione della legge Biagi e Gelmini, abolizione dei monopoli, sussidio di disoccupazione, blocco della TAV, sviluppo di tratte ferroviarie per i pendolari, ticket medici proporzionali al reddito, eliminazione degli inceneritori, abolizione del valore legale dei titoli di studio, risorse statali solo alle scuole pubbliche, investimenti nella ricerca universitaria, etc.
Già da metà marzo potremo verificare le intenzioni del Movimento; al Senato cosa faranno quando saranno chiamati a votare la fiducia al Governo? Voteranno contro e si andrà ancora a votare? Si asterranno (al Senato è come votare contro) e si andrà ancora a votare? Usciranno dall’emiciclo con la conseguenza che anche altre forze li potrebbero seguire facendo mancare il numero legale e si andrà ancora a votare, oppure voteranno la fiducia? E - se sì - su quali basi, su quale programma, con quale visibilità temporale? E se si andrà ancora a votare come lo spiegheranno agli elettori? E se faranno un inciucio, termine usato in questi giorni dai loro esponenti, come lo spiegheranno agli elettori? A chi spetterà il compito di portare in Parlamento un programma di governo? Probabilmente, considerando la maggioranza relativa sia al Senato sia alla camera, alla coalizione di Centrosinistra. Quello che ci si aspetta da loro è che siano in grado di operare azioni riformatrici nell’interesse del Paese senza se e senza ma a partire dalla riforma elettorale considerando che per uscire dalla crisi sono necessarie politiche di crescita e sviluppo.
 
Il bello della democrazia è questo: tutti possono parlare, ma non occorre ascoltare – E. Biagi
 
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Moreno Mazzola